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pubblicato il 7 settembre 2012

Pirati della strada: estate infernale

A luglio e agosto un morto ogni due giorni

Pirati della strada: estate infernale

Se conosci il nemico, allora fai di tutto per evitarlo; ma il guaio della pirateria stradale è che ci si imbatte in un “avversario” così subdolo e indecifrabile da non trovare neppure gli strumenti adatti per arginarlo. Un nemico che a luglio e agosto ha riempito di sangue l’asfalto in Italia: un morto ogni due giorni, con gli automobilisti in fuga dopo l’incidente. L’Asaps (Amici Polstrada) ha registrato infatti 181 episodi importanti nei due mesi appena trascorsi, nei quali hanno perso la vita 27 persone e 200 sono rimaste ferite. Impossibile determinare con certezza la causa, perché per avere statistiche corrette occorrerebbe acciuffare tutti i pirati, e così non avviene (a luglio e agosto ne sono stati rintracciati sei su 10). Certo, l’alcol recita un ruolo di primo piano, giacché un terzo dei pirati individuati dalle Forze dell’ordine risulta positivo all’alcoltest, e l’esercito degli ubriachi in fuga salirebbe se si potesse eseguire la prova con l’etilometro immediatamente dopo l’impatto. Ricopre un ruolo fondamentale la crisi, con gli automobilisti sprovvisti di Rca che scappano per timore di dover indennizzare di tasca propria le vittime.

NUMERI DA BRIVIDO
Fra le 27 vittime della pirateria estiva, 13 erano pedoni, 5 i ciclisti e 9 i trasportati su veicoli. In 18 episodi (10%) si tratta di minori. E nel 2011, sono stati registrati 852 sinistri da pirateria (+45% sul 2010) con 127 morti (+29%) e 995 feriti (+33%). Balza all’occhio anche un altro dato, e cioè che un pirata su quattro è straniero, percentuale che di sicuro non rispecchia quella della popolazione in Italia. Chissà che i corsi Aci a favore degli stranieri non faccia abbassare questa percentuale in futuro, consentendo una maggiore e doverosa integrazione a chi arriva da un Paese dove le regole della circolazione sono diverse.

CHE FARE?
Il Disegno di legge per introdurre il reato di omicidio stradale è stato ormai messo in un cassetto; al massimo, per chi causa incidenti ubriaco, ci potrà essere un’altra “stretta”: il ritiro della patente sino a 15 anni. Una misura che è infinitamente più leggera dell’omicidio stradale, simile all’omicidio volontario (oggi invece chi uccide in auto viene accusato di omicidio colposo, ossia dovuto a imprudenza). Un’altra soluzione è quella di far circolare solo le auto dotate di Rca, grazie all’incrocio delle banche dati delle Assicurazioni con quelle del Pubblico registro automobilistico (magari anche grazie a un controllo elettronico del contrassegno Rca), ma anche questa proposta tarda a divenire concreta.

ALTRA SENTENZA
E il fenomeno della pirateria è così forte che pure la Cassazione se ne occupa sempre più di frequente. Ora ha stabilito che il Fondo di garanzia per le vittime della strada (cui si rivolge chi è stato investito da un pirata) non può rifarsi sul proprietario dell’auto rubata, benché al momento del furto il veicolo non fosse assicurato. Il proprietario del mezzo rubato può sempre difendersi dicendo che la macchina circolava contro la sua volontà. Evitando di farsi carico del risarcimento alla vittima dell'incidente. Così l’ordinanza 14681 del 21 febbraio 2012, pubblicata il 28 agosto dalla sesta sezione civile della Cassazione, la quale ha rovesciato il verdetto d’appello.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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