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pubblicato il 18 settembre 2012

Tasse sulla benzina: l’Italia è ancora prima in Europa

Maglia nera per la nostra nazione, sommersa dalle accise

Tasse sulla benzina: l’Italia è ancora prima in Europa

La storia non cambia, e fa sempre male alle tasche degli automobilisti italiani: come ha calcolato la Figisc (sindacato gestori benzina), il nostro Paese continua ad avere le imposte più alte sui carburanti. Nella rilevazione dei prezzi effettuata dalla Commissione europea per il 10 settembre (la più fresca), su 1,89 euro/litro di prezzo medio al pubblico per la benzina, ben 1,071 sono assorbiti da imposte; e su 1,778 euro/litro di prezzo medio al pubblico per il gasolio, 0,926 sono mangiati da imposte, accise statali e regionali e imposta sul valore aggiunto. È vero: qualcosa comincia a muoversi; in particolare, la Regione Toscana ha deciso di tagliare dalla fine di settembre l’addizionale regionale di accisa sulla benzina: un balzello che vale 6 centesimi/litro con Iva, e che fa del prezzo della benzina “toscana” il più caro in Italia. Ma è poca roba, a fronte di prezzi medi elevatissimi, con punte che sfondano la soglia psicologica dei 2 euro al litro.

STERILIZZAZIONE DELLE ACCISE?
Si parla poi di sterilizzazione delle accise, un meccanismo a dire il vero un po’ complicato (sarebbe preferibile una volta per tutte eliminare le tasse che non hanno più ragion d’essere, come quelle temporanee per le vecchie guerre o i terremoti di decenni fa). Comunque, il tutto si basa su di un meccanismo già introdotto, da ultimo, nel marzo del 2008. La riduzione entrerebbe, cioè, in vigore solo a determinate condizioni di dislivello tra le quotazioni internazionali del greggio effettivamente correnti e le quotazioni previste dai documenti di programmazione economica e finanziaria del Governo italiano. L'intervento potrebbe forse arrivare tra la fine di ottobre e i primi di novembre 2012. Il risultato? tenetevi forte: il ribasso alla pompa sarebbe di 1-2 centesimi di euro al litro e con un tetto di spesa non superiore a circa 242 milioni di euro... Appunto: meglio sforbiciare sulle accise, senza formule troppo complesse. Proprio come la Francia di Hollande: dall’inizio di settembre, ha diminuito le proprie accise (che già erano inferiori a quelle italiane) di 3 eurocent/litro, ossia 3,5 Iva compresa (quest’ultima, Oltralpe, è inferiore di quasi un punto e mezzo e pari al 19,6%).

MA LO STATO INCASSA
Che l’italiano stia attentissimo alle spese per cercare di arrivare a fine mese lo dicono pure i consumi di benzina di agosto: c’è una perdita complessiva di 324 milioni di litri
rispetto allo stesso mese dello scorso anno (3,397 miliardi di litri contro 3,722), pari a 8,7 punti percentuali. Nei primi otto mesi del 2012 i consumi di benzina e gasolio per autotrazione sono calati del 9,3%. Gli italiani, però, hanno speso ben 3,373 miliardi in più rispetto ai 41,862 miliardi dello stesso periodo dell'anno scorso. È quanto emerge da una elaborazione condotta dal Centro Studi Promotor GL events. Lʼesborso complessivo degli italiani per benzina e gasolio per autotrazione da gennaio ad agosto 2012 è stato di 45,235 miliardi. La parte più consistente di questa imponente cifra è andata al Fisco che, grazie a un aumento del prelievo medio del 22,45% sulla benzina e del 33,04% sul gasolio, ha visto i suoi introiti crescere di 3,625 miliardi. Si arriva così a un gettito complessivo di 24,480 miliardi con una crescita del 17,4%. La parte restante dei 45,235 miliardi spesi dagli italiani è andata a società petrolifere e distributori che, hanno risentito del calo dei consumi. Insomma, l’Erario vince ancora e festeggia; l’automobilista piange.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , carburanti


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