dalla Home

Attualità

pubblicato il 18 settembre 2012

Stop a Fabbrica Italia, i sindacati chiedono a Marchionne un incontro urgente

Anche le sigle in passato più vicine al Lingotto vogliono chiarimenti. Per la Fiom invece "Fiat ha in mente di andarsene dall'Italia"

Stop a Fabbrica Italia, i sindacati chiedono a Marchionne un incontro urgente

La decisione di Sergio Marchionne di non dare più seguito al piano "Fabbrica Italia" ha scatenato anche la reazione dei sindacati che avevano scelto la linea morbida, firmando gli accordi proposti con il "modello Pomigliano" e criticando la Fiom per la sua posizione antagonista. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero l'ha definita "molto interessante", ma l'intervista a La Repubblica dell'ad del Lingotto non ha per nulla tranquillizzato il segretario generale della CISL Raffaele Bonanni che ha chiesto a Marchionne "di convocarci e chiarire il futuro di Fabbrica Italia, dimostrando lealtà con chi ha firmato gli accordi sul progetto di investimenti" e "di chiarire un solo aspetto: se ha intenzione di mettere in atto il Piano Fabbrica Italia quando si riprenderà il mercato oppure, a prescindere da questo, se non vuole più utilizzarlo".

"Noi crediamo ancora che la Fiat possa restare un'azienda competitiva ma perché ciò sia possibile bisogna fare gli investimenti necessari" è stata nelle scorse ore la richiesta di Luigi Angeletti della UIL, mentre Rocco Palombella, leader della UILM, la sigla più vicina alle posizioni del Lingotto, ha chiesto di anticipare l’incontro con la Fiat previsto per il 30 ottobre, ''per individuare gli strumenti utili a superare la congiuntura economica negativa, poiché nessuno stabilimento deve essere chiuso e occorre ridurre il più possibile il peso della cassa integrazione. Per Palombella "la crisi del mercato dell’auto in Europa ed in Italia, nella sua oggettiva drammaticità, può semmai costituire un motivo per rinviare investimenti e nuovi lanci, ma certamente non può costituire la scusa per disimpegnarsi dall’Italia, venendo meno agli impegni assunti nei confronti dei lavoratori e dei sindacati". "La Fiat ha in mente di andarsene dall'Italia. Il problema è ben più grave dell'ipotesi della chiusura di uno stabilimento. Allo stato attuale vuole non investire in Italia e questo comporta il rischio che l'intero settore auto salti. Il problema è impedire che ciò avvenga" è invece il commento di Maurizio Landini intervistato da Affaritaliani.it.

Autore:

Tag: Attualità , lavoro


Top