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pubblicato il 13 agosto 2012

Le 24 Ore di Le Mans, il film

Realismo e pathos nella più bella pellicola di corse automobilistiche

Le 24 Ore di Le Mans, il film
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Per riprendere l’appuntamento estivo con l’automobile e il cinema abbiamo deciso di partire da un classico senza tempo, film unanimemente riconosciuto come capolavoro di realismo fra le storie di corse su pellicola. Parliamo di “Le 24 Ore di Le Mans”, film del 1971 diretto da Lee H. Katzin e interpretato da Steve McQueen, il cui titolo originale è “Le Mans”. Il maggior pregio di questo film, debole e lento nel raccontare la storia d’amore fra il pilota Michael Delaney (McQueen) e Lisa Belgetti (Elga Andersen), è quello di mostrare in maniera documentaristica e assolutamente veritiera lo svolgersi della classica gara di durata francese. Il segreto di tanto realismo sta proprio nell’idea dell’attore americano di iscrivere alla 24 Ore del 1970 la sua Porsche 908/02 Spyder (telaio #908-022) dotata di tre cineprese, una davanti e due in coda.

POCHI ONORI, TANTO GIRATO
A guidare giorno e notte la Spyder blu col numero 29 c’è la coppia di piloti Herbert Linge e Jonathan Williams, che a intervalli molto ravvicinati rientra ai box per cambiare pellicola nei caricatori carenati delle cineprese Arriflex 35. Per queste continue soste la gara dei due si conclude con un “non classificato” per distanza percorsa insufficiente, a 31 giri di distacco dalla Porsche che per la prima volta conquista la 24 Ore con la 917K di Hans Herrmann e Richard Attwood. Il bottino di immagini di gara è però impressionante e verrà utilizzato a piene mani nella lavorazione del film per mostrare con il massimo pathos possibile l’atmosfera che circonda una delle gare più belle al mondo. Occorre ricordare come Steve McQueen, reduce da un secondo posto assoluto alla 12 Ore di Sebring, avesse deciso di pilotare di persona la 908 alla 24 Ore, ma dovette rinunciare per il divieto dei produttori, non coperti da un’assicurazione adeguata a simili rischi.

LA FINTA FERRARI
Per dare al film “Le 24 Ore di Le Mans” tutto il suo carico di veridicità e adrenalina la troupe provvede anche a girare numerose sequenze di giri di pista con una Ford GT40 “camera car” prima e dopo lo svolgimento della gara vera. Queste immagini vengono miscelate con quelle della corsa vera a propria, dove si nota un nugolo di Porsche 917 LH, 917 K, Ferrari 512 S, Alfa Romeo 33/3, Porsche 911 e Matra, oltre a varie Lola T70, Ford GT40, Chevron, Corvette, Healey e Ligier. L’occhio più attento ed esperto noterà poi che numerose scene del film, soprattutto quelle ambientate nei box e dintorni, sono state girate a Le Mans alcune settimane dopo la 24 Ore, ricreando con grande precisione (pioggia compresa) le fasi di gara più concitate. Fra le scene più famose, girate grazie a vetture in affitto e piloti del calibro di Jo Siffert, Derek Bell, Vic Elford, David Piper e Brian Redman, c’è anche quella clou dell’incidente alla Ferrari di “Claude Aurac” (Luc Merenda); la sua Ferrari 512 S, in realtà una Lola T70 con carrozzeria a imitazione, la cosiddetta “Lolari” che vola con tanto di manichino in mezzo agli alberi, lasciando però al pilota il tempo di uscire pochi secondo prima della spettacolare esplosione.

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Tag: Curiosità , cinema


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