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pubblicato il 15 agosto 2012

Incidenti fantasma: il guaio del forfait

Con l’indennizzo diretto, le Assicurazioni non sono spinte ad accertare le truffe

Incidenti fantasma: il guaio del forfait

Più volte abbiamo parlato di incidenti fantasma: sinistri mai accaduti, addebitati a ignari consumatori, che le Compagnie pagano ai presunti danneggiati, nell’ambito della procedura di risarcimento diretto, sulla base di richieste di rimborso. Il tutto condito da dichiarazioni testimoniali in odore di frode. Mentre il furbetto di turno si pappa il rimborso rapido e per intero, a pagare è il povero assicurato, la vittima, che viene a conoscenza del sinistro solo al momento del ricevimento dell’attestato di rischio dov’è applicato il malus. Così la sua classe di merito “universale” sale di due step e la tariffa Rca diventa carissima. Alla base, c’è un gravissimo problema strutturale dell’indennizzo diretto, ed ora andiamo a spiegarvelo.

PROBLEMA FORFAIT
In breve, quando l'Assicurazione della vittima dell'incidente paga i danni al proprio cliente, poi scatta il rimborso forfetario in stanza di compensazione. Un esempio: se l’importo forfetario annuale viene stabilito in 1.500 euro a sinistro, quando una Compagnia paga un tamponamento da 700 euro e ne riceve 1.500 dall’Assicurazione della controparte (ossia del presunto responsabile del sinistro) avrà alla fine incassato 800 euro. Ora, escludendo a priori qualsiasi comportamento in malafede da parte dell’Assicurazione che indennizza al volo il proprio cliente per poi vedersi ampiamente rimborsare dalla controparte (facendo un affare, da moltiplicare per migliaia di sinistri...), è però indubbio che il sistema non spinge la Compagnia a indagare sulla possibile frode: è più rapido ed econonomicamente conveniente pagare subito, anziché far luce su un possibile raggiro. È vero che ci sono anche i sinistri più gravi che compensano il costo di quelli più lievi, ma l’indennizzo diretto è un sistema molto discutibile, sin dalla nascita (nel febbraio 2007): adesso, con i sinistri fantasma denunciati dall’Isvap (l’organo di vigilanza sulle Assicurazioni), rischia di diventare una Legge boomerang per l’intero settore Rca (più le frodi, più i rincari dei prezzi Rc auto, a carico della collettività).

SOVRAPPREZZO DA ANNULLARE
L’Isvap, comunque, ha più volte richiamato le Compagnie a riaprire i casi di segnalazione da parte dei consumatori sui sinistri fantasma, restituendo la parte del premio pagato per il malus non dovuto (e ridando la vecchia classe di merito al truffato). Occorre al contempo che le Assicurazioni potenzino i sistemi di controllo della gestione dei sinistri dubbi.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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