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pubblicato il 6 settembre 2012

Nuova Volkswagen Golf, soluzioni moderne nel segno della continuità

Un'analisi dello stile "evolutivo" della compatta tedesca, tra DNA e family feeling

Nuova Volkswagen Golf, soluzioni moderne nel segno della continuità
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Evoluzione e non rivoluzione: è un parere diffuso non soltanto durante la presentazione della nuova Golf, ma anche in generale con l'arrivo di ogni versione di Golf, un modello che acquista ogni volta personalità in singoli dettagli, ma che si propone sempre come un modello-guida per il DNA del marchio, un "classico senza tempo", come sostiene Volkswagen. L'ultima generazione, nata come la precedente dal team guidato da Walter De' Silva e dal responsabile di marca Klaus Bischoff, e firmata dai responsabili del design esterno (Marc Lichte) e interno (Tomasz Bachorski), aumenta le dimensioni in lunghezza e larghezza, ma riduce l'altezza, e continua la ricerca di un design "funzionale" che rinuncia ad ogni eccesso, concentrandosi sulla purezza e la coerenza delle linee, consentendo anche con il design di raggiungere risultati tecnici, come la migliore aerodinamica o l'alleggerimento del peso.

DNA E FAMILY FEELING
Se si guardano le ultime quattro generazioni di Golf affiancate, si notano alcuni elementi assolutamente coerenti: oltre all'impianto generale dei volumi, spiccano ad esempio l'andamento del tetto, le cornici dei cristalli, il frontale, la coda con un lunotto mai eccessivamente inclinato come in alcune concorrenti, e soprattutto il caratteristico montante posteriore massiccio, in assenza del terzo finestrino - che compare invece nella Golf 7 davanti allo specchio retrovisore esterno, ad assottigliare ancora di più il montante anteriore. Il frontale, che nella serie precedente ha fatto da modello per il resto della gamma insieme a quello della concept up!, mantiene la struttura attuale, assottigliando ulteriormente la mascherina e i fari, e con una cura meticolosa nel rendere coerente ogni linea: da notare, ad esempio, il tratto che dal parafango anteriore prosegue nella fanaleria e nell'elemento cromato della mascherina, o la parte laterale dei fari (con nuove firme a LED) che prosegue a disegnare il bordo superiore dello scudo, ma anche le linee che, in modo più o meno evidente, circondano su più piani il perimetro della vettura. Anche inferiormente nella Golf 7 viene adottato un linguaggio di elementi semplici ma correlati con cura, come si nota dalla griglia centrale, incorniciata e quasi "sospesa" nel contesto dell'apertura inferiore, e collegata con due sottili "ali" alle prese d'aria laterale.

FIANCHI E MONTANTI POSTERIORI IMPORTANTI
La fiancata è la parte più inedita, soprattutto nella zona centrale, con la scalfitura (definita "linea caratteristica") interrotta sulla portiera posteriore e nel parafango anteriore e l'incavo sopra il brancardo, segno forte che ricorda quello della Polo; simile alla Polo è anche anche il cofano curvo e bombato, ma solo nella zona centrale, mentre un richiamo diretto alla nuova Golf, considerata già nel modello precedente come riferimento principale del moderno DNA Volkswagen, si trova nei parafanghi larghi e soprattutto nella zona del montante posteriore, con un'area che torna ad essere definita da due linee ad arco "pulite", tra le porte posteriori e il complesso scudo e fari. Anche lo sportello del serbatoio segue l'andamento naturale di queste linee, mentre la coda, piuttosto importante, è alleggerita dai fari più snelli e da caratteristiche pieghe al centro e alla base del portellone, configurato per garantire un accesso comodo, anche per la soglia particolarmente bassa (665 mm); la piega inferiore prosegue nello scudo, per accentuare la larghezza dell'insieme, e l'intero scudo è in tinta con la carrozzeria, ad eccezione dell'estrattore inferiore nero.

LINEA DINAMICA MA BEN PIANTATA AL SUOLO
C'è un altro aspetto che nelle vetture moderne è da prendere in considerazione, e che non sempre appare bene in evidenza dalle fotografie: il trattamento tridimensionale di volumi e superfici. La Golf 7 dà un'impressione di maggior dinamismo anche per la torsione dovuta alla rastrematura del tetto, più basso rispetto alla precedente Golf, o alla sagomatura particolare di cofano e scudo anteriore, come si può notare dalle viste di tre quarti, sempre con un assetto ben piantato a terra grazie ai parafanghi larghi e profilati, che ospitano ruote importanti, anche da 18". Anche l'abitacolo della nuova Golf appare visivamente più arretrato, mentre il pianale modulare MBQ permette di ottenere un allungamento del passo di 43 mm, con la riduzione dello sbalzo anteriore, in apparenza ancora più corto grazie alla particolare sagomatura dei fianchi dello scudo e dei fari.

PLANCIA VERSO IL GUIDATORE
Anche il design del posto di guida evolve la Golf precedente, sfruttando innanzi tutto il maggior spazio garantito dalle diverse dimensioni del pianale modulare, con l'arretramento del sedile anteriore di 20 mm, l'ottimizzazione della distanza dai pedali, innalzamento di 20 mm della leva del cambio. La nuova consolle centrale è orientata verso il guidatore, ricordando un po' le BMW storiche, e in generale una vettura di classe superiore; lo stesso vale per la scelta dei materiali, e per l'impiego di un touchscreen da 5" a 8" con sensori di prossimità e una funzione che reagisce ai movimenti delle dita (come “strofinamento” e “pizzico”) analoghi a quelli degli smartphone; lo studio del design ha riguardato anche la grafica di menu e comandi. Oltre alla consolle centrale, l'interno si caratterizza per la parte superiore della plancia rivestita in materiale sintetico gradevole al tatto e alla vista, diviso verso il parabrezza da una nervatura larga quanto l'abitacolo, mentre le parti laterali della plancia si raccordano alla linea di base dei cristalli. Da notare anche gli inserti dei pannelli porta, con illuminazione ambientale nell'allestimento più ricco Highline, e un motivo decorativo a due linee arcuate che si incrociano, e suddividono le aree funzionali. Simile alle vetture alto di gamma è l'illuminazione bianca di pulsanti ed elementi di comando, mentre tutti i sedili sono stati ridisegnati per migliorarne l'ergonomia, con varie possibilità di materiali e finiture.

I PERCHE' DI UN DESIGN "CONSERVATIVO"
Molti, e fra questi anche i nostri lettori, si chiedono se, in un mercato in crisi ma sempre più agguerrito, con la presenza di concorrenti di alto livello provenienti da costruttori di vari continenti, e con una clientela attratta dalle novità, ha un senso continuare a proporre un design basato su variazioni dello stesso tema che prosegue ormai da decenni? In effetti, è proprio quello che i designer hanno voluto creare per la Golf: la prima impressione è di sicurezza, di trovarsi di fronte ad un prodotto ben identificabile e conosciuto, e in un contesto di incertezza come quello attuale, molti acquirenti vanno proprio in certa di stabilità, con un DNA che per Bishoff si traduce nelle parole chiave "semplice, potente, chiara, affidabile e sicura". Nel contempo, le varianti permettono di percepire, prima in modo istintivo e poi con più consapevolezza, alcuni elementi di novità, e di rendere la Golf 7 una vettura moderna, avvicinandola per linguaggio e cura costruttiva a modelli di classe superiore.

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Autore: Sergio Chierici

Tag: Curiosità , Volkswagen , car design


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