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pubblicato il 6 agosto 2012

Gli incentivi auto diventano legge, ma non convincono

Le perplessità dei concessionari dopo l’approvazione al Senato del decreto sviluppo

Gli incentivi auto diventano legge, ma non convincono

Dopo la fiducia della Camera al decreto sviluppo che contiene gli incentivi alle auto a basse emissioni (non solo alle elettriche, come potete approfondire in questo articolo), il mondo dell’auto non aveva espresso pareri favorevoli, attraverso le associazioni Unrae, Anfia e Federauto che rappresentano rispettivamente i costruttori, le aziende della filiera produttiva e i concessionari. Ora che il decreto diventa legge in seguito all’approvazione del Senato, il rappresentante dei dealer torna ad avanzare dubbi sull’utilità del provvedimento nel rilanciare un’economia in profonda crisi: "C'è perplessità e meraviglia nel nostro settore - commenta il presidente di Federauto Filippo Pavan Bernacchi -, non per l'approvazione del Decreto Sviluppo, sia chiaro, ma per le norme in esso contenute che riguardano l'auto. Come è noto Fiat era contraria a ogni tipo di intervento, a prescindere, mentre l'Anfia, l'associazione che rappresenta la filiera dell'industria automobilistica, l'Unrae, che rappresenta i costruttori esteri, e Federauto, pur essendo a favore di misure volte a svecchiare il circolante, sono state unanimi nel condannare pubblicamente questo provvedimento ritenuto dannoso, insufficiente e controproducente."

Federauto sottolinea la volontà di inglobare queste norme, di iniziativa parlamentare, in un decreto troppo ampio, che dopo essere passato alla Camera, nonostante le proteste di tutti gli addetti ai lavori, non poteva più essere modificato dal Senato. A meno di non essere disposti a farlo tornare alla Camera, con ripercussioni sui mercati internazionali troppo negative per un Paese sotto osservazione come l’Italia. Questo modus operandi è discutibile, a detta di Federauto, perché "varare degli incentivi contro il parere di tutti gli attori della filiera automobilistica italiana - conclude Pavan Bernacchi - è un atto di forza assurdo di cui non si comprendono le ragioni. Incentivi legati a un fondo a esaurimento, tra l'altro molto esiguo, equivalgono a milioni di euro buttati. In un momento storico dove ogni euro pubblico dovrebbe essere investito al meglio. Il fatto di farli partire dal 2013 potrebbe congelare la domanda, già ai minimi storici, che ci pone tra gli ultimi in Europa. Tutti chiedono aiuti, supporti, incentivi, ma la filiera dell'auto 'questi' non li voleva. Creeranno confusione, non allargheranno il mercato, e quando alla fine del triennio ci si renderà conto del flop chi pagherà? Non certo, purtroppo, chi li ha varati”.

Per i dettagli vi rimandiamo a questi due articoli:
- Incentivi alle auto elettriche dal 2013 al 2015
- Incentivi all'auto elettrica, come saranno nel Decreto Sviluppo
Ecco inoltre il testo unificato come modificato in Parlamento dalle proposte emendative approvate dalle Commissioni IX e X nella seduta del 19 giugno 2012:

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Tag: Attualità , incentivi


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