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pubblicato il 24 settembre 2012

Fiat-Governo: le reazioni dopo l'incontro tra Monti e Marchionne

Manager, politici e sindacati commentano sulle sorti di Fiat in Italia. E negli USA si riparla di Alfa Romeo

Fiat-Governo: le reazioni dopo l'incontro tra Monti e Marchionne

Il day after che segue l’incontro di ieri tra l’ad di Fiat Sergio Marchionne e il Governo sta registrando le prime reazioni, riferite alla promessa del Lingotto di sbloccare i 20 miliardi destinati a Fabbrica Italia (e ora “congelati”) nel momento in cui il mercato darà segni di ripresa e la richiesta fatta al primo ministro Mario Monti per avere "un sostegno per la produttività e una maggiore competitività".

I COMMENTI POLITICI
Uno dei primi a dire la sua è l’ex presidente e ad di Fiat Cesare Romiti, perplesso per la scelta di diffondere un comunicato stampa congiunto, visto che secondo il manager il meeting di Palazzo Chigi non ha risolto nulla. Dalla politica uno dei primi commenti viene dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, che esorta l’azienda torinese a ricordare quanto il Paese abbia dato per la Fiat e contraccambiare. Dubbi anche nel Pdl, mentre per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani il problema Fiat rimane del tutto aperto e comporta un allargamento del confronto.

I SINDACATI E GLI USA ATTENDONO
I sindacati, infatti, avranno da dire la loro, come ha già fatto Raffaele Bonanni, segrertario generale della Cisl, che ha giudicato positivamente il vertice tra Fiat e governo, in attesa che la casa automobilistica incontri i raprresentanti dei lavoratori. Dal Wall Street Journal si apprende infine che Marchionne rilancerà il marchio Alfa Romeo negli USA nel 2014 invece che nella seconda metà del 2012, esportando Oltreoceano una sportiva a due posti e la berlina finora nota come Giulia.

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Tag: Attualità , Fiat , lavoro


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