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pubblicato il 24 agosto 2012

Benzina alle stelle, Governo in difesa

Una nota del ministero dello Sviluppo economico fa discutere

Benzina alle stelle, Governo in difesa

Prezzi della benzina alle stelle. Cominciamo dal freddo comunicato del ministero dello Sviluppo economico: dice che da giugno è stato azzerato lo "stacco italia" rispetto alla media dell’Unione europea. Infatti, prosegue il monitoraggio da parte del Governo; e, con riferimento all'evoluzione dei prezzi da giugno (ultimo ribasso dopo le punte di aprile-maggio) si rileva un aumento delle quotazioni internazionali del prodotto raffinato di oltre il 22% per la benzina e di quasi il 18% per il gasolio, a fronte di un aumento del prezzo medio alla pompa in Italia di circa il 4% sia per la benzina che per il gasolio. Quindi, ragiona il ministero di Corrado Passera, l'aumento del prezzo alla pompa nel nostro Paese è stato nettamente inferiore all'aumento del prodotto sui mercati internazionali, consentendo di riassorbire in parte anche l'aumento delle accise stabilito per finanziare le spese di ricostruzione per il terremoto: “L'attenzione prevalente posta in questi giorni sulle punte di prezzo registrate in alcune aree di servizio non rappresenta esaustivamente gli andamenti reali sopra evidenziati e rischia anzi di fornire un alibi per effetti imitativi”.

ADDIO STACCO?
Non è tutto. Per il ministero, da giugno a oggi si è verificata una significativa riduzione, fino all'attuale azzeramento, del cosiddetto "stacco Italia", ossia del differenziale tra prezzo al netto delle imposte in Italia e nella media dell'area euro. Come pure si osserva una riduzione del margine delle compagnie petrolifere, sceso a 10,6 centesimi al litro per la benzina e a 12 per il gasolio: “Si tratta di un livello che si colloca ben al di sotto del massimo toccato a maggio, prima dell'intervento di moral suasion del Governo, e al di sotto anche del livello registrato in media negli anni passati, intorno ai 15 centesimi litro”. E ancora, “questa riduzione del margine e dello ‘stacco Italia’ è il frutto anche delle più accentuate dinamiche concorrenziali sollecitate dalle misure varate col decreto legge liberalizzazioni, che naturalmente dispiegheranno ancor più i loro effetti andando pienamente a regime nel prossimo futuro. Tali misure aiuteranno a sostenere i cittadini nell'utilizzare al meglio gli spazi concorrenziali che si aprono sul mercato”.

TANTE PAROLE
E a proposito di politici, non male la carrellata delle dichiarazioni dei responsabili dei principali partiti italiani (che abbiamo verificato online), presentata da gestoricarburanti.it: il leitmotiv è che la benzina è troppo cara, e rappresenta un peso sempre più gravoso per la famiglia media, già stremata dalla crisi. Vediamo qualche virgolettato:

Antonio Lirosi reponsabile Commercio e Diritti dei consumatori del Pd: 
"Sappiamo che gli aumenti delle accise decise dai Governi Berlusconi e Monti per affrontare l'emergenza di tenuta dei conti pubblici hanno contribuito ad alzare il livello dei prezzi e che tale forma di imposizione è iniqua, inflattiva e depressiva e quindi va ridotta appena possibile, ma il costante apprezzamento delle quotazioni all'ingrosso di benzina e gasolio sul mercato del Mediterraneo (Platt's) da un anno a questa parte desta perplessità in presenza di un calo storico, come dichiarato dall'amministratore dell'Eni, del consumo dei prodotti petroliferi. È oopportuno che il governo accenda un faro sull'andamento delle quotazioni Platt's al quale fanno riferimento le Compagnie petrolifere che operano in Italia per determinare giorno per giorno il prezzo di vendita al pubblico nei propri distributori e che chieda alla commissione Ue di valutare se la Società che stabilisce tali quotazioni sia realmente indipendente”.

Cesare Cursi (Pdl), presidente della X Commissione permanente del Senato, Industria, commercio e turismo: 
''I timori espressi dal numero uno dell'Eni, Paolo Scaroni, relativi a un possibile nuovo rincaro a breve dei carburanti alla pompa sono del tutto realistici e purtroppo condivisibili perché basati su fatti concreti. La situazione legata al caro-carburanti rischia di diventare insostenibile per famiglie e sistema industriale del Paese, e per questo credo che vadano adottate al più presto misure straordinarie circa la politica dei prezzi dei carburanti''.

Maurizio Zipponi, responsabile Lavoro e welfare dell'Idv: 
''I nuovi rincari della benzina, che in alcune regioni d'Italia ha raggiunto i 2 euro al litro, smentiscono per l'ennesima volta le fesserie sulla fine della crisi che, ogni giorno, i ministri del governo Monti cercano di propinare agli italiani. È evidente, invece, che ci troviamo di fronte a un'accelerazione dei fattori di crisi con l'inevitabile depressione dei consumi, dei trasporti, dell'industria e dell'artigianato. Insomma altro che uscita dal tunnel. Il Governo dei banchieri sta facendo piangere i cittadini e le imprese e fa sorridere solo le grandi compagnie petrolifere''.

I deputati Pdl Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, e Raffaello Vignali, vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera: ''L'aumento del prezzo della benzina oltre 2 euro al litro è inaccettabile sia per l'effetto sui conti delle famiglie sia per l'impatto sui costi del sistema manifatturiero. Chiediamo al Presidente Monti e al ministro Passera di procedere alla sterilizzazione della quota marginale dell'Iva, che moltiplica il prezzo del carburante a partire dal prezzo del Brent''.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , carburanti


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