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Attualità

pubblicato il 25 settembre 2012

Dal 2015 inizia l’era dell’idrogeno

All’H2 Road Tour di Bolzano le prospettive per il futuro a emissioni zero

Dal 2015 inizia l’era dell’idrogeno
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Attese ad inizio millennio, le auto a idrogeno sono scomparse dalle cronache d’improvviso lasciando dietro di sé il dubbio che l’enfasi passata fosse più frutto di una strategia promozionale anziché di prospettive concrete. A riportare l’attenzione sui modelli fuel cell è l’European Hydrogen Road Tour 2012, un viaggio a bordo di sette modelli fuel cell in nove città europee. Con tappa italiana a Bolzano in concomitanza con Klimamobility (19-22 settembre), il salone della mobilità sostenibile giunto alla seconda edizione. Un appuntamento che ha consentito di fare il punto sullo stato dell’arte della tecnologia a celle a combustibile e di provare alcuni modelli che guideremo in un futuro non troppo lontano: Mercedes B F-Cell, Honda FCX Clarity, Hyundai ix35 Fcev e Toyota Fchv-adv. Quattro auto con autonomia compresa tra 380 e 650 km e con alle spalle diversi anni di sperimentazione. A loro vantaggio sono l’assenza di emissioni inquinanti e acustiche, l’affidabilità, l’efficienza doppia rispetto ai motori a combustione e la facilità di guida che, di fatto, equivale a quella delle auto elettriche. Sul fronte economico l’intento è proporle a un prezzo equivalente a quello delle attuali auto ibride, traguardo che al momento non sembra ancora raggiunto. Quanto al rifornimento, dovrebbe avvenire in circa 4 minuti e costare meno del “pieno” tradizionale: le spese previste per effettuare 100 km sono di 12,77 euro, contro i 13,5 ottenibili con il gasolio e i 16,2 con la benzina.

LA DIFFUSIONE SARA’ LENTA
Obiettivo comune dei quattro costruttori presenti è di debuttare sul mercato nel 2015. Un traguardo, come ammettono gli stessi responsabili delle Case automobilistiche, da prendere con cautela e che dipende soprattutto dalle scelte politiche dell’Europa, continente al quale si punta per l’avvio dell’era dell’idrogeno. In particolare, l’industria dell’auto chiede che siano confermate strategie e finanziamenti di lungo periodo a favore della mobilità ad H2. E che si provveda a stabilire un quadro normativo per rendere più appetibili i veicoli fuel cell, quali una tassazione inferiore e agevolazioni pratiche (accesso a zone a traffico limitato e corsie preferenziali, parcheggio gratuito, ecc). L’incognita maggiore, però, rimane la realizzazione di una rete di distributori che, necessariamente sarà lenta. Dal 2015, quindi, non ci sarà il boom di modelli a dirogeno ma una piccola diffusione nelle aree coperte da stazioni di servizio, come in alcune città della Germania (prevista l’apertura di 50 distributori entro il 2015) e del Regno Unito. Altri piani sono previsti in Francia, Olanda, Danimarca e nei Paesi scandinavi, mentre in Italia uno dei progetti più interessanti è proprio l’area che ha ospitato la prima giornata nazionale del tour europeo, quella vicina all’uscita autostradale di Bolzano Sud. Dove entro fine 2013 sorgerà un impianto per la produzione dell’idrogeno tramite elettrolisi dell’acqua con energia proveniente da impianti idroelettrici e fotovoltaici, soluzioni che rendono effettivamente a emissioni zero l’intero ciclo “dalla fonte alle ruote” dei modelli fuel cell. La struttura, che prevede pure un impianto di stoccaggio e una stazione di servizio, è pensata per produrre 500 kg/giorno di H2 sufficienti per alimentare fino a 500 auto fuel cell che percorrono 40 km/giorno o 20 autobus (5 sono già stati ordinati, così come alcuni mezzi di servizio dell’Autostrada del Brennero e del Comune) che effettuano 200 km/giorno di tragitto. All’impianto di Bolzano ne dovrebbero seguire altri quattro (Modena, Verona, Trento e Brennero), sempre con idrogeno generato da fonti rinnovabili (biomasse, eolico e fotovoltaico), che costituiranno l’asse italiano del Corridoio Verde, il progetto europeo che si prefigge di rendere percorribile dai veicoli fuel cell l’autostrada Modena-Monaco di Baviera installando un distributore ogni 90-100 km.

IDROGENO AL POSTO DEL GREGGIO
A rendere probabile l’accettazione da parte dell’Unione Europea delle condizioni prospettate dai costruttori è l’intenzione dichiarata nel Libro Bianco sui Trasporti di sostituire il 50% delle auto tradizionali con modelli elettrici, ibridi o a idrogeno entro il 2030, percentuale destinata ad arrivare al 100% nel 2050. Un piano che comporterebbe non pochi vantaggi economici per i bilanci degli Stati grazie alla riduzione delle spese sanitarie causate dall’impatto ambientale della mobilità, nonché da quelle per rimediare ai danni provocati dagli eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici, in crescita del 250% negli ultimi anni. Ma soprattutto per i risparmi generati dalla minore dipendenza dalle forniture “extracomunitarie” di petrolio e gas naturale che oggi costano alle casse dei Paesi continentali una cifra prossima ai 500 miliardi di euro/anno. Somma che, senza alternative, è destinata ad aumentare con il previsto incremento delle quotazioni del greggio dovute alla maggiore domanda dei Paesi emergenti e al calo delle scorte mondiali. Un contesto nel quale l’impiego nei trasporti dell’idrogeno prodotto localmente da fonti rinnovabili è considerato dalle istituzioni comunitarie come indispensabile per il futuro sviluppo economico dell’euro zona. Un futuro che inizia nel 2015 e richiederà molto tempo e denaro per essere concretizzato. Ma che è ineluttabile.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Attualità , idrogeno


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