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pubblicato il 23 luglio 2012

Risarcimento in forma specifica: l’Ania spinge

La Confindustria delle Assicurazioni punta alla riparazione diretta

Risarcimento in forma specifica: l’Ania spinge

A volte tornano. Ricorderete il risarcimento in forma specifica di cui OmniAuto.it vi ha parlato nei giorni scorsi. Nel Decreto liberalizzazioni, il comma 2 dell'articolo 29 prevedeva una procedura precisa in caso d’incidente: se assicurato, ai fini del risarcimento del danno subìto, intende utilizzare la forma del risarcimento per equivalente (il denaro) come previsto dal Codice civile, si vede decurtato del 30% il risarcimento. Se invece il cliente si rivolge a una carrozzeria convenzionata con la Compagnia, il rimborso è del 100%. Ma i carrozzieri indipendenti hanno fatto muro e sono riusciti a spuntarla: la norma del risarcimento in forma specifica è stata eliminata dal Decreto con un emendamento. Ora invece l'Ania, la Confindustria delle Assicurazioni, torna alla carica, e chiede che venga introdotta quella regola in una futura Legge.

PARLA MINUCCI
Il presidente dell'Ania, Aldo Minucci, ha di recente sottolineato che "occorre riprendere il tema della riparazione diretta dei veicoli in luogo del risarcimento in denaro. Sono di tutta evidenza i risparmi conseguibili sui costi dei pezzi di ricambio e delle riparazioni, nonché gli effetti positivi derivanti dall’azione, indiretta, di contrasto delle illecite collusioni". Quindi, le Compagnie spingono per il risarcimento in forma specifica scoraggiando con forti riduzioni il pagamento in denaro in base al preventivo del carrozziere. Chiaro l’intento delle Assicurazioni di insistere nella canalizzazione delle riparazioni verso le loro carrozzerie, nel tentativo di risparmiare su ricambi e manodopera e minando le basi dell'indipendenza del carrozziere.

DIVERSI PROBLEMI
Il fatto, sostengono i carrozzieri indipendenti, è che il risarcimento in forma specifica sembra alterare la libera concorrenza nel mercato dell'autoriparazione, limitando al contempo la libertà di scelta dell'assicurato. Sarebbe mantenuta la facoltatività della forma specifica, ma verrebbe introdotta una pesante penalizzazione (il 30% in meno del risarcimento) per chi non intende utilizzare tale istituto, preferendo rivolgersi al carrozziere di fiducia e non a quello convenzionato con la Compagnia. Alla fine, non ci sarebbe la possibilità di sfruttare il risarcimento in forma specifica che nei fatti diverrebbe al contrario obbligatorio: parlare di “ricatto” è eccessivo; ma è lecito dire che si tratta di una strada fortemente canalizzata verso la riparazione diretta. Va inoltre ricordata la sentenza 180 del 19 giugno 2009 della Corte costituzionale, con cui è confermato che il sistema del risarcimento diretto (l'indennizzo da parte della propria Compagnia) è facoltativo, rappresentando un'alternativa rispetto al sistema tradizionale, ossia il risarcimento corrisposto dall'Assicurazione del responsabile del sinistro. E ancora, anche l'Antitrust, nel 2010, è intervenuto in materia: se il risarcimento in forma specifica viene messo "in essere da un ristretto numero di Imprese assicurative che detengono un'elevata quota di mercato complessiva (condizione che rispecchia esattamente la situazione del mercato assicurativo nel nostro Paese)”, allora possono esserci “problemi sotto il profilo concorrenziale soprattutto nei rapporti con le Imprese di riparazione: proposte di convenzioni, irragionevolmente selettive, potrebbero causare pregiudizi a quelle Imprese di auto riparazione escluse dalle convenzioni. Nei confronti dei consumatori, invece, il pregiudizio si sostanzia nella perdita di possibilità di scelta dell'autoriparatore di fiducia". In definitiva, i carrozzieri indipendenti (due terzi di 17.000), come potrebbero sopravvivere con il risarcimento in forma specifica?

MA LE RCA CALEREBBERO?
Al di là delle questioni di parte (Assicurazioni da una parte e carrozzieri indipendenti dall’altra), col risarcimento in forma specifica è dubbio che gli automobilisti pagherebbero tariffe Rca più basse. Fatto 100 il costo medio di un sinistro, il 65% è imputabile ai risarcimenti per il danno fisico, il 25% serve a coprire alcuni costi fissi e indiretti delle Compagnie (non collegabili ai singoli sinistri) e solo il 10% copre il puro costo della riparazione. Che, per il 60%, è imputabile al prezzo dei ricambi, e per il 40% riguarda la manodopera delle carrozzerie: una percentuale bassa.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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