dalla Home

Test

pubblicato il 25 settembre 2012

Mahindra XUV500, welfare familiare made in India

Sette posti, spazio a volontà e un listino che non impegna. Con 5 anni di garanzia

Mahindra XUV500, welfare familiare made in India
Galleria fotografica - Mahindra XUV500Galleria fotografica - Mahindra XUV500
  • Mahindra XUV500 - anteprima 1
  • Mahindra XUV500 - anteprima 2
  • Mahindra XUV500 - anteprima 3
  • Mahindra XUV500 - anteprima 4
  • Mahindra XUV500 - anteprima 5
  • Mahindra XUV500 - anteprima 6

Pensata, disegnata e progettata per il mercato globale: questo è la Mahindra XUV500. Un concetto che il boss di Mahindra in persona, il CEO Ruzbeh Irani, tiene a sottolineare con particolare orgoglio. Il primo Sport Utility Vehicle con scocca autoportante costruito dall'azienda indiana non è dunque un veicolo concepito per il mercato indiano, adattato e commercializzato nel resto del mondo, ma un prodotto nato sulla base delle esigenze dell'automobilista globale. Una differenza di non poco conto, che non vediamo l'ora di mettere alla prova su strada.

PERSONALITA' IN VIA DI DEFINIZIONE
Se avete in mente i "verticalissimi" pick-up Goa di casa Mahindra, stretti e alti, sappiate che la XUV500 è tutt'altra cosa. Ovvio, trattandosi di una Sport Utility, lo sviluppo in altezza è sensibile (179 cm per la precisione, 459 cm la lunghezza); grazie però alla larghezza di 189 centimetri, l'aspetto è decisamente più... automobilistico. E se l'accostamento col giaguaro, felino a cui gli indiani dicono di essersi ispirati per la definizione del design, pare un tantino esagerato, la XUV500 sfoggia qualche spunto stilistico interessante. I passaruota scolpiti, per esempio, conferiscono un innegabile dinamismo alla fiancata, mentre il frontale mostra qualche affinità con la Kia Sorento pre-restyling. Meno azzeccato, almeno sul nostro mercato, è il tribale stampato sulla plastica dei proiettori posteriori... L'impressione è che se gli indiani perseverano con la costanza dei coreani, da qui a qualche anno i Costruttori europei avranno un rivale in più da cui difendersi.

BRILLANTEZZA A GASOLIO
Sotto il cofano c'è un quattro cilindri common rail da 2,2 litri di cilindrata, capace di 140 cavalli e 330 Nm di coppia fra 1.600 e 2.800 giri. Numeri che suscitano quasi tenerezza, se si pensa alla doppia sovralimentazione e agli oltre 100 CV/litro di alcuni rivali tedeschi, ma che se la cavano meglio di quanto si possa pensare, al cospetto dei quasi 2.000 kg in ordine di marcia del SUV indiano. Di progettazione austriaca e assemblato in India, il diesel della XUV brilla per la capacità di riprendere sin dal regime minimo, senza vibrare e senza ritardi di risposta. I limiti vengono fuori, piuttosto, nell'allungo: a 3.500 giri il 2.2 ha già dato tutto ed è inutile insistere oltre. Meglio passare al rapporto successivo, ma senza troppa fretta: il cambio manuale a 6 marce ha una leva dalla corsa piuttosto lunga e non ama essere maltrattato, pena qualche impuntamento. Detto questo, una SUV sette posti non si compra certo per staccare il tempone al semaforo: l'obiettivo primario è il comfort e la Mahindra non delude. Ovvio, lo "spread" con la concorrenza più affermata e costosa è sensibile, ma nulla a che vedere con i pick-up di Casa. L'assetto è morbido ai limiti del cedevole come ormai non se ne trovano quasi più: se da un lato si passa indisturbati su quasi tutti i tipi di fondo, in caso di sconnessione particolarmente accentuata gli ammortizzatori arrivano al fondo corsa con una certa facilità. Meglio del previsto anche l'insonorizzazione: se la voce del motore si fa sentire con una certa insistenza, specie in accelerazione, risultano ben isolati i pneumatici e quasi del tutto assenti i fruscii aerodinamici.

CHEAP E' UN'ALTRA COSA
Anche il lusso, a dirla tutta. Prima di qualsiasi considerazione, però, è giusto fare un breve riferimento al prezzo: meno di 25.000 euro per il top di gamma a trazione integrale. Una cifra rispetto alla quale alcune plastiche non morbidissime si possono tollerare di buon grado. Anche perché i rivestimenti più rigidi sono confinati alle parti inferiori delle portiere e della plancia: cosa che peraltro accade anche su vetture ben più altolocate. Non solo: l'abitacolo è un fiorire di portaoggetti. Uno ampio e con sportello è posizionato nella parte alta della console, altri due di fronte al passeggero, mentre una coppia di "svuotatasche" è stata ricavata ai lati della terza fila di sedili. Tutti, rivestiti internamente con un tessuto anti rumore. Non mancano inoltre slanci "premium": un apposito tasto accende le luci d'ambiente color ambra, le maniglie d'appiglio sono dotate di ritorno smorzato e la strumentazione ha un aspetto molto hi-tech. Il solco coi tedeschi torna ampio se si parla di assemblaggio: sulle strade dissestate emerge qualche scricchiolio dai rivestimenti e l'allineamento delle varie superfici non è esattamente certosino.

SETTE OLTRE LA MEDIA
Cestisti e pallavolisti, udite udite: sulla Mahindra XUV500 ci state in sette; la squadra intera più riserve. Unica accortezza richiesta è quella di far accomodare i due più "piccoli" in ultima fila: fino a 190 cm di statura non ci sono problemi. Oltre, è richiesta qualche contorsione. Sugli altri 5 posti non ci sono praticamente limiti di statura, tanto è lo spazio disponibile in tutte le direzioni. Ancora, il pavimento piatto regala libertà di movimento ai piedi di chi siede dietro, mentre lo schienale regolabile nell'inclinazione assicura una siesta come si deve. Il bagagliaio? Quasi simbolico con sette sedili in posizione, diventa davvero generoso in cinque e quasi sconfinato in configurazione due posti. La capienza non è dichiarata, ma va da sé che se sette "giganti" trovano posto senza problemi, altrettanto agevoli saranno traslochi e carichi "eccezionali". Per trasformare la XUV da 7 a 2 posti, inoltre, basta un attimo: si tirano quattro leve e non solo gli schienali si abbattono, ma la seduta scivola verso il pavimento, senza bisogno di effettuare le due operazioni separatamente.

LISTINO TRASPARENTE
Tutti gli optional compresi nel prezzo, 5 anni o 100.000 km di garanzia forniti direttamente dal Costruttore: un'offerta commerciale più chiara e vantaggiosa di così è difficile da formulare. Mahindra è dichiaratamente aggressiva: vuole convincere almeno 900 clienti tra oggi - giorno di inizio delle consegne - a marzo del prossimo anno. Si diceva degli accessori: la dotazione di serie della versione W8 comprende, tra gli altri: 6 airbag, ESP con sistema di assistenza alla partenza in salita e hill descent control, climatizzatore automatico con regolazione dei flussi separata sulle tre file di sedili, cruise control, comandi al volante, specchietti regolabili e ripiegabili elettricamente, Start/Stop, fari adattivi, navigatore con touch screen da 6 pollici e cerchi in lega. All'inizio del prossimo anno verrà introdotta la versione W6, leggermente meno ricca ma senza rinunce dal punto di vista della sicurezza. Gli amanti del cambio automatico dovranno invece aspettare almeno un anno e mezzo.

Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Mahindra , auto indiane


Top