dalla Home

Home » Argomenti » Assicurazioni

pubblicato il 14 settembre 2012

Lesioni fisiche: le Vittime della strada al contrattacco

Lettera aperta al ministro dello Sviluppo economico, Passera

Lesioni fisiche: le Vittime della strada al contrattacco

Autunno caldo sul fronte risarcimento per le lesioni fisiche da incidente stradale: non parliamo delle piccole ferite dovute ai tamponamenti, ma delle pesanti menomazioni in seguito a sinistri gravi. A tal proposito, l’Associazione vittime della strada scrive una lettera aperta al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, con oggetto le tabelle del danno alla persona. La richiesta è che le Assicurazioni utilizzino, per legge, le tabelle del Tribunale di Milano per il risarcimento del danno alla persona, che il 26 ottobre scorso avevano avuto il pieno riconoscimento della Camera con la votazione della mozione Pisicchio. Invece, a quanto pare, l’orientamento del Governo è di fissare un punto unico per le invalidità oltre il 9%, valido in tutta Italia, ma facente riferimento a tabelle che, di fatto, dimezzano i risarcimenti rispetto alle tabelle milanesi. In due parole, all’automobilista gravemente ferito, la Compagnia riconoscerebbe la metà di quanto sarebbe costretta a fare se entrassero in vigore, per legge, le tabelle milanesi.

IN DETTAGLIO
Le Vittime della strada (che già stanno battagliando per l’equo riconoscimento del colpo di frusta) scendono nel dettaglio, spiegando - nella lettera a Passera - che la mozione Pisicchio impegnava il Governo a ritirare la tabella ministeriale, considerata ingiusta perché determina un’iniqua diminuzione dei risarcimenti alle vittime, e a sostituirla con la tabella del Tribunale di Milano, la cui applicazione presso tutti i Tribunali era stata già indicata dalla Cassazione con sentenza numero 12408 del 7 giugno 2011.
 Invece, per le Vittime, col punto unico “si adotta, quale punto di riferimento non l’attenzione alla gravità dei danni e la necessità di un adeguato ‘integrale’ ristoro, ma l’interesse di profitto privato delle Assicurazioni, contrabbandato come interesse sociale: abbassando il risarcimento del danno alla persona si potranno abbassare le tariffe assicurative”. È il cuore della lettera: le Vittime contestano il fatto che a guadagnarci, dai rimborsi dimezzati, siamo solo le Compagnie. Ecco la stoccata: “È un’affermazione demagogica ed incivile, offensiva non solo per le vittime, perché fa vergognosamente pesare sul più debole l’interesse delle Assicurazioni, ma anche per l’intelligenza dei cittadini, perché offre un’impostazione scorretta del problema: la diminuzione delle tariffe va correlata non ai risarcimenti, ma alla diminuzione degli incidenti stradali e a una seria lotta alle innumerevole microtruffe effettuate con sinistri simulati”.

ATTACCO AD ASSICURAZIONI E GOVERNO
Le Vittime della strada hanno nel mirino Compagnie ed Esecutivo, che “sono gravemente in difetto, sia perché negli ultimi anni le tariffe sono aumentate nonostante gli incidenti siano diminuiti, sia perché non è stato adottato alcun sistema per rendere più efficiente il contrasto alle truffe e alle speculazioni e nonostante vi siano già stati, negli ultimi 10 anni, ben cinque provvedimenti legislativi che hanno ridotto il valore dei risarcimenti del danno alla persona”. E ancora: “Riducendo i risarcimenti per le vittime della strada alcune Compagnie saneranno i bilanci in perdita per ragioni extra assicurative alla luce delle cronache finanziarie e non solo, facendone pagare il conto alle vittime. Si toglie a soggetti deboli per dare alle Compagnie che, quando bussano alle porte del legislatore, le trovano sempre aperte”.

ESEMPIO CONCRETO
Ma in termini reali, quale sarebbe la differenza? Un esempio delle Vittime della strada è illuminante: un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% (perdita totale dell’avambraccio o totale di una mano) è oggi risarcito, come previsto dalle tabelle meneghine, con un ammontare, che include anche il danno morale, da un minimo di 363.659 euro fino a 454.000 euro (compresa la personalizzazione).
 Con le tabelle riferite dal ministero, il risarcimento partirebbe da 226.000 euro come danno biologico puro che, in assenza di precise indicazioni sulla percentuale di danno morale da adottare su tale voce di danno (per Milano il 50%) e di personalizzazione (per Milano il 25% del danno biologico più danno morale), potrebbe portare a una differenza di risarcimento che va da un minimo di € 90.000 a un massimo di € 228.461. Non resta che attendere l’eventuale risposta di Governo e Assicurazioni.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


Top