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pubblicato il 10 agosto 2012

Incentivi alle auto elettriche: pochi e criticati

I bonus spariranno in fretta: ai privati una piccola fetta di torta

Incentivi alle auto elettriche: pochi e criticati

Come anticipato qui, il Senato ha appena convertito in Legge il Decreto sviluppo numero 83. La novità più importante per il settore auto riguarda gli incentivi per le elettriche. Mancano documenti ufficiali (per ora), comunque la Legge istituisce un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per l’anno 2013 e di 45 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015 a favore dell’acquisto di un veicolo nuovo di fabbrica a basse emissioni complessive. Questo lascia intendere che non si tratta solo di vetture a batteria. Serve la rottamazione di un veicolo se chi compra è il popolo della partita Iva o l’azienda che crea la flotta. Il 70% di questi fondi è infatti riservato alla sostituzione di veicoli pubblici o privati destinati all’uso di terzi, oppure alla sostituzione dei veicoli utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni, da utilizzare esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’Impresa. Un misero 30% resta ai privati, anche in mancanza della consegna di un veicolo per la rottamazione.

A SCALARE
Chi acquisterà nel 2013 o 2014 un veicolo con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km godrà di un bonus statale del 20% del prezzo d’acquisto fino a un massimo 5.000 euro (15% fino a un massimo di 3500 euro nel 2015). L’incentivo cala a un massimo di 4.000 euro (3.000 nel 2015) per l’acquisto di veicoli dalle emissioni complessive non superiori a 95 g/km, e di 2.000 euro (1.800 nel 2015) per quelli sotto i 120 g/km di CO2.

COLONNINE
La Legge sviluppo istituisce pure un piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica”finanziato da un apposito fondo: 20 milioni per il 2013 e 15 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015.

TRE CRITICHE
Al di là delle infrastrutture, le critiche principali sono tre. Primo, la rottamazione riguarda le flotte e non il privato: forse avrebbe dovuto essere l’inverso, perché è più probabile che sia il comune cittadino ad avere una vecchia macchina da rottamare. Secondo, ai privati restano le briciole (nulla a che vedere con quanto ci si attendeva). E, stando alla Federauto (concessionari), gli incentivi sono dannosi, insufficienti e controproducenti, perché affosseranno ulteriormente il mercato nei prossimi mesi: chi vorrà il bonus attenderà minimo il 2013.

Ecco il testo unificato come modificato in Parlamento dalle proposte emendative approvate dalle Commissioni IX e X nella seduta del 19 giugno 2012:

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Attualità , incentivi , auto elettrica


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