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pubblicato il 12 ottobre 2006

Mazda3 MPS

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A tre anni dalla sua presentazione e dopo aver tagliato il traguardo del milione di unità prodotte, la Mazda 3 irrompe nel segmento delle compatte ad alte prestazioni con la versione MPS.

Considerando che in Europa nel 2005 gli estimatori delle sportive compatte sono stati circa 33.000, suddivisi tra cinque marchi, si capisce che quello che ha spinto la Mazda a fare il sesto incomodo non è l'ambizione a gonfiare tali volumi di vendita.
Avrà invece prevalso la voglia di mostrare la capacità di essere in grado di competere a livello tecnico con le altre berline compatte ad alte prestazioni già presenti sul mercato, per esaltare quello spirito che la casa nipponica identifica con il termine "Zoom- Zoom", sintesi di sportiva dinamicità accompagnata da una tecnologia importante.

In effetti, già nella versione "civile", il design della Mazda 3 è contraddistinta da una certa muscolarità di linee e sono bastati pochi ritocchi per caratterizzarla in maniera più estrema senza sconfinare nell'esagerazione: prese d'aria dinamiche maggiorate, passaruote anteriori più ampi, cerchi da 18" con pneumatici da 215/45, assetto ribassato, minigonne laterali e paraurti posteriore esclusivo con in bella mostra il terminale di scarico da 102 mm sono i segni distintivi della MPS.

Ma il vero valore aggiunto si cela sotto il cofano: il propulsore quattro cilindri a iniezione diretta 2.3 litri turbocompresso, già installato sulla Mazda6 MPS, eroga la bellezza di 260 cv a 5.500 giri ed esprime una coppia max. di 380 Nm a 3.000 giri.

Il risultato finale in termini di prestazioni recita un 6,1 secondi nel passaggio da 0 a 100 km/h. ed una velocità massima di 250 km/h, con riprese pronte e risposte vivaci ad ogni regime con turbo-lag praticamente assente. Il cambio manuale a sei rapporti dalle caratteristiche sportive promette di assecondare al meglio le potenzialità del motore.

La disponibilità di tanta potenza sulle sole ruote anteriori ha reso necessario un grande lavoro di affinamento a livello di controllo della trazione e la gestione della coppia è affidata ad una centralina che vigila in maniera particolarmente attenta nelle prime due marce, supportato da un differenziale a slittamento limitato di nuova concezione.

Naturalmente anche il controllo della stabilità, qui denominato DSC, dà il suo fattivo contributo al raggiungimento di una sicurezza di marcia interpretata nell'ottica di una conduzione sportiva. Numerosi sono stati gli interventi che hanno riguardato scocca e sospensioni: rinforzi locali sulla parte inferiore della carrozzeria e del telaio hanno determinato un significativo aumento della rigidità torsionale mentre la messa a punto più sportiva del reparto molle-ammortizzatori-barre stabilizzatrici ha portato ad una riduzione del rollio del 60 %.

Anche l'aspetto aerodinamico ha ricevuto le sue giuste attenzioni, stante le elevate velocità raggiungibili da questa versione e ad una riduzione del Cx è corrisposto un aumento della deportanza e una maggior pulizia dei flussi aerodinamici, specie nella zona del sottoscocca. Naturalmente rivisto anche tutto l'impianto frenante, adeguato in tutte le sue componenti.

Leggeri ritocchi hanno riguardato gli interni dove la caratterizzazione sportiva è molto discreta e si estrinseca in maniera più visibile nei sedili sportivi, nella pedaliera e nei vari rivestimenti.

Da segnalare l'introduzione del segnalatore di cinture di sicurezza allacciate per tutti i sedili. Quattro le colorazioni disponibili: ai classici nero, argento e rosso si aggiunge un esclusivo Cosmic Blue, appositamente concepito per questa versione MPS.

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Autore: Giovanni Ceccarelli

Tag: Novità , Mazda


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