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pubblicato il 17 settembre 2012

E' bufera su Fiat per Fabbrica Italia: Fornero aspetta ancora Marchionne

"Ho chiesto un incontro urgente", ma lui in partenza per gli USA non ha chiamato. Molte le critiche all'azienda

E' bufera su Fiat per Fabbrica Italia: Fornero aspetta ancora Marchionne

Il Gruppo Fiat cancella Fabbrica Italia e si alza un polverone. Era inevitabile, visto che in ballo ci sono 20 miliardi di euro che l'azienda avrebbe dovuto investire per produrre auto nel nostro paese e che migliaia di posti di lavoro sono in bilico. Per di più c'è la crisi ad appesantire l'atmosfera, con tutte le difficoltà che sta comportando ed il governo, alle prese con il rilancio dell'economia, sta ancora inseguendo Sergio Marchionne. L'amministratore delegato del Gruppo Fiat era in partenza per gli Stati Uniti quando il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, lo ha richiamato per avere maggiori informazioni su Fabbrica Italia. Già prima dell'estate lo aveva contattato per un incontro, ma da allora l'unico grande appuntamento dell'ad è stato a Las Vegas, dove ha incontrato le migliaia di concessionari del Gruppo Chrysler a cui ha presentato le novità di prodotto per l'America del Nord. Qui in Italia il telefono della Fornero, come ha raccontato lei a La Repubblica, "non ha ancora squillato". "Sto aspettando sue notizie - ha aggiunto -. Me le aspetto nei prossimi giorni, e non mi faccia dire di più...". E le critiche alla gestione dell'azienda torinese si moltiplicano. Durante il week end imprenditori e politici non hanno risparmiato commenti sull'abbandono di Fabbrica Italia e sono il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha finora difeso l'azienda.

"L'ATTESA NON PUO' ESSERE ETERNA"
Elsa Fornero è determinata: "Il governo non può imporre le sue scelte a un'impresa privata - ha detto - . Non possiamo 'convocare' l'amministratore delegato al ministero. Ma all'amministratore delegato abbiamo chiesto un impegno preciso: ci dica come intende cambiare i contenuti del piano Fabbrica Italia. Ci dica se e come sono state modificate le strategie di investimento del gruppo nel nostro Paese. Ci dica se e come sono mutati gli impegni occupazionali negli stabilimenti attivi sul territorio nazionale. Marchionne non può tirarsi indietro. Lo deve non tanto e non solo al governo e ai suoi azionisti, ma soprattutto ai lavoratori della Fiat, e a migliaia di famiglie che vivono grazie alla Fiat. E lo deve anche all'Italia...". Il ministro riconosce che, come ha detto la stessa Fiat, l'azienda "è ormai una multinazionale", ma "è anche una grande industria italiana. Per questo, Marchionne - ha detto Fornero - ha il dovere di spiegarci quali sono le sue strategie per l'Italia. Aspettiamo sue notizie nei prossimi giorni. Io ho molte cose da chiedergli. E l'attesa non può essere eterna...". Il governo ha molto a cuore la vicenda, ha garantito, e insieme al ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, che sta analizzando le strategie industriali riferite al caso Fiat, si sta mettendo a punto un piano preciso. "Nei prossimi giorni lo vedrete...", ha promesso.

TANTE LE CRITICHE AMARE
In attesa di vedere Elsa Fornero insieme a Sergio Marchionne, in molti stanno criticando la gestione dell'azienda italiana. Anche in passato la strategia di prodotto è stata bersagliata dalla leader della Cgil, Susanna Camusso, che stavolta ha detto: "Il tema non è il calo di produzione, che riguarda tutti, è che non c’è alcuna politica industriale che lo contrasti". Il leader sindacale ha quindi invitato i metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil ad "utilizzare questa occasione per fare una proposta unitaria e riaprire il confronto con Fiat e governo". Più duro Diego Della Valle che in una nota ha definito inadeguati sia Sergio Marchionne che John Elkann, indicandoli come il vero problema dell'azienda. Polemico anche il vice segretario del Pd, Enrico Letta: "Marchionne si è erto a paladino di certe politiche e ha sfidato l’intero Paese, non può permettersi di essere ambiguo sulle risposte".

C'E' CHI SPEZZA UNA LANCIA...
Al contrario il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ha voluto promuovere l'ottimismo: "Non possiamo accettare riduzioni della capacità produttiva. Noi crediamo ancora che la Fiat possa restare una casa automobilistica competitiva ma perché ciò accada bisogna crederci e fare gli investimenti necessari" (Radio Capital). Anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, intervistato dal direttore de La Stampa, ha voluto rassicurare gli animi. "Ho incontrato Sergio Marchionne dieci giorni fa, con il vicesindaco Dealessandri. C’era anche John Elkann. Mi hanno detto che Fiat è ben consapevole del suo ruolo e che non vuole fare degli scassi o degli choc, ma deve fare i conti con un momento molto difficile per tutti", ha detto, chiedendo tuttavia garanzie a Fiat pur assicurando la disponibilità a fare tutto il necessario affinché resti legata all'Italia senza guardare troppo al di là dell'Atlantico.

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Tag: Mercato , produzione , torino


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