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Curiosità

pubblicato il 13 luglio 2012

Vince chi consuma meno... in Porsche

Sul circuito di Nardò si sono sfidati piloti e giornalisti in un Economy Run con le Panamera

Vince chi consuma meno... in Porsche
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Doveva essere solo un test sulla durata e si è trasformato in una “gara vera”. Con tutte le implicazioni del caso: tre equipaggi hanno dato vita sull'anello di velocità della pista prove del Technical Center di Nardò alla prima edizione del “Panamera Diesel, 24 Hours Challenge, Economy Run”. L'obiettivo? Molto semplice: percorrere il maggior numero di chilometri possibile con il minor consumo, simulando in pista un lungo percorso autostradale con velocità massima ammessa di 130 e 150 km/h. A disposizione tre Panamera Diesel giunte nel Salento per strada. Porsche sa il fatto suo: non teme la sfida, consapevole del suo potenziale. Ma si è percepita anche la voglia di abbattere qualche errato pregiudizio molto radicato nella gente.

TRE EQUIPAGGI IN PISTA A NARDO'
Dodici giornalisti divisi in due equipaggi hanno guidato le prime due Panamera Diesel. Si sono confrontati con un team di driver professionisti della Porsche Sport Driving School. I piloti erano solo quattro (Luca Riccitelli, Marco Apicella, Alberto Scilla e Giovanni Gulinelli) per cui hanno percorso stint di due ore a dispetto dei turni di un'ora dei giornalisti, potendo contare, quindi, sul vantaggio di un minore numero di soste.

LA PARTENZA ALLE 9.11: UN SIMBOLO PORSCHE
L'orario di partenza aveva un alto valore simbolico: ore 9:11! Per certificare i dati c'era una postazione dei cronometristi, per quanto bastasse rilevare tutte le informazioni sul computer di bordo. I partecipanti alla 24 Ore, infatti, avevano l'istantanea percezione della loro prestazione sul display. La prima ora è servita a scoprire la vettura, le sue caratteristiche e, quindi, ad elaborare una strategia di corsa.

I PROFESSIONISTI SUBITO A 125 KM/H DI MEDIA
I piloti hanno effettuato diversi passaggi a velocità diverse, per identificare quella di “crociera” da tenere nella prova di durata. Diretti dall'ingegner Mercatelli, il tecnico italiano che Porsche Motorsport coinvolge a supporto dei suoi team impegnati nelle maratone come la 24 Ore di Le Mans o la 12 Ore di Sebring, hanno identificato in fretta il passo giusto: circa 125 km/h di media.

I GIORNALISTI HANNO FATTO LE "LUMACHINE"
I giornalisti, invece, sono partiti in modo molto prudente: l'ingegner Enrico De Vita, team leader della vettura A, ha delineato una strategia al massimo risparmio. Secondo i suoi calcoli accurati non era necessario spremere la Panamera, ma bastava portare il motore V6 turbo da 250 CV alla soglia della coppia massima: 1.750 giri al minuto. Alla media di 102 km/h era possibile limitare i consumi a 18,9 km al litro! Un valore più adatto ad una berlina media che ad una supercar di tre litri. L'equipaggio B, almeno all'inizio, ha copiato la strategia del “guru” De Vita, ma ha capito in tempo che era una tattica “suicida” che l'avrebbe portato a soccombere alle formichine della Panamera A.

TRE FORATURE SUI CHIODI ANTI-SONNO
Il clima torrido (circa 42 gradi di temperatura, alleggerita da una brezza di tramontana) ha reso ancora più probante il test: i giornalisti, man mano che sono entrati nella competizione hanno rinunciato a cruise control e aria condizionata per non sprecare nemmeno una goccia di gasolio. La 24 Ore ha regalato tutti gli ingredienti di una corsa vera: alla terza ora (era proprio un mezzogiorno di... fuoco) è scattato l'allarme radio: “Ho forato al km 8. Provo a rientrare al paddock a bassa velocità!”. Passano pochi secondi e si sente un'altra voce: “Ho bucato l'anteriore destra pure io, solo che il pneumatico si sta dechappando...”. Non trascorre un minuto che lo stesso guaio tocca anche ai piloti. È un disastro! Mauro Gentile, pr di Porsche Italia che dirige le operazioni, non perde la calma: neutralizza la gara e organizza con Salvatore Baldi il recupero dei mezzi.

ALLARME: TRE FORATURE IN CONTEMPORANEA!
Per ripartire è necessario avere le garanzie che non ci siano problemi di sicurezza. Gli uomini di Nardò fanno una perlustrazione del tracciato e non trovano niente di strano. Nelle gomme prontamente smontate non si trova né un chiodo, né un detrito. È un mistero che viene in fretta svelato: per l'ansia di percorrere meno strada, tutti i tester hanno toccato quelli che a Nardò chiamano i “chiodi anti-sonno”. Si tratta di “panettoni” squadrati che delimitano la pista dei mezzi pesanti (per viaggiare al limite di 150 km/h era sufficiente quel tracciato) e hanno il compito di “svegliare” in tempo il pilota. I dissuasori adatti ai camion, hanno fatto danni alle Michelin ultraribassate delle Panamera Diesel.

TUTTA COLPA DEI CHIODI ANTI-SONNO
È bastato aggiungere qualche birillo a identificare meglio l'ingresso in pista per risolvere il problema e ripartire dopo la neutralizzazione, senza che si sia manifestato qualsiasi altro contrattempo. E poco dopo il restart, la Panamera B ha mutato la propria strategia, capendo che la chiave vincente non era inseguire il minimo consumo, ma cercare l'efficienza della Porsche Diesel che non deve pagare il superbollo. Insomma, non era necessario andare piano, ma anzi era possibile trarre il massimo risparmio dalla vettura viaggiando vicino alle velocità limite del codice della strada.

LE VOLPI IN PISTA E... FUORI
I due equipaggi si sono cementati intorno ai loro leader, Enrico De Vita e Marco Scafati. La notte è stata lunga, molto lunga: il sensibile calo di temperatura, (si è scesi a 26 gradi) non ha compensato l'incremento dell'umidità che è arrivata al 90%. Il cielo era stellato e la luna faceva capolino sull'anello, ma sembrava che piovesse: l'acqua era in sospensione nell'aria. L'appannamento dei vetri era la prima conseguenza, ma nessuno si è azzardato ad utilizzare il clima. I piloti giornalisti al km 4 hanno avvistato con i fari due volpi nel buio della notte. A farne le spese è stato un commissario di percorso che ha dovuto sloggiare dalla sua postazione perché era stato preso di mira dall'animale infastidito dalle luci delle vetture.

NESSUNO DORME: LE SQUADRE SONO COMPATTE
Il paddock dell'anello di velocità della pista prove del Technical Center di Nardò era illuminato a giorno e il personale era sempre all'erta: cronometristi, personale antincendio, medici erano pronti per qualsiasi evenienza. I tester avrebbero potuto riposare (tornavano in macchina ogni cinque ore), ma nessuno è andato a dormire nei camper (c'è chi ha schiacciato solo un pisolino sulle sedie del Motorhome): le due squadre hanno seguito tutti i pit stop, creando uno spirito di corpo degno di un equipaggio impegnato in una 24 Ore di Le Mans.

C'E' TENSIONE NELL'ARIA
E non sono mancate le “malizie”: c'è chi ha allungato il proprio stint di guida consapevole di avere una media in quel momento eccellente, c'è chi si è spinto a velocità massime superiori a quelle consentite, meritandosi il richiamo ufficiale dei cronometristi. Insomma, quello che sembrava uno scherzo si è trasformato in qualcosa di maledettamente serio. E nessuno ci stava a perdere. Ma con l'alba si è fatta chiara anche quale fosse la strategia vincente.

COPERTI 7.967 KM CONSUMANDO 6,1 LITRI PER 100 KM
Le tre Panamera hanno coperto un totale di 7.967 km ad una velocità media di circa 120 km/h con un consumo di 6,1 litri per 100 km, andando ben oltre i valori dichiarati dalla Casa (6,8 litri per 100 km NCPE). La distanza poteva essere maggiore se le forature sui panettoni che delimitano l'anello non avessero resa necessaria la neutralizzazione della prova per due ore per motivi di sicurezza.

LA MEDIA E' STATA DI OLTRE 120 KM/H
Si è imposta la vettura B coprendo una distanza di 2.714 km, raggiungendo un fattore K di 1819, frutto della velocità media di 120,73 km/h per un consumo medio di 15,06 km/l. L'equipaggio della vettura B, seguendo l'esempio dei piloti professionisti, ha capito che non si dovevano penalizzare le prestazioni sull'altare del risparmio energetico. Chi ha rinunciato ad esaltare alcune doti della Panamera Diesel come l'efficienza aerodinamica, il basso attrito nel rotolamento e il rendimento del motopropulsore ha dovuto soccombere: la Panamera A ha raggiunto un fattore K di 1787 (che è il prodotto della velocità media di 110,82 km/h con un consumo medio di 16,13 km/l), mentre ha coperto una distanza di 2.485 km.

TRE PANAMERA DIESEL AL TRAGUARDO
Fra i singoli giornalisti la migliore performance è risultata quella di Marco Scafati: in tre turni di guida computati ha ottenuto un fattore K di 1915, frutto della velocità media di 123,75 km/h per il consumo di gasolio di 15,475 km/l, mentre il pilota più rappresentativo della vettura A è stato Giorgio Ursicino che nella stessa unità di tempo ha raggiunto un fattore K di 1865 (risultato della velocità media di 103,75 km/h per il consumo di carburante di 17,975 km/l). L'equipaggio C, quello dei piloti professionisti è arrivato ad un fattore K di 1914, beneficiando però di un pit stop ogni due ore, in luogo delle soste dei giornalisti che erano scandite a ciascuna ora. Porsche Italia è riuscita a dimostrare che il risparmio di carburante con la Panamera Diesel è possibile senza rinunciare al piacere della guida sportiva. Una scommessa vinta. E quanti falsi preconcetti si sono sgretolati sull'ovale di Nardò. Provare per credere...

Scheda Versione

Porsche Panamera
Nome
Panamera
Anno
2009 - F.C.
Tipo
Extralusso
Segmento
lusso
Carrozzeria
coupé
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Franco Nugnes

Tag: Curiosità , Porsche , piloti


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