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pubblicato il 26 luglio 2012

Audi S4 e S6 Avant, 753 cavalli in famiglia(re)

Stesso Marchio, stesso dinamiSmo. Ma diverse. Eccole a confronto

Audi S4 e S6 Avant, 753 cavalli in famiglia(re)
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Verona - La station wagon sportiva è diventata adulta. Correva il 1994, quando gli uomini dei Quattro Anelli lanciarono la RS2: un mix tra l'Audi 80 Avant, il motore 5 cilindri turbo figlio del propulsore che trionfò nei rallies grazie al funambolico Walter Röhrl e la trazione integrale quattro. Il tutto, accordato dai "mastro-telaisti" di casa Porsche. Risultato: la wagon tedesca alberga ancora oggi nelle fantasie degli appassionati della guida di tutte le età.

UNA R IN MENO
Erede naturale della RS2 è la RS4 appena presentata e provata in anteprima circa un mese fa. Tuttavia, pur se meno estreme, anche S4 ed S6 hanno le loro belle carte da giocare quando si tratta di divertirsi: saranno meno estreme delle RS, ma noiose no di certo. Anzi, i fortunati che la RS2 l'hanno avuta o tuttora ce l'hanno potrebbero trovare in S4 ed S6 le degne sostitute (ma se avete la RS2 "non osate" venderla!). La prima, con i suoi 333 CV e i 60.000 euro di listino, non si può certo definire alla portata di tutti, ma nemmeno proibitiva - almeno per chi in garage ha una RS2. La seconda, 420 CV e 80.950 euro, è ben più impegnativa, ma in un ipotetico percorso di maturazione (non invecchiamento) rappresenta l'approdo naturale, anche se non bisogna dimenticare che nel delta di prezzo ci sta niente meno che un'A1 1.4 TFSI Attraction Sportback, tanto per rimanere in casa Audi.

PROVA A PRENDERMI...
... Non ci riuscirai. Non importa che davanti ci sia la S4 o la S6: se il percorso è un misto veloce, la prima fa valere la leggerezza, la seconda ricuce il gap grazie ai CV e ai Nm in più. In entrambi i casi, sappiate però che non dovrete scontrarvi con quel cronico sottosterzo che affliggeva le Audi fino a non molto tempo fa. Non aspettatevi nemmeno due station da drifting o sudori freddi ogni volta che alleggerite il gas in curva. Tuttavia, una certa sensibilità al rilascio dell'acceleratore in curva consente, in entrambi i casi, di gestire la traiettoria senza usare troppo il volante. Nel dettaglio, la S4 mostra una stoica resistenza al rollio - in modalità Dynamic - che permette di muoversi da una curva all'altra con sorprendente agilità, complice uno sterzo bello pronto e preciso anche nei piccoli angoli. Più pesante (2.025 contro 1.825 kg), la S6 si appoggia maggiormente sulle ruote esterne, mostrando un po' prima la corda quanto a velocità di percorrenza. Non solo, lo sterzo è meno pronto e trasmette una minore quantità di informazioni alle mani del guidatore. Detto questo, quando il nastro d'asfalto si raddrizza, la sagoma della S4 si rimpicciolisce nello specchietto retrovisore. Il V8 della S6 esplode in tutta la sua rabbia e in un attimo si produce in velocità da brividi.

DISCREZIONE ELETTRONICA
Che a Ingolstadt si siano lasciati un po' andare - finalmente! - è lampante dallo "stile" dell'ESP. Una presenza rassicurante, però mai invasiva: le correzioni sopraggiungono solamente se si esagera. Il margine di controllo e divertimento lasciato al guidatore è ampio e, quando un'aggiustata si rivela proprio indispensabile, gli interventi sui freni non sono di quelli che inchiodano in mezzo alla curva. Ecco perché, almeno su strada, non si avverte la necessità di staccare l'ESP. A proposito di elettronica, l'unica nota stonata è rappresentata dai tempi di reazione un po' troppo lunghi del cambio. Dal momento in cui si dà l'input con la leva dietro al volante all'effettiva esecuzione della cambiata, passa qualche attimo di troppo; una latenza che vanifica l'ottimo lavoro svolto dall'S tronic a doppia frizione, fulmineo sia in salita sia in scalata.

APLOMB IMPERTURBABILE
Sfogata l'adrenalina, basta un click per riportare le due sorelle nei ranghi: si seleziona la modalità Auto (oppure Confort) e le sospensioni si fanno immediatamente più indulgenti, il cambio di marcia avviene quasi sempre prima dei 2.500 giri, mentre i cinque sensi possono rilassarsi e godere della tradizionale, elevata qualità Audi. Un ambiente ricercato fatto di materiali morbidi al tatto, finiture eseguite con cura quasi maniacale e assemblaggi precisissimi. Dove S4 ed S6 si differenziano nettamente è nello spazio a disposizione dei passeggeri posteriori. Se la seconda può essere utilizzata senza timore anche in cinque, la prima è più costretta a livello di spalle e piedi. Sensibile è anche la differenza in termini di capienza del bagagliaio: più lunga di 21 centimetri (4,93 contro 4,72 metri), la S6 spazia fra 565 e 1.680 litri, la S4 fra 490 e 1.430.

TRE ANNI NON SONO POCHI
Tra il 2008 e il 2011 l'Infotainment (il complesso di funzioni elettroniche e telematiche di una vettura) ha fatto passi da gigante. Un percorso che emerge in tutta la sua lunghezza guardando gli schermi dei navigatori di S4 ed S6. Il primo risale al 2008, anno di presentazione della A4: le informazioni sono fornite con dovizia di particolari, ma la cartina è solo... Una cartina. Sulla S6, un apposito alloggiamento per la scheda SIM consente di connettersi a Internet e, tra le altre cose, di avere una cartina che è una fotografia scattata dal satellite. Non solo, anche il piccolo display in mezzo alla strumentazione, sulla S6 è nettamente più chiaro e leggibile, praticamente a prova di errore.

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Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Audi , auto europee


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