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pubblicato il 19 settembre 2012

Chevrolet Malibu, californiana d'Europa

Primo contatto con la berlina più famosa d'America che dopo mezzo secolo sbarca nel Vecchio Continente. Col 2.0 Diesel 160 CV e allestimento LTZ full optional costa 31.000 euro

Chevrolet Malibu, californiana d'Europa
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Malibu, ovvero quel lembo costa lungo la Pacific Coast Highway buen retiro delle star di Hollywood, un posto dove tutti gli americani sognano, un giorno, di poter abitare. Un luogo mitico, tanto che nel bel mezzo dei favolosi anni '60, era il 1964, quando impazzavano i Beach Boys e il surf più che uno sport era uno stile di vita, Chevrolet dedicò alla spiaggia più famosa d'America un modello destinato a diventare popolarissimo oltreoceano. Quasi mezzo secolo dopo, e adesso che la distinzione tra "auto americana" e "auto europea" inizia a cadere, la Chevrolet Malibu sbarca in Europa con il compito di affermarsi come ammiraglia del marchio Chevrolet nel Vecchio Continente, dove è finora rimasto assente dal segmento D. Il nostro primo contatto la nuova berlina media americana non è avvenuto in California, ma nei dintorni di Firenze, tra Valdarno e Chianti, dove abbiamo provato l'ottava (!) generazione nella versione Malibu LTZ turbodiesel 2.0 160 CV, sia con cambio manuale che automatico.

QUEL TOCCO CAMARO...
Ai designer della Casa americana non è stato certo assegnato il compito di stupire, ma con i suoi 4,86 metri abbondanti la Chevrolet Malibu riesce ad avere un'aria “importante”. Le sue sono linee classiche, con uno sbalzo posteriore più pronunciato di quello anteriore per conferire spazio al capiente bagagliaio da 545 litri. Il frontale è dominato dalla calandra tipicamente Chevrolet, lo scudo attraversato orizzontalmente da una banda in tinta con la carrozzeria. A convincere di più è però il posteriore, dotato di un cofano con una sommità all'insù che funge da spoiler e di gruppi ottici sdoppiati, di chiara ispirazione Camaro. Piacerà? Sicuramente il mercato business, dove si bada di più al sodo, vi troverà un'alternativa interessante e a un prezzo competitivo: secondo le stime di Chevrolet Italia, il target di riferimento sarà quello degli autonoleggi (47%) e quello fleet (23%). Più difficile sarà convincere il cliente privato, che nelle sue scelte si fa guidare più dalla passione che dalla razionalità. Una Malibu wagon potrebbe forse piacere di più all'automobilista italiano, chissà che tra non molto il Cravattino non ripeta la stessa operazione eseguita sulla Cruze...

UN BELL'ABITACOLO
Decisamente più personale è l'interno, che attinge al repertorio stilistico delle due icone Chevrolet, la Corvette e la Camaro. Della GT americana riecheggia la forma della consolle, mentre dalla muscle car è stata ripresa la forma quadrata con angoli smussati della strumentazione. Comune al resto della gamma Chevrolet la plancia raccordata senza soluzione di continuità ai pannelli delle portiere, con una sorta di griglia che ne attraversa tutta la larghezza. La posizione di guida è bassa quanto basta per "sentire" la vettura, ma senza limitare movimenti e visibilità, lunotto posteriore a parte, ed il guidatore ha a disposizione sul voluminoso tunnel dei comodi portabibite celati da una saracinesca. Purtroppo, pecca che si scopre soprattutto nella versione a cambio manuale, la leva del cambio è un po' troppo arretrata rispetto alla posizione delle spalle e le bottigliette o lattine si urtano col gomito. In compenso ci sono tante soluzioni pratiche: c'è un comodo portaocchiali sulla plafoniera, un bel pozzetto sotto il bracciolo con prese USB e 12V all'interno, e il bel navigatore touch screen con tasti a sfioramento (come sulla Volt) che si può ribaltare con un pulsante per accedere ad un ulteriore vano. I passeggeri posteriori siedono invece su un comodo divano, anche se si potrebbe desiderare qualche centimetro in più per le gambe.

AMERICAN WAY
Gli americani fanno tanta strada, ma di curve negli States ce ne sono pochine. Piuttosto c'è bisogno di stare comodi e sotto questo aspetto la nuova Chevrolet Malibu non delude. L'assetto è morbido, con un rollio che non diventa mai eccessivo, serve allo scopo ma non riesce ad evitare qualche risposta secca delle sospensioni sulle sconnessioni più pronunciate. La rumorosità è invece su livelli molto buoni, anche alle velocità autostradali che sono poi le più consone alla Malibu. La guida cittadina è invece aiutata da uno sterzo leggero e abbastanza diretto. Purtroppo una certa sensazione di vuoto al centro costringe a continue correzioni nella marcia rettilinea, ma il feedback in curva è su livelli buoni. Adeguato alla stazza e all'impiego della Malibu è anche il motore turbodiesel 2.0 da 160 CV, unica motorizzazione disponibile per il mercato italiano. E' una vecchia conoscenza della famiglia GM in grado di erogare 350 Nm di coppia con molta regolarità, ma solo a partire da 1.750 giri perché sotto questo regime esita un po'. Le prestazioni sono comunque su livelli buoni, considerando la natura non certo sportiva della segmento D americana: con il cambio manuale a 6 rapporti, un po' gommoso ma preciso, accelera da 0 a 100 km/h in 9,7 secondi e raggiunge una velocità massima di 213 km/h, con un consumo di carburante nel ciclo misto pari a 5,1 litri/100 km ed emissioni di CO2 limitate a 134 g/km. Buono anche il comportamento del cambio automatico a 6 rapporti: non è un fulmine, ma ha innesti dolci. Però è praticamente impossibile da utilizzare in modalità manuale: l'interruttore +/- sulla sommità del pomello vi farà passare immediatamente la voglia di farlo. La sua utilità rimane dunque limitata a qualche malaugurata condizione limite.

PREZZO TUTTO COMPRESO
La nuova Chevrolet Malibu viene offerta con il propulsore 2.0 Diesel da 160 CV, abbinabile alla trasmissione manuale o automatica a sei rapporti nell'unico allestimento LTZ che prevede di serie sedili e volante in pelle, sedili anteriori riscaldabili e regolabili elettricamente con supporto lombare, sedile guidatore con memoria degli aggiustamenti personalizzabile, sistema KeyLess Entry di apertura e avviamento dell’auto senza chiave, freno a mano elettrico, climatizzatore elettrico bi-zona, sensori di parcheggio posteriori, touch screen da 7 pollici, navigatore satellitare, radio con comandi audio al volante, 9 altoparlanti, interfaccia wireless a riconoscimento vocale, cerchi in lega da 18 pollici, sistema di monitoraggio della pressione delle gomme, fari allo xenon con lavafari anteriori ad alta pressione. Tutto ciò ad un prezzo di listino di 31.000 euro per la versione LTZ 2.0 diesel con cambio manuale e 32.300 euro per la medesima versione con cambio automatico.

Scheda Versione

Chevrolet Malibu
Nome
Malibu
Anno
2012 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
medie
Carrozzeria
3 volumi
Porte
4 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Chevrolet , auto americane


Listino Chevrolet Malibu

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
LTZ 2.0L Diesel MT anteriore diesel 160 2.0 5 € 32.802

LISTINO

LTZ 2.0L Diesel AT anteriore diesel 160 2.0 5 € 34.113

LISTINO

 

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