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pubblicato il 21 settembre 2012

Gruppo Fiat, Marchionne si prepara a licenziare molti manager

Circa 110 su 550 verranno mandati a casa e la maggior parte sono in Italia. Domani l'incontro con Monti su Fabbrica Italia

Gruppo Fiat, Marchionne si prepara a licenziare molti manager

Alla vigilia dell'incontro tra Sergio Marchionne e Mario Monti sul futuro dell'industria automobilistica italiana, l'agenzia Bloomberg pubblica una notizia che preoccupa ancora di più il settore in crisi: la nuova linea manageriale di Marchionne contempla il taglio di molti posti di lavoro ai vertici del Gruppo Fiat. Non sarebbero quindi solo gli operai a rimanere disoccupati, con la cassa integrazione che avanza, ma anche parecchi colletti bianchi. Per l'esattezza si parla di 110 licenziamenti su 550 posizioni attuali e la maggior parte dei tagli riguarderebbe proprio l'Italia. La tensione quindi sale e, mentre il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, promette che l'incontro di domani "non sarà un monologo, ma un dialogo, e sarà un intenso lavoro", le scommesse su come andrà davvero il faccia a faccia si moltiplicano.

I PROTAGONISTI DEL VERTICE
All'incontro che si terrà sabato pomeriggio parteciperanno l'ad del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, il premier Mario Monti, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, il quale ha detto: "Non sta scritto da nessuna parte che in Europa non si può guadagnare costruendo automobili". Tuttavia, nonostante le promesse di grande impegno (il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha garantito che il governo terrà "il fiato sul collo" a Marchionne), c'è chi sostiene, citando ambienti governativi, che la sensazione generale è quella che non ci saranno particolari novità. Si parlerà della situazione occupazionale all'interno del Gruppo Fiat, del taglio prospettico dei posti di lavoro in Italia e dei rapporti con i sindacati, ma anche di come si potrebbero rendere efficienti gli impianti nel nostro paese. "L'incontro - ha detto Mario Monti - avviene in un momento in cui il governo ha sollecitato le parti sociali ad impegnarsi ai fini del miglioramento della produttività anche per incrementare la competitività e dunque siamo impegnati nel quadro delle politiche per lo sviluppo e per la crescita non solo con i nuovi provvedimenti già adottati ma anche con il dialogo tra le parti su costo del lavoro e produttività. E per coincidenza temporale e anche logica avremo questo incontro di sabato, produttivo e spero significativo".

TANTE CRITICHE, POCHI SOSTENITORI
Tutti sono convinti che l'incontro di domani sia "molto importante". Il numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi, lo ha dichiarato apertamente, sebbene non possa "parlare da presidente di Confindustria perchè la Fiat non è più una nostra iscritta". Tuttavia, "da imprenditore e da cittadino italiano ritengo molto importante ci sia un colloquio: Fiat è un pezzo importante dell'industria manifatturiera italiana. Un grande Paese industriale non può non avere una grande industria automobilistica". Tra i pochi sostenitori del Gruppo italiano c'è invece l'ad dell'Enel, Fulvio Conti, che si è persino spinto ad ipotizzare un ingresso di Volkswagen in Italia: "Non avendo degli stabilimenti che possono essere utilmente sfruttati per produrre vetture - ha detto - non vedo ragione perché non si debba in qualche modo favorire l'eventuale interessamento di Volkswagen a entrare nel nostro Paese a produrre macchine". E c'è poi chi continua ad attaccare la strategia di prodotto del Gruppo torinese. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso, lo ha ribadito spesso negli ultimi anni: "Il crollo del marchio Fiat sui mercati europei è determinato dalla scelta di non avere modelli".

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Tag: Attualità , torino


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