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pubblicato il 21 settembre 2012

Scatola nera, passo avanti

Polizze Rca abbinate alle black box: qualcosa si muove

Scatola nera, passo avanti

Scatola nera: dov’eravamo rimasti? A uno scontro fra Ania (Assicurazioni) e Isvap (vigila sulle Compagnie). La Legge liberalizzazioni (non molto chiara in materia di Rca, a dire il vero) pare stabilire che la disposizione sulla scatola nera comporta l’obbligatorietà per le Imprese di offrire polizze con black box, accanto a polizze base normal: questa l’interpretazione dell'Isvap. Che specifica come l’obbligo sarà in vigore dopo l’emanazione del Regolamento attuativo predisposto assieme al ministero dello Sviluppo economico e all’Autorità garante della privacy. Ma secondo l’Ania, “le interpretazioni dell’Isvap sono foriere di effetti negativi per i consumatori, in termini di aumento dei prezzi della Rc auto”. Insomma, con la black box arriveranno rialzi significativi delle Rca, anziché i ribassi cui punta l’esecutivo Monti. Ora, il Governo Italiano, secondo la procedura prevista dalla Direttiva comunitaria 98/34/CE, ha notificato alla Commissione europea gli schemi regolamentari predisposti dal ministero dei Trasporti e da quello dello Sviluppo economico in materia di polizze abbinate a scatole nere.

COME SARÀ
La procedura di notifica cui alla Direttiva 98/34 prevede che gli Stati membri hanno l'obbligo di notificare alla Commissione i progetti di regole tecniche nazionali relative a tutti i prodotti, nonché i progetti di regole nazionali sui servizi dell'informazione, sui quali la Commissione, gli altri Stati membri e gli altri soggetti interessati sono chiamati a fare osservazioni, entro tre mesi dalla ricezione. È prevista una fase transitoria, che durerà due anni a partire dall'entrata in vigore dei regolamenti, in cui i dispositivi dovranno garantire "funzioni minime antifrode". Per quanto concerne la configurazione hardware, il dispositivo deve garantire l'acquisizione e la registrazione, su supporto stabilmente installato sul veicolo, delle informazioni minime sufficienti alla individuazione dei parametri temporali, della posizione del veicolo ed alla misurazione delle attività dello stesso, in caso di sinistro. E il software? La configurazione del dispositivo deve garantire lo scarico in locale e la rielaborazione delle informazioni registrate sul supporto, relative alle accelerazioni e decelerazioni, all'entità dell'impatto e ad ogni altro elemento minimo sufficiente alla sola ricostruzione della dinamica di eventuali sinistri occorsi al veicolo nei limiti della configurazione tecnologica attivata sul dispositivo. Il “furbetto” che vuole intascare denaro con l’incidente fasullo non dovrebbe avere scampo.

PROVVISORIO
Posto che gli schemi regolamentari pubblicati necessitano di vari chiarimenti tecnici, sembra emergere che durante la fase transitoria sia consentito l'utilizzo di dispositivi stabilmente installati sul veicolo (vale a dire solidamente ancorati al veicolo e con requisiti sufficienti di sicurezza) che registrino informazioni minime sufficienti su data del sinistro e posizione del veicolo, nonché sulla ricostruzione della dinamica del sinistro stesso nei limiti delle caratteristiche hardware preesistenti sui dispositivi, con scarico in locale di tali informazioni. Sperando che il tutto non si trasformi in una beffa tremenda per gli automobilisti: la scatola nera che fa rincarare le Rca. Sarebbe pazzesco. E pure uno smacco per il Governo dei tecnici.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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