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pubblicato il 17 agosto 2012

Quando non c'era il climatizzatore

Sistemi e rimedi per proteggersi dal caldo prima degli attuali impianti di condizionamento

Quando non c'era il climatizzatore

Contro la calura estiva, oggi la presenza del climatizzatore è un fatto assolutamente normale anche sulla maggior parte delle utilitarie: se utilizzato nel modo opportuno, l'elevata temperatura esterna può non essere un problema, anche durante un lungo viaggio verso le località delle vacanze. E quando il climatizzatore non c'era? Aprendo gli archivi della memoria, vediamo di ricordare qualche sistema per proteggersi dal caldo, in un'era meno tecnologica dell'attuale...

I DEFLETTORI
Se per il caldo era possibile sfruttare il calore del motore, più o meno elegantemente condotto all'interno della vettura, era difficile pensare ad un sistema analogo per rinfrescare l'abitacolo: non che i condizionatori non esistessero, ma erano costosi, complessi e destinati di solito a vetture di categoria superiore. Il sistema migliore, dunque, era far entrare aria esterna, anche in questo caso con vari sistemi più o meno ingegnosi. L'apertura dei finestrini è stata la prima via - e non tutte le vetture avevano la possibilità di un'apertura totale: si pensi, ad esempio, alle 2CV, dotate di mezzo vetro ribaltabile, e solo nelle portiere anteriori. La soluzione del finestrino aperto portò anche alla diffusione dei deflettori anteriori, utilissime "alette" in vetro che, ruotando intorno a un perno, si potevano direzionare a piacimento, per far entrare più o meno aria nell'abitacolo, e soprattutto per evitare che l'aria finisse direttamente contro guidatore e passeggero. La guida con i finestrini aperti d'estate era la norma e, in epoche di minore insonorizzazione di motori e impianti di scarico, questo significava anche una diversa percezione della propria vettura e del traffico circostante tra estate e inverno, anche a livello acustico e “sensoriale”. Quando poi, per motivi per lo più economici (ma anche per il miglioramento degli impianti di ventilazione interni), i deflettori lasciarono il posto ad un finestrino unico, cominciarono a diffondersi i cosiddetti “antiturbo”, alette trasparenti da disporre sul montante, che avevano una funzione simile, e permettevano di aprire un poco il finestrino anche in caso di pioggia, o nella guida autostradale -a patto di aver fissato bene l'accessorio alla portiera, cosa non sempre istintiva e banale...

LE BOCCHETTE
Con i finestrini chiusi, ad esempio in caso di pioggia, le auto prevedevano l'ingresso di aria esterna, attraverso feritoie o prese d'aria, e bocchette più o meno raffinate all'interno della vettura: si andava da vere e proprie grandi "fessure", come nelle utilitarie francesi, a bocchette simili a quelle odierne. Oggi è normale che dalle bocchette esca indifferentemente aria calda o aria fredda, ma fino a non più di una ventina di anni fa, alcune bocchette erano riservate alla sola "aria dinamica" esterna... in grado di garantire un certo sollievo, ma, soprattutto nelle utilitarie, non certo in grado di raffreddare l'abitacolo e di evitare proverbiali sudate...

IL TETTO APRIBILE
I più fortunati avevano il tetto apribile, anche in questo caso inutilizzabile in caso di pioggia, ma utilissimo e comodissimo in tutte le altre circostanze. Non si trattava solo di vetture cabriolet - tra le più diffuse, l'indimenticato Maggiolino: in Italia erano diffusissime le utilitarie francesi - le Citroen 2CV e Dyane, e alcune Renault 4, ma il tetto apribile era “di serie” nella piccola Fiat 500, proprio perché il ridotto abitacolo costrinse Fiat a trovare una soluzione per ottenere una migliore areazione in estate. Il tetto in tela aveva bisogno di una certa manutenzione, ma era pratico, faceva sognare di guidare automobili più grandi e sportive... anche se non metteva al riparo da sconsiderati ingressi d'aria nell'abitacolo, con conseguenti mal di testa e raffreddori. Più avanti arrivarono tetti più raffinati, in vetro, con apertura parzializzata, spesso acquistati come soluzione più economica rispetto al condizionatore, ma di solito piuttosto piccoli come estensione - per mantenere la rigidità della carrozzeria - e non proprio efficaci contro il caldo estivo...

UNO "SGUARDO" DAL PARABREZZA
Come proteggere la plancia, magari di colore nero, dall'eccessivo calore del sole? Oggi alcune vetture "cullano" i proprietari già prima dell'arrivo, con l'accensione anticipata del climatizzatore, anche adottando sistemi di alimentazione indipendenti, ad energia solare. Un tempo, soprattutto nei posti di mare, le auto parcheggiate presentavano le soluzioni più varie, peraltro ancora oggi in parte in voga: dagli asciugamani piazzati direttamente sulla plancia - che a volte erano sostituiti direttamente dai plaid usati per i pic-nic - ai giornali sul parabrezza, fino ai teli "appesi" ai finestrini, arrivando poi, per i più raffinati, a vari tipi di tendine parasole. A partire dagli anni '80, si cominciarono a diffondere anche cartoni e "ventagli" metallici da piazzare nel parabrezza, spesso venduti in spiaggia e decorati in modo fantasioso, ad esempio con curiose ambientazioni marine, con avvenenti pin-up in costume succinto, o con un grande paio di occhiali, come se l'auto parcheggiata a prendere il sole potesse osservare, sorniona, i passanti...

PER I PIÙ TECNOLOGICI...
Con l'arrivo degli accessori elettrici interni, e delle prese accendisigari, arrivarono anche i gadget per poter contare -almeno in teoria- su una ventilazione interna migliore da quella fornita dai miseri ventilatori dell'epoca integrati nella plancia. Il più classico era il ventilatore a ventosa, la cui efficacia era discutibile, e la cui caduta dalla posizione di fissaggio era senz'altro assicurata. Gli esperti di accessori potevano contare addirittura su ventilatori corredati di una sorta di vaschetta dove inserire del ghiaccio, per "simulare", almeno nella fantasia, il condizionatore delle vetture più grandi: forse riuscivano a rinfrescare un po', ma la cosa che facevano meglio era bagnare con gran facilità il pavimento della vettura, allora più predisposto di quelli attuali ad arrugginirsi...

Per saperne di più: Come si usa il climatizzatore? I consigli del medico.

Autore: Sergio Chierici

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