dalla Home

Retrospettive

pubblicato il 19 agosto 2012

Kia Sportage, la storia della prima compact SUV moderna

In commercio dal 1993, ha avuto il merito di trainare le vendite Kia in Europa

Kia Sportage, la storia della prima compact SUV moderna
Galleria fotografica - Kia Sportage prima serieGalleria fotografica - Kia Sportage prima serie
  • Kia Sportage prima serie - anteprima 1
  • Kia Sportage prima serie - anteprima 2
  • Kia Sportage prima serie - anteprima 3
  • Kia Sportage prima serie - anteprima 4
  • Kia Sportage prima serie - anteprima 5
  • Kia Sportage prima serie - anteprima 6

Finito il secondo conflitto mondiale il giovane Chul-Ho Kim si mette alle spalle la tristezza della guerra e affronta il futuro fondando una nuova società che produce tubi in acciaio e componenti per biciclette. E’ il 1944 e il neo imprenditore non immagina ancora l’importanza che avrà la sua Kia nel settore della mobilità. Un’avventura che comincia nel 1951 con la realizzazione di biciclette, per poi passare progressivamente a scooter (1957), moto (1961), motocarri a tre ruote (1962) e camion (1971). La prima auto arriva nel 1970 ed è la 124 assemblata in Corea su licenza della Fiat. Un connubio che prosegue negli anni successivi con la realizzazione della 132 accanto alla Peugeot 604 e alla Mazda Familia, ribattezzata con il nome di Kia Brisa. Esperienze che portano allo sviluppo del primo motore a benzina progettato da Kia nel 1973. Da allora l’auto diventa sempre più preminente all’interno della società e la gamma del marchio si allarga progressivamente grazie al supporto finanziario e tecnologico di Ford e della sua controllata Mazda. I cui modelli costituiscono la base della produzione coreana degli anni Ottanta che, tra l’altro, comprende le prime vetture esportate negli USA, la Ford Festiva, e in Europa, la Kia Pride, alias Mazda 121 e progenitrice della Rio.

IL PROGETTO “JA”
Con gli anni Novanta la denominazione dell’azienda fondata da Chul-Ho Kim diviene Kia Motors Corporation, nome con il quale inizia l’espansione nei mercati del Vecchio Continente. All’utilitaria Prime venduta in Gran Bretagna dal 1991, segue la commercializzazione della berlina Sephia in Germania e Francia, modello che sarà anche il primo a debuttare sul territorio italiano. A dare la svolta alla presenza di Kia in Europa sarà però il progetto JA, meglio noto con il nome costituito dalle parole Sport e Portage (trasporto), cioè Sportage. Lo sviluppo del modello inizia nella metà degli anni Ottanta sulla base meccanica del veicolo commerciale Mazda Bongo e la sua prima apparizione avviene al Salone di Tokyo del 1991, dove riscuote un buon successo di pubblico e critica. Ad attrarre è l’inedita interpretazione di Sport Utility che, diversamente da quanto proposto dal mercato fino ad allora, prevede ingombri compatti e linee prive degli spigoli tipici delle off road. Di fatto, come la stessa Kia la presenta, è il primo SUV compatto dell’era moderna.

ARRIVA IN EUROPA NEL 1993
Il responso positivo alla rassegna giapponese convince la dirigenza di Seul a proseguire il progetto fino alla produzione di serie. Il modello definitivo ideato dal Centro Stile Kia coreano arriva nel 1993 e non si discosta molto dall’esemplare visto a Tokio. La carrozzeria cinque porte ha un design tondeggiante che favorisce l’aerodinamica come conferma il Cx di 0,39, un dato notevole per la tipologia di veicolo. Confermati pure gli ingombri da compatta, con una lunghezza di 433 cm, compresa la ruota di scorta fissata sul portellone, una larghezza di 173 cm e un’altezza di 165 cm. Dimensioni che permettono di muoversi agevolmente in città pur offrendo un abitacolo spazioso per cinque passeggeri e relativi bagagli (da 520 a 1.570 litri). Buone pure il comfort e le perfomarmance offerti nei viaggi extraurbani e in autostrada, merito dell’efficace assetto conferito dalle sospensioni a ruote indipendenti con bracci trasversali sull’asse anteriore, dal retrotreno a ruote interconnesse con ponte rigido e bracci longitudinali e dalla presenza delle barre stabilizzatrici davanti e dietro. A fornire prestazioni di rilievo è, invece, il due litri benzina con 16 valvole, doppio albero a camme e iniezione elettronica multipoint, tecnologie allora poco diffuse che permettono al SUV di erogare 128 CV di potenza e 175 Nm di coppia massima. Quanto basta per spingere gli oltre 1.400 kg di massa a 172 km/h e a farla scattare da 0 a 100 km/h in 10,5”. Accettabili per una 4x4 i consumi: 8,5 l/100 km a 90 km/h, 11,9 a 120 e 13 nel ciclo urbano.

TRAZIONE INTEGRALE E RIDOTTE
A completare versatilità della Sportage è la presenza della trazione integrale inseribile che, combinata con la presenza delle ridotte nel cambio a cinque velocità, consente non poche soddisfazioni nell’off road. In realtà non si tratta di una fuoristrada pura, come conferma l’altezza da terra di 19,5 cm, ma di una vettura che consente di affrontare escursioni su terreni accidentati in tutta tranquillità. Che potrebbe essere maggiore se l’impianto frenante, con dischi autoventilati all’anteriore e tamburi nel posteriore, offrisse di serie l’ABS, disponibile solo a richiesta. Altri punti deboli della Sportage sono l’assenza degli airbag (che arriveranno nel 1995), la qualità modesta dei materiali dell’abitacolo, che però è ben assemblato. Qualche critica arriva pure per il design, soprattutto per il frontale un po’ massiccio e per il tratti non conformi ai gusti europei.

LO SBARCO IN ITALIA
In Italia la Sportage sbarca nel 1994 andando ad affiancare la Sephia, berlina piuttosto anonima che non ha lasciato molti ricordi, nella ristretta gamma Kia. Il debutto è accolto con un certo scetticismo poiché la Corea è considerata ancora una nazione di secondo ordine nel settore automobilistico. I commenti degli esperti, comunque, sono sobri, ma non negativi. Nell’impressione di guida di Quattroruote la Sportage è suggerita “a chi desidera una station sui generis, che attiri, per eleganza e personalità, gli sguardi dei passanti e che assicuri adeguata mobilità anche quando, nel tempo libero, inizia a mancare l’asfalto sotto le gomme”. Positive pure le considerazioni sul comportamento stradale, paragonato a quello di “una berlina di classe media” e con buone capacità di assorbimento e doti di tenuta trasversale. Più attrattivo il listino, poco più di 38 milioni di lire, un prezzo in linea con contendenti dirette come Suzuki Vitara Wagon 1.6 e la debuttante Toyota RAV4 2.0, e con modelli di segmenti differenti, quali la Ford Mondeo 1.8 TD familiare o le sportive Fiat Coupé 2.0 i.e. e Volkswagen Golf GTI. Di buon livello la dotazione di serie, anche se mancano l’aria condizionata (3,3 milioni) e l’ABS (1,5 milioni).

LA PRODUZIONE TEDESCA
Il successo di vendite della Sportage è discreto, considerato che si tratta di un modello di nicchia di un costruttore poco noto e con ancora una rete commerciale ridotta. La domanda è comunque abbastanza sostenuta da convincere i responsabili del marchio a siglare un accordo con la Karmann per assemblare il modello in Germania ed ad ampliare la gamma. Nel 1995 debutta il motore a gasolio 2.0 TD da 83 CV, poco dopo giunge sul mercato la piccola Cabrio (in Italia dal 1997) con tre porte e capote in tela per i passeggeri posteriori. Una “squadra” che aiuta non poco Kia durante la profonda crisi economica che colpisce il Sud Est asiatico nel 1997 e che vede l’azienda passare sotto il controllo della “rivale” Hyundai per evitare la bancarotta.

LA CONSACRAZIONE
Superata l’emergenza finanziaria, Kia riprende con più vigore ampliando la propria offerta automobilistica con interessanti novità che coinvolgono pure sulla gamma Sportage. Nel 2000 debutta il nuovo motore di due litri omologato Euro 3 (quello originale era un Euro 2), meno potente (119 CV) ma più efficiente, e la Wagon, variante con sbalzo posteriore allungato e ruota di scorta all’interno del vano di carico. Il vero salto di qualità giunge, però nel 2004 con la seconda generazione. Un modello del tutto nuovo che segna la definitiva consacrazione della Sportage e l’inizio di un’ascesa nelle vendite che contribuirà alla costante affermazione di Kia sul mercato Europeo dove oggi detiene il 2,5% del mercato, non poco visto che fino a pochi anni fa non superava l’1%. Una crescita accompagnata dall’innalzamento degli standard di qualità costruttiva e dall’affinamento dello stile, sempre più conforme ai gusti del Vecchio Continente. Risultati ottenuti grazie pure all’inaugurazione della Kia Motorsa Europe in Germania nel 2002, del Centro ricerca e sviluppo di Rüsselsheim nel 2003 e dell’impianto produttivo di Zilina, in Slovacchia, l’anno seguente. Un’ascesa repentina che non avrebbe potuto esserci se non ci fosse stata la Sportage.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Kia , auto coreane


Top