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pubblicato il 7 agosto 2012

Il motore a combustione interna protagonista fino al 2050

Uno studio americano dà piena fiducia ai motori tradizionali, guardando al GPL

Il motore a combustione interna protagonista fino al 2050

Sembra che il motore a combustione interna avrà un futuro garantito nell'industria automobilistica almeno fino al 2050: è quanto emerge da uno studio commissionato dal Department of Energy statunitense, e condotto dal National Petroleum Council, costituito non soltanto da industrie petrolifere, ma da una commissione che comprende anche rappresentanti di governo e dell'università. Secondo la ricerca, sarebbero i maggiori costi e gli ostacoli nello sviluppo a frenare le nuove tecnologie, rappresentate da motori elettrici "puri" o a idrogeno con fuel cell.

Il governo statunitense ha posto fiducia alle tecnologie differenti dal motore a combustione interna per ridurre le emissioni inquinanti, ma lo studio suggerisce che la pianificazione dovrebbe tener conto anche delle dinamiche di mercato, senza privilegiare una tecnologia piuttosto che un'altra: secondo Linda Capuano, coautrice della ricerca, è troppo presto per una scelta definitiva, anche perché interventi come la riduzione di peso o l'impiego di tecnologie ibride potrebbero migliorare l'efficienza dei motori a combustione interna di un ulteriore 90%. Guardando il mercato americano, la Chevrolet Volt, vettura elettrica che impiega anche un motore termico come range extender o come supporto diretto alla trazione, ha più clienti della totalmente elettrica Nissan Leaf; la ricerca, inoltre, evidenzia come l'uso del più pulito GPL potrebbe avere negli Stati Uniti buone prospettive di superare l'impiego della benzina.

Autore: Sergio Chierici

Tag: Tecnica , usa


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