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pubblicato il 29 agosto 2012

Pedoni morti: numeri da paura

In 10 anni 8.473 vittime fra chi va a piedi

Pedoni morti: numeri da paura

Non si ferma la strage dei pedoni in Italia: dal 2000 al 2010, ben 8.473 vittime fra chi va a piedi e 210.413 feriti più o meno gravi, come riporta l’Asaps (Amici Polstrada). Sono i dati più recenti a disposizione, che risalgono a due anno fa, quando ci sono stati 614 “caduti”, contro i 667 del 2009. In 10 anni, è come se fosse sparito un paese di quasi 8.500 anime: un bollettino di guerra quotidiano, fatto di automobilisti che non rispettano il semaforo o le strisce, spesso sotto l’effetto di alcol o di droghe.

RITMO INFERNALE
Sulle strade italiane, si viaggia all’incredibile ritmo di due pedoni morti al giorno, e altri 59 ogni 24 ore entrano in un pronto soccorso. Il 60% delle vittime ha più di 65 anni, per una ragione molto semplice: hanno una minore capacità di reagire di fronte al pericolo, di scattare per mettersi in salvo, o di assorbire meglio il colpo violentissimo della carrozzeria. Quello dei pedoni morti è un fenomeno da mettere strettamente in relazione con i casi di pirateria stradale, che vedono i guidatori scappare dopo aver investito una persona senza soccorrerla: nel 2011 ben 71 pedoni sono stati uccisi da pirati che si sono dati poi alla fuga.

SOLUZIONI DIFFICILI, MA...
L’opera di prevenzione della strage dei pedoni dovrebbe prendere spunto da una sensibilizzazione dei giovani alla guida sicura e prudente, occorrerebbe insegnare maggiormente il rispetto di chi va a piedi. Dopodiché, anche gli Enti locali hanno serie responsabilità in materia: servirebbe la messa in protezione dei passaggi pedonali con una più attenta manutenzione della segnaletica orizzontale. Troppo spesso, le strisce per terra sono rovinate, e l’attraversamento poco illuminato. Un Vigile, la presenza reale dell’individuo, avrebbe inoltre un effetto deterrente davvero superiore rispetto alle migliaia di telecamere che spuntano come funghi. E dovrebbero essere più frequenti passaggi a chiamata. E' pur vero che, nel 40% degli investimenti, il pedone è corresponsabile, mentre in un altro 14% dei casi, la responsabilità è imprecisata; ma quando si parla di sensibilizzazione e cultura della strada, questa va diffusa sia fra chi guida i veicoli a motore sia fra chi va a piedi o in bici. Lascia invece davvero perplessi il fatto che, di fronte a questi numeri drammatici, sia stato messo da parte l’Omicidio stradale, per far posto al prolungato “ritiro” della patente, presente in un Disegno di legge che verrà discusso a breve in Parlamento: è un deterrente valido contro chi guida sotto l’effetto di alcol o droga?

Autore: Redazione

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