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pubblicato il 13 luglio 2012

Nissan GT Academy 2012: ecco i sei finalisti italiani

Dalle corse virtuali a quelle reali, voleranno a Silverstone per la finale mondiale. Per il migliore una carriera nelle competizioni e un biglietto per la 24h di Dubai

Nissan GT Academy 2012: ecco i sei finalisti italiani
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C’ è qualcuno che sostiene che non c’è nulla più serio del gioco. Per sapere se è vero basta chiedere ai sei vincitori della della finale italiana della Nissan GT Academy 2012, la quarta edizione del progetto di Nissan e Sony che regala ai migliori giocatori di Gran Turismo 5 per PlayStation 3 non un semplice premio, ma il coronamento del sogno per qualunque appassionato di motori: una carriera da pilota. Hanno dovuto sfidarsi nelle qualificazioni online e negli eventi “live” che dal 5 al 20 maggio si sono tenuti a Roma, Catania e Milano. E dopo aver superato le prove atletiche, di comunicazione e in pista nella finale nazionale di Vallelunga, li aspetta una settimana a Silverstone per il “Race Camp”, un duro programma di addestramento in cui rappresenteranno l’Italia contro i rivali di Regno Unito, Irlanda, Francia, Spagna, Portogallo, Benelux, Austria, Svizzera, Polonia, Germania, USA e Russia. Solo uno verrà ammesso al “Programma di sviluppo giovani piloti” grazie al quale otterrà la licenza internazionale che gli aprirà le porte della 24h di Dubai e magari arrivare fino alla 24 Ore di Le Mans, come è successo all'ormai noto Lucas Ordonez, il primo pilota uscito dalla "filiera" Nissan-Sony. Ognuno di loro dovrà però prima dimostrare non solo di avere il talento e il coraggio che si richiede ad un pilota, ma anche il fisico e le capacità comunicative dei veri professionisti.

CAMPIONI D’ITALIA
C’è Darian Rojnic, 26 anni, origini croate ma in Italia da quando era piccolo. Gli piacerebbe di sicuro fare il pilota, ma ha i piedi per terra e preferirebbe trovare prima un lavoro stabile. Intanto si impegna in un’officina meccanica e ci dà dentro con la PlayStation. Gli amici dicono che è bravissimo e sono stati loro a convincerlo a partecipare. Avevano ragione. Anche Matteo Masiera, 25 anni da Alessandria e un sorriso che ispira subito simpatia, sogna un futuro al volante ma intanto ha preso una laurea in finanza, “perché non si sa mai”. Poi c’è Andrea Cosaro, 23 anni di Chiampo (VI), giovanissimo anche lui ma dalle idee chiarissime: fa il pittore e con due amici coetanei dopo il diploma si è messo in proprio creando una piccola impresa edile. Buon sangue non mente, come dimostra il beneventano Andrea Fasulo, 24 anni e una passione per i rally che gli ha trasmesso suo padre che li faceva da pilota. Con le gare virtuali ha dimostrato di cavarsela alla grande, adesso si sente pronto al grande salto. Da ammirare l'impegno di Moreno Coveri, forlivese di 30 anni. Il suo lavoro a volte lo costringe a fare il turno di notte e lui ha sacrificato preziose ore di sonno per allenarsi, un esempio di caparbietà che speriamo venga premiato. Il più bel premio della vita è invece in arrivo per Francesco Paolo Basso, 27 anni da Salerno, operaio e grande appassionato di auto: la sua ragazza aspetta un bambino. Intanto lui si allena e forse pensa a quanto sarà bello un giorno mostrare le sue foto in tuta da pilota al suo erede. In bocca al lupo davvero.

TONIO LIUZZI PER TUTOR
Oltre a dover superare alcune prove fisiche, nella finale romana i sei finalisti italiani hanno dovuto affrontare una simulazione di conferenza stampa post gara, alla quale noi di OmniAuto.it abbiamo partecipato in qualità di giurati. I ragazzi se la sono cavata tutti molto bene, anche se con l’inglese, la lingua ufficiale delle corse, qualcuno ha qualche difficoltà che dovrà superare. La prova di guida su un percorso di handling a bordo di una 370Z coupé si è svolta sotto l’occhio attento di Vitantonio Liuzzi, che è il tutor che accompagnerà i ragazzi italiani nella finale di Silverstone: “I ragazzi sono molto motivati e carichi - ci ha detto il driver pugliese - ma devono davvero dimostrare volontà di fare bene perché la concorrenza internazionale sarà spietata. Quest’anno voglio davvero che almeno uno di loro salga primo gradino del podio finale. Li aiuterò a capire il circuito, la macchina e tutto quello che per un neofita può essere difficile da comprendere al primo impatto, cercando di ridurre i tempi di apprendimento e le difficoltà per chi deve passare improvvisamente dal virtuale al reale. La PlayStation ti può aiutare a capire molte cose importanti, come i punti di frenata o le pendenze di un circuito, ma poi bisogna migliorarsi negli aspetti reali. A partire dalla posizione di guida, che può sembrare un dettaglio, ma quando si tratta di pilotare al massimo delle tue possibilità è la chiave per riuscire a concentrati sulla vettura, sulla pista e sul tuo stile di guida. Poi lavoreremo sulla frenata, che comunque è un aspetto che può progredire con l’allenamento, ma soprattutto cercherò di aiutarli a trovare la migliore velocità di percorrenza in curva, che è una capacità che hai o non hai e agli inizi è una paura che va vinta”.

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Tag: Videogame , Nissan , gare


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