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pubblicato il 15 agosto 2012

Se lo investi, non fare... l’animale

Purtroppo succede. Ma poi ci sono diversi doveri

Se lo investi, non fare... l’animale

Involontario investimento di un animale: cominciamo col dire che il Codice della strada non aiuta granché, e questo è un altro, ennesimo argomento valido affinché venga rapidamente riformato. Infatti, l’articolo 189 dice che l'automobilista, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l'obbligo di fermarsi e di prestare l'assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subìto danno alla persona. E fin qui, è tutto chiaro: per non divenire un pirata della strada, se si s’investe una persona, ci si deve fermare, ponendo in atto ogni misura idonea a salvaguardare la sicurezza della circolazione. Poi il Codice dice che l'utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti, ha l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subìto il danno. Attenzione: animali d'affezione, da reddito o protetti”. Ma cosa vuol dire?

MULTONA
Perdipiù, chi non ottempera agli obblighi di cui sopra (con investimento di animali) viene punito con la sanzione di 389 euro. Un automobilista non può certo viaggiare d’estate con un’enciclopedia degli animali appresso, per capire che tipo di bestia ha investito eventualmente. Per forza di cose, allora, parleremo dei cani e dei gatti, che di certo sono fra gli animali che ricadono nell’“elenco” del Codice della strada.

LA CASSAZIONE L’ESTATE 2011
Per la di Cassazione (sentenza 29543 del 22 luglio 2011, proprio un anno fa), se l'automobilista che ha accidentalmente investito un animale domestico omette, senza giustificazione, di soccorrere l’animale (e se impedisce ad altri di prestare all'animale le dovute cure), può essere chiamato a rispondere di reato. Si cade quindi nel penale, e si deve prestare la massima cautela in situazioni del genere: allertate i soccorsi quanto prima tramite una telefonata.

PRIMA LA NOSTRA SALUTE
È vero che magari l’animale per terra necessita di cure, ma il rischio è che reagisca male ai vostri movimenti: un graffio o un morso della bestia ferita e sofferente sono in agguato. Lasciate che a soccorrere l’animale, sia la persona adatta: non è questione di crudeltà (fra l’altro, potreste anche peggiorare le cose, toccando parti vitali della bestia); ma di preservare la propria salute. Invece, il veterinario deve prestare assistenza, come previsto dall’articolo 16 del Codice deontologico della categoria: “Il medico veterinario ha l´obbligo, nei casi di urgenza ai quali è presente, di prestare le prime cure agli animali nella misura delle sue capacità e rapportate allo specifico contesto, eventualmente anche solo attivandosi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza”.

ANIMALE SELVATICO
Nel caso in cui, invece, si trovi un animale selvatico in difficoltà (sempre ché siate in grado di distinguerlo da un animale “domestico”), dovete contattare la Polizia provinciale competente per territorio, oppure il Corpo forestale dello Stato al numero unico nazionale 1515, che vi metterà (così almeno in teoria) in contatto con la stazione del Corpo forestale più vicina al luogo di ritrovamento.

LE CASE CI AIUTANO?
Qualche Costruttore ha iniziato ad aiutare gli automobilisti con la tecnologia: sistemi che prevengono l’impatto con l’animale. Vedi per esempio Volvo. L’Animal Detection scongiura l’investimento di animali selvatici, tipicamente l’alce che popola i territori nordici di Svezia, Finlandia, Russia, Norvegia e Canada.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , codice della strada


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