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pubblicato il 1 agosto 2012

Fiat compensa le perdite con i guadagni di Chrysler

I numeri relativi al secondo trimestre 2012 obbligano a rimandare la nuova Fiat Punto e a chiudere le fabbriche che non producono

Fiat compensa le perdite con i guadagni di Chrysler

Dopo una settimana in cui a tenere banco nell’mondo dell’auto è stato il botta e risposta fra Sergio Marchionne e Volkswagen, il Lingotto diffonde i risultati economici relativi al secondo trimestre. In sintesi, a contrastare le perdite dei marchi italiani del gruppo (184 milioni di euro) - che i vertici aziendali legano al crollo delle vendite registrato in Europa - è Chrysler, che nel periodo di riferimento registra un guadagno di 354 milioni e che vedrà salire al 61,8% la quota di partecipazione di Fiat. Secondo i manager capitanati da Sergio Marchionne la riduzione dei margini che accomuna i maggiori costruttori sul mercato giustifica la scelta di Fiat di rimandare il lancio di nuovi modelli, come la nuova Punto, e di tagliare la spesa a causa della sovracapacità produttiva degli impianti.

NUOVI COSTI PER NUOVE AUTO
La decisione di non far debuttare la Fiat Punto nel 2013 si baserebbe sulla considerazione di come investire per rinnovare la gamma non porti guadagni. Si prende come esempio il primo costruttore del Vecchio Continente, Volkswagen, che ha rallentato nell’ultimo quadrimestre, per passare al secondo gruppo, Peugeot-Citroen, che sta adottando una politica di tagli per abbattere i costi, coinvolgendo infine Ford, per cui si prevede una perdita a fine anno di circa 1 miliardo di euro, pari al doppio delle previsioni relative a Fiat.

RUBINETTI CHIUSI PER FABBRICHE E MOTORI
Fiat ha messo inoltre in conto una riduzione di spesa in Europa di 500 milioni, principalmente per contrastare l’eccesso di capacità produttiva, che dopo la chiusura dello stabilimento di Melfi e altri centri produttivi Iveco mette a rischio un’altra fabbrica in Italia, che sopravviverebbe solo se utilizzata per costruire modelli destinati al mercato nordamericano. L’introduzione della trasmissione a 9 rapporti compenserebbe inoltre lo stop deciso per lo sviluppo dei moduli ibridi, per incrementare l’efficienza senza adottare nuove (e più costose) tecnologie motoristiche.

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Tag: Mercato , Fiat , produzione


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