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pubblicato il 20 luglio 2012

Obbligo di scatola nera: no delle Assicurazioni

Le Compagnie insistono: con la black box obbligatoria, Rca più costose

Obbligo di scatola nera: no delle Assicurazioni

Ci perdonerete i toni enfatici, ma la questione Rca con scatola nera ha dell’incredibile. L’apparecchio che registra i movimenti dell’auto e la dinamica degli incidenti (al centro della Legge liberalizzazioni in materia assicurativa), facendo calare le truffe, secondo le intenzioni del Governo Monti avrebbe dovuto abbassare i prezzi Rca. E invece, si arriva all’assurdo che la Rca con scatola nera potrebbe fare aumentare le tariffe. Non ci credete? Il direttore dell’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) Paolo Garonna, lo ha appena confermato con forza al Parlamento.

DALLA PREMESSA ALLA PRIMA BATOSTA
La premessa di Garonna è lunga: “Sono state le Imprese del settore, per prime, a lanciare questi prodotti [la scatola nera] al fine di incentivare la guida prudente, ridurre le truffe e, di conseguenza, offrire prezzi più contenuti agli assicurati”. Ma allora dov’è il problema? L’articolo 32 della Legge 27/2012 prevede che nel caso in cui l'assicurato acconsenta all'installazione di meccanismi elettronici che registrano l'attività del veicolo, denominati scatola nera o equivalenti, o ulteriori dispositivi, individuati con decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i costi di installazione, disinstallazione, sostituzione, funzionamento e portabilità sono a carico delle Compagnie che praticano inoltre una “riduzione significativa” rispetto alle tariffe stabilite ai sensi del primo periodo, all'atto della stipulazione del contratto o in occasione delle scadenze successive a condizione che risultino rispettati i parametri stabiliti dal contratto. Ecco: i costi della scatola nera sono il guaio. Le Assicurazioni non ci sentono da questo punto di vista. Per Garonna, non si è tenuto in conto il fatto che i contratti di questo tipo implicano l’adozione di un modello di business articolato, che comporta l’approvvigionamento da parte delle Compagnie di beni e servizi essenziali per la funzionalità dei sistemi di monitoraggio dei veicoli. Tali beni e servizi sono offerti, ovviamente a titolo oneroso, da operatori esterni all’attività assicurativa (gestori dei servizi forniti da tali dispositivi)”. Quindi la legnata finale: “La legge è intervenuta imponendo che tutti i costi relativi all’uso delle scatole nere siano a carico delle compagnie. Questo modello economico rischia di ridurre ai minimi termini se non di annullare la possibilità di sconti significativi sulle tariffe Rc auto”.

SECONDO PROBLEMA
L’altro grosso problema è che l’Isvap (l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni) ha sostenuto un obbligo per le Imprese di offrire le polizze abbinate a scatole nere a tutti i clienti che le richiedono. Sulla questione c’è un contenzioso dinanzi al giudice amministrativo. Se la scatola nera fosse obbligatoria, le Rca - annuncia Garonna - aumentrebbero per tutti. Pazzesco, come si diceva all’inizio. Non trovate?

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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