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pubblicato il 30 luglio 2012

Esodo 2012: occhio al Tutor

Dove sono e perché chi ha il piede pesante lo teme

Esodo 2012: occhio al Tutor

Era fine 2005 quando arrivò la rivoluzione su alcune tratte autostradali italiane: il Tutor, il nuovo Grande Fratello che controlla soprattutto la velocità media dei veicoli. E qui stava e sta la vera deterrenza del sistema sviluppato da Autostrade per l’Italia e dato in gestione alla Polstrada: non è aggirabile come un normale autovelox, che rileva la velocità solo in un dato punto; non lo si può beffare rallentando solo per quei pochi metri vigilati dal singolo occhio elettronico, giacché il controllo avviene su un tratto autostradale lungo mediamente una ventina di chilometri. A ogni modo, il Tutor può anche fare da autovelox, e registrare la velocità istantanea (succede però di rado). Esattamente alla pari del Vergilius, detto il Tutor delle Statali.

DOVE SONO
Proprio per migliorare la sicurezza stradale, Autostrade per l’Italia ha scelto di rendere pubblica la posizione di tutte le postazioni fisse per la rilevazione della velocità installate lungo la propria rete e gestite dalla Polizia stradale: ecco allora in allegato la mappa dei Tutor. Se non diversamente indicato, il limite di velocità in autostrada è di 130 km/h (che però scende a 100 per i neopatentati, ossia per chi ha la patente da meno di tre anni, anche se questo il Tutor e gli autovelox “non lo sanno”); in caso di pioggia il limite massimo scende a 110 km/h. È in grado di funzionare in qualsiasi condizione atmosferica e di illuminazione (di notte, con pioggia, in presenza di nebbia con visibilità fino a 30/40 metri). È completamente automatico: grazie a telecamere e spire annegate nell’asfalto, riconosce la classe del veicolo in relazione ai diversi limiti di velocità stabiliti dal Codice della strada e, una volta riscontrata la violazione e previa convalida dell'agente di Polizia, interroga gli archivi della Motorizzazione per risalire all'intestatario. Quando si attraversa una tratta coperta da Tutor, il sensore del portale d’ingresso rileva la categoria del veicolo (automobile, moto, camion, pullman ecc.) e attiva le telecamere che fotografano la targa e ne registrano la data e l'ora di passaggio. Alla fine della tratta, il sensore del portale d’uscita rileva il passaggio dei veicoli attivando le telecamere che ne fotografano la targa e ne registrano l’ora di transito sotto il portale. Un sistema centrale effettua gli abbinamenti tra i dati registrati dalle telecamere dei due portali, calcolando la velocità media di ciascun veicolo, intesa come il rapporto tra lo spazio percorso e il tempo impiegato per percorrerlo. I dati dei veicoli la cui velocità media non supera quella consentita vengono eliminati. Per i veicoli in violazione, il sistema interroga in automatico gli archivi della Motorizzazione per risalire, tramite la targa, all’intestatario del veicolo. Le violazioni vengono poi accertate dalla Polizia stradale e il sistema provvede alla compilazione e alla stampa del verbale, inoltrando in via informatica i dati per la procedura di notifica al proprietario del mezzo. Inoltre, il Decreto di approvazione del Tutor non consente che siano contemporaneamente accesi i portali di segmenti autostradali contigui. Quindi, le multe seriali sono possibili, però per infrazioni fra tratti non consecutivi. Il Tutor funziona con qualsiasi mezzo di pagamento e non è in alcun modo legato ai sistemi di pagamento del pedaggio (vedi Telepass a bordo). È attivo su oltre 2.500 km di carreggiate (pari a circa il 40% della rete del Gruppo Autostrade per l'Italia), ma si sta estendendo ancora. Su tutte le tratte autostradali con sistema Tutor è stata installata un'apposita segnaletica di preavviso. Per rispetto della privacy, le targhe dei veicoli che rispettano i limiti di velocità vengono cancellate e non è inoltre possibile tracciare un veicolo attraverso il Tutor per fini diversi da quelli legati al calcolo della velocità.

LEGGENDE PERICOLOSE
Non è vero, come si sostiene in qualche forum online, che il Tutor funziona solo di giorno: è attivo anche di notte ed in qualsiasi condizione climatica, pure se si guida sulla corsia di emergenza, se si spegne la luce della targa e se si viaggia a luci spente. Per questi comportamenti, oltre alla multa per eccesso di velocità, sono previste ulteriori sanzioni. Effettuare lunghe soste per abbassare la velocità media prima del successivo controllo è ovviamente poco fruttuoso; tanto vale scegliere una velocità di crociera e mantenerla. Però sì: questo è un modo per eludere il Tutor. L’eventuale segnale acustico emesso dal Telepass al passaggio sotto i portali dove è installato il Tutor è dovuto alla presenza sullo stesso portale del sistema per il rilevamento dei tempi di percorrenza basati sui transiti Telepass e indica che le batterie dell’apparecchio sono vicine all’esaurimento: disattivando il Telepass, si viene sanzionati comunque. E, per sfatare un altro mito, le telecamere sono in grado di rilevare anche i veicoli che viaggiano in corsia di emergenza.

NON SOLO AUTOSTRADE
Al di fuori della rete di Autostrade per l’Italia, il Tutor è presente sulla A4 Brescia-Padova, sulla rete della Strada dei Parchi (Roma-Teramo e Avezzano-Sulmona in entrambe le direzioni) e sulla rete delle Autovie Venete (Trieste-Mestre, Udine-Palmanova, Portogruaro-Pordenone Conegliano). Infine, sono possibili le installazioni sulla A3 Salerno Reggio Calabria, nel tratto tra Scilla e Bagnara Calabra gestito dall’Anas, e in via di attuazione le installazioni già effettuate su differenti strade provinciali gestite dalla Provincia di Ferrara. Il Tutor è poi presente nelle città di Torino, Roma, e Cesena dove viene gestito dalla Polizia municipale, dove viene usato come autovelox: individua chi sgarra in un preciso tratto.

POLIZIA LIBERA
Il Tutor realizza in automatico i controlli che richiederebbero, in ciascun tratto controllato, l’impiego di 10 pattuglie al giorno, che quindi possono essere impiegate in attività per cui risulta fondamentale l’intervento umano (attività di soccorso, rilievo di incidenti stradali, controllo sul trasporto di merci pericolose ecc.), permettendo anche di risparmiare il personale impiegato nell’attività burocratica connessa alla stampa e alla notifica del verbale.

QUALCHE PICCOLO MIGLIORAMENTO
Il Tutor ha permesso, nei primi 12 mesi di funzionamento, di registrare una significativa riduzione della velocità media (-15%) e della velocità di picco (-25%), determinando anche una netta diminuzione dell'incidentalità e delle conseguenze alle persone. Il tasso di mortalità è calato del 51%, quello di incidentalità con feriti del 27%, e quello generico di sinistrosità del 19%. Però nulla si sa in merito ai risultati successivi al 2006. Il Tutor ha contribuito alla riduzione del tasso di mortalità sull’intera rete di Autostrade per l’Italia, che, a fine 2010, era pari a 0,33: circa il 71% in meno rispetto al 1999, anno prima della privatizzazione della Società. Inoltre, le sanzioni sono emesse e incassate direttamente dallo Stato e non vanno a beneficio di Autostrade per l'Italia. Ecco, forse un minimo di trasparenza in più sotto questo profilo non sarebbe un male: sapere di quanto è calata la mortalità sinora, e quanti soldi ha incassato lo Stato grazie alle multe del Tutor.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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