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pubblicato il 10 settembre 2012

Opel Astra 2.0 BiTurbo CDTI Sports Tourer, la potenza facile

Più dei 195 CV può la coppia di di 400 Nm, perfetta per una guida fluida e rassicurante

Opel Astra 2.0 BiTurbo CDTI Sports Tourer, la potenza facile
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La nostra prima presa di contatto con l'Opel Astra restyling è avvenuta sulle scorrevoli strade e autostrade che circondano Francoforte, il terreno ideale dove saggiare le doti della rinnovata compatta di Russelsheim. La giornata calda e soleggiata ha reso ancor più piacevole la prova dell’Astra restyling, che con l'imminente arrivo dell'arci rivale Volkswagen Golf 7 si appresta a proporre una serie di aggiornamenti tecnici e stilistici. L'obiettivo dell'Opel Astra restyling è quello di mantenere o addirittura migliorare quella terza posizione che occupa nel mercato europeo delle segmento C. Per farlo propone un'ancora più ampia gamma di motori, inclusa la nuova potente unità a gasolio BiTurbo, l'inedita carrozzeria berlina a 4 porte e ausili alla guida che includono il cruise control adattivo.

POCHI RITOCCHI DI STILE
Lo stile dell'Opel Astra restyling, anche quello della familiare Sports Tourer che abbiamo provato è stato solo rinfrescato, con mano leggera. Le principali novità stilistiche si notano nel frontale (simile a quello della GTC), dove la calandra ospita una griglia differente e una barra cromata più pronunciata e sagomata ad ala. Anche la coda ha subito alcuni ritocchi a livello di porta targa e modanature cromate. Le versioni BiTurbo CDTI hanno una piacevole caratterizzazione sportiva che propone una "faccia" più grintosa, con barra verniciata e paraurti sagomato per proporre prese d'aria inferiori differenti. Le luci diurne a LED di serie su tutti i modelli contribuiscono a creare un'immagine più sportiva e attuale. Bello anche il doppio scarico della BiTurbo, come apprezzabile è il design dei cerchi da 18" opzionali dell'esemplare che abbiamo provato.

INTERNI SPORTIVI
Anche dentro non è cambiato molto, ma il volante appiattito e l'abbinamento di tessuto (o pelle) JetBlack con cuciture e dettagli in Magic Red rende l'ambiente dell'Astra 2.0 BiTurbo CDTI particolarmente sportivo. I sedili sono ben conformati e trattengono bene nelle curve, ma per le corporature più robuste la seduta può risultare un po' stretta. L'ergonomia dei comandi è esente da critiche, così come la posizione di guida e la qualità di materiali e finiture, ora arricchiti da inserti in nero lucido.

LA SCIOLTEZZA DEL BITURBO DIESEL
Quel che più ci premeva provare era in particolare il nuovo motore dell’Opel Astra 2.0 BiTurbo CDTI Sports ToureR, che su strada si è dimostrato all'altezza delle aspettative. Intendiamoci, nulla di esagerato e nessuna potenza esplosiva che possa intimorire. Il bello di questo nuovo propulsore, al di là dei 195 CV che si sentono tutti, è proprio l'equilibrio generale, la disarmante facilità con cui esprime coppia (400 Nm) e potenza. In una parola, souplesse. Avendo l'accortezza di tenerlo un po' su di giri il BiTurbo CDTI regala molte soddisfazioni nei sorpassi, nelle accelerazioni e lungo i percorsi più tortuosi come quelli del nostro test, sui primi contrafforti della catena del Taunus. In cambio questa Astra chiede un piccolo sacrificio in termini di consumo che, per quanto poco indicativo, nella nostra prova di circa 130 km ha fatto segnare una media di 7,5 l/100 km. Il telaio meccatronico FlexRide, soprattutto nella modalità Sport, si conferma uno dei più raffinati e sicuri del segmento e rende facilmente gestibile ogni veemenza del nuovo motore. La trasmissione manuale a 6 marce è adeguata, ma non particolarmente veloce nel cambio marcia. Personalmente ci sarebbe piaciuto poter disporre anche di un comodo cambio automatico su una motorizzazione così esuberante. I freni non sono stati messi particolarmente alla prova durante questa prima presa di contatto ed hanno svolto egregiamente il loro dovere. Il volante di diametro ridotto e con il fondo appiattito risulta molto piacevole al tatto e anche la manovrabilità è eccellente. Un aspetto che andrebbe risolto è invece quello dei riflessi sul parabrezza, che in particolari condizioni di luce fa apparire l'intera parte superiore della plancia sovrapposta alla strada.

TANTA ELETTRONICA UTILE
La prova dei nuovi sistemi di bordo e ausili alla guida ha riguardato innanzi tutto L'Opel Eye di seconda generazione, il dispositivo che riconosce la segnaletica dei limiti di velocità e in effetti non sbaglia un colpo; in ombra, controluce, semi nascosto, il cartello viene sempre letto e il limite riportato al centro della strumentazione. E' davvero utile, molte Case auto lo propongono di serie su una gamma sempre più ampia di modelli (Opel Astra compresa) e dimostra la sua praticità soprattutto sulle strade che non si conoscono. Altrettanto utili nei lunghi viaggi risultano i fari adattivi AFL+ con bi-xenon, il cruise control, purtroppo non del tipo adattivo sulla vettura provata e l’avviso di superamento involontario della carreggiata (LDW) che ha un cicalino potente.

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Tag: Test , Opel , auto europee


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