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pubblicato il 26 settembre 2012

Dossier Auto e Salute

Colpo di frusta: prevenzione e cura

Cosa fare nel caso si subisca questo trauma che non sempre le assicurazioni vogliono risarcire

Colpo di frusta: prevenzione e cura

Di questi tempi tiene banco il colpo di frusta, dopo che la Legge liberalizzazioni di fine marzo ha posto il limite per il rimborso dei postumi alle sole lesioni suscettibili di accertamento mediante esami strumentali (o, meglio, suscettibili di “riscontro clinico strumentale obiettivo”, secondo la enigmatica formulazione legislativa dell’art.32 della L. 27 del 23/4/2012); è allora d’obbligo parlarne in ottica salute, per la consueta rubrica del giovedì. Anzitutto, come ci spiega il dottor Andrea Casolino, medico chirurgo, specialista in medicina legale, “il colpo di frusta è un traumatismo alla colonna cervicale dovuto a trauma indiretto, che può avvenire in tutti’e tre i piani dello spazio in seguito a brusca, intensa e inaspettata accelerazione/decelerazione del capo rispetto al tronco. Poco importa se la causa è un incidente stradale o un altro evento traumatico. Nel caso specifico delle lesioni in seguito ad incidenti stradali, il colpo di frusta si verifica più comunemente in caso di tamponamenti (sia se lo si provoca, sia se lo si subisce), oppure quando si viene speronati lateralmente”.

TAMPONAMENTO
Nello specifico caso del tamponamento passivo, che avviene quando l'auto viene urtata violentemente da tergo, il mezzo subisce una improvvisa accelerazione inerziale in avanti, così come il sedile, che si muove in solido con esso. Il conducente, inizialmente “fermo”, viene poi bruscamente colpito dal sostegno verticale del sedile, subendo una contusione alla schiena e una conseguente forte accelerazione che ne proietta il busto in avanti. “Il capo - ci illustra Casolino - tende per inerzia a conservare la posizione iniziale e, mentre il resto del corpo viene spinto in avanti, la testa rimane ferma, fino all’urto contro il poggiatesta, determinando una iperestensione del collo. Successivamente il capo viene proiettato in avanti con una velocità di solito superiore rispetto al resto del corpo, determinandosi la successiva sollecitazione patologica del collo in direzione inversa (danno da iperflessione)”. Il colpo di frusta cervicale, per concludere, non è altro che un trauma che subisce il collo in conseguenza di una brusca accelerazione o decelerazione, con conseguenze patologiche fortemente condizionate dall’efficienza lesiva dell’impatto e della posizione del collo al momento di tale abnorme sollecitazione (rapida oscillazione del capo sul tronco).

PREVENZIONE
Primo, il poggiatesta, se regolato in modo corretto, protegge in parte la colonna cervicale limitando l’iperestensione; l’airbag (che interviene solo nei tamponamenti “attivi”) limita la iperflessione del collo. Regolare il poggiatesta posizionandolo in modo tale che la parte superiore sia circa cinque centimetri al di sopra del margine superiore dell'orecchio. “Durante la guida - consiglia Casolino - mantenere la schiena ben appoggiata al sedile; busto e capo devono rimanere diritti poiché se il dorso e la testa sono curvi in avanti la distanza tra occipite e poggiatesta sarà troppo elevata per proteggere il capo dall'iperestensione; per lo stesso motivo, se il poggiatesta si può regolare in avanti e indietro, va messo in modo tale da non superare i sei centimetri di distanza dall'occipite”. Oltre a controllare le posizioni assunte durante la giornata, seguire un regolare programma di attività fisica aiuta a prevenire, ma anche a migliorare, i sintomi della cervicalgia. Non esiste un'attività fisica specifica e che qualsiasi sport che coinvolga gli arti superiori nel movimento può essere preziosa. Ovviamente alcuni esercizi mirati come quelli posturali, di mobilitazione della colonna, di coordinazione e di stretching hanno un effetto benefico superiore.

DUE STRADE
Il colpo di frusta determina una sollecitazione abnorme delle strutture capsulo-legamentose, ossee e muscolari della colonna cervicale, con risultati assai variabili a seconda dell’intensità del trauma: da una semplice sintomatologia “benigna” e temporanea, si può giungere a una più intensa sensazione di “blocco cervicale”, finanche a lesioni legamentose ed ossee. Agendo anche sulle strutture nervose e propriocettive cervicali, si ha anche nausea, cefalea, sensazione vertiginosa soggettiva, formicolii alle mani, acufeni (rumore di fondo e fischi), alterazioni del visus (presenza di puntini luminosi o “mosche volanti”), difficoltà di concentrazione. “Insomma - evidenzia Casolino - parlare solo di un ‘banale tamponamento’ o di un ‘lieve colpo di frusta’ è sbagliatissimo. Le conseguenze dell’insulto traumatico da colpo di frusta sono lesioni da non sottovalutare, potendo anche a determinare sintomi ‘di fondo’ percepiti come assai invalidanti dal soggetto (temporaneamente o permanentemente), con riflessi clinici”. Per questo, è importante un adeguato inquadramento specialistico ed una corretta terapia “d’attacco” nella fase acuta dei sintomi, al fine di ottenere la miglior guarigione possibile, caso per caso. Importanti le terapie manuali che si accompagnano all'intervento di ortopedici, fisiatri, neurologi, fisioterapisti, massofisioterapisti. Occorre saper scegliere il trattamento corretto, sotto una adeguata guida specialistica. Casolino ricorda che “vanno chiarite le modalità del trauma, i sintomi nati nell’immediato successivo ed eventuali problematiche preesistenti all’insulto traumatico. In presenza di sintomatologia vertiginosa e grossa rigidità articolare, si deve avere molta precauzione nel trattamento, evitando cure fai da te”. Non bisogna avere fretta di eliminare le contratture muscolari antalgiche che, in questa fase hanno uno scopo protettivo delle strutture che hanno subìto l’insulto traumatico.

ORGANISMO KO
A chi sottovaluta il colpo di frusta, va anche ricordato che “a volte, nei sinistri a intensità lesiva altissima, si verificano - evidenzia Casolino - fratture delle vertebre cervicali, o lesioni legamentose con compromissione della stabilità del segmento cervicale e coinvolgimento dei plessi nervosi cervicali, che possono determinare gravi sintomatologie neurologiche; talvolta si associano anche le conseguenze di una violenta succussione cerebrale della massa encefalica, o di una succussione bulbare (del bulbo oculare), con perdita di coscienza transitoria o alterazioni del visus, che possono anche carattere temporaneo o permanente. Durante l’evento traumatico, anche la mandibola può subire una traslazione in avanti, con sublussazioni, che portano ad artralgie e limitazioni funzionali dell’articolazione temporo-mandibiolare”.

QUALI TEST
Tra i test utili per la valutazione funzionale del paziente, si utilizza la visita clinica, con il rilievo di segni clinici di contrattura e di limitazione funzionale antalgica del collo, le prove di stiramento radicolare per valutare la presenza di parestesie delle dita, il test di Romberg (il paziente in stazione eretta con i piedi uniti, le braccia tese in avanti, chiude gli occhi e il medico osserva se compaiono oscillazioni del corpo o traslazione delle braccia), e il test di Unterberger (si fa camminare il paziente sul posto e con gli occhi chiusi per un minuto; la rotazione del corpo entro i 30 gradi è fisiologica, mentre non lo sono mai la rotazione per un arco superiore o la traslazione).

PAURA
Il colpo di frusta, oltre che danni meccanici può generare situazioni che non sempre emergono da accertamenti diagnostici, come il mal di testa o le reazioni psicologiche emotive, che nel tempo possono tramutarsi in stati ansioso-depressivi reattivi o “situazionali”. E anche questo dovrebbe essere risarcito dalle Compagnie: ma come può scattare il rimborso se tali disturbi non vengono "misurati" da una macchina?

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute


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