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pubblicato il 27 luglio 2012

Marchionne vs Volkswagen, tanti i commenti

Fuori e dentro il mondo dell'auto c'è chi attacca e chi dà ragione all'ad degl Gruppo Fiat

Marchionne vs Volkswagen, tanti i commenti

La battaglia si è scatenata sulle pagine dei quotidiani americani, ma ha fatto il giro del mondo. Prima Sergio Marchionne, ad del Gruppo Fiat e di quello Chrysler, ha criticato sulle colonne dell'International Herald Tribune la politica dei prezzi Volkswagen e poi il gruppo tedesco ha respinto le accuse tramite il Wall Street Journal chiedendo a Marchionne di dimettersi dalla carica di Presidente dell'Acea. Il numero uno del Lingotto ha infatti anche il ruolo di rappresentante di tutti i costruttori europei, per questo - dopo le sue parole su Volkswagen - i vertici di Wolfsburg hanno ipotizzato di uscire dall'associazione. Tuttavia la questione è molto più complicata. Non si tratta di una "semplice" critica, ma di una considerazione molto ampia che si inserisce all'interno di un contesto economico delicato.

L'EUROPA DELL'AUTO AFFONDA
La crisi sta mettendo in ginocchio l'industria dell'auto e Marchionne, come rappresentante dell'Acea, ha descritto all'International Herald Tribune la situazione attuale analizzando i vari motivi della recessione nelle vendite. Da gennaio a giugno il mercato in Europa è sceso del 6% e se proprio le auto fabbricate in Germania sono rimaste piuttosto stabili, quelle francesi e del Gruppo Fiat hanno perso tra il 13% e il 16%. Non tutti i marchi tedeschi però stanno galleggiando sulla crisi. Opel continua a vivere una situazione complicata e c'è chi in un certo senso ha dato ragione a Marchionne a proposito del lancio di nuovi modelli. Secondo un report di Mediobanca proporre ora nuovi modelli è "un nonsenso", ma è chiaro che ogni azienda è una realtà a se stante (con i diversi mercati in cui opera) e non va dimenticato che c'è chi in Europa sta andando controcorrente, come il Gruppo Hyundai e Jaguar-Land Rover.

COSA HA DETTO MARCHIONNE
Le parole che hanno generato l'ira di Wolfsburg sono state: "L'industria automobilistica europea è in una crisi che non ha precedenti" e la politica di sconti aggressivi messa in atto da Volkswagen "è un bagno di sangue sui prezzi e sui margini". Il manager ha quindi di nuovo chiesto alla Commissione europea di "coordinare una razionalizzazione del settore in tutte le compagnie". "Quelli che davvero non si sono mossi in questo senso - ha detto Marchionne - sono i francesi e i tedeschi, che non hanno ridotto minimamente la capacità. Tutti dovrebbero fare tagli".

VOLKSWAGEN
La replica è arrivata nel corso della conference call sui risultati del primo semestre del marchio tedesco. Il responsabile vendite di Volkswagen, Christian Klingler, ha detto che la casa non persegue alcuna strategia di pricing eccessivamente aggressiva in Europa ed ha presentato una semestrale che dimostra come il marchio non dipende dall'Europa. Grazie alle vendite in Cina, Nord America o Russia, Volkswagen ha chiuso il semestre con un utile netto in crescita del 40% a 8,77 miliardi di euro, un utile operativo in aumento del 6,7% a 6,49 miliardi e ricavi in miglioramento del 23% a 95,4 miliardi.

MARCHIONNE NON E' L'UNICO A DENUNCIARE UNA BATTAGLIA DEI PREZZI
Come Marchionne anche Ford ha criticato la politica di Volkswagen. Qualche giorno fa nel report trimestrale del marchio dell'Ovale Blu è apparso il seguente commento: "I prezzi netti di vendita (in Europa, ndr) sono scesi poiché l'industria reagisce all'eccesso di capacità con un aumento degli incentivi".

BORGHEZIO SOSTIENE VOLKSWAGEN
Tra i sostenitori della causa Volkswagen spicca il deputato europeo della Lega Nord Mario Borghezio. Appresa la diatriba è intervenuto dicendo: "L'attacco rivolto da Marchionne alla Volkswagen è, a dir poco, grottesco. Come può Marchionne permettersi di dare lezioni a chi, nel primo trimestre 2012, raggiunge un utile superiore al 36% in una fase di mercato non certo favorevole? Forse è meglio che queste fole le vada a raccontare al suo amico Obama... I lavoratori del Nord - questi sì che rischiano un bagno di sangue - al contrario di Marchionne ammirano i risultati conseguenti da Volkswagen e guardano con ben motivata invidia quella cogestione che, insieme a stipendi non da fame, fanno dei lavoratori Volkswagen i primi acquirenti dei prodotti dell'azienda, oltre che protagonisti partecipi delle decisioni aziendali, come dovrebbe essere regola in una moderna democrazia economica".

[Foto: www.autozeitung.de]

Autore: Redazione

Tag: Attualità , VIP


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