dalla Home

Attualità

pubblicato il 12 luglio 2012

Diesel cancerogeno: proviamo a fare chiarezza

Secondo noi la ricerca medica è indispensabile per migliorare la qualità delle auto. Ecco perché

Diesel cancerogeno: proviamo a fare chiarezza

Il Codacons attacca, il mondo dell'auto risponde, bordata su bordata. In queste ore c'è una polemica che infuria tra la battagliera associazione dei consumatori e gli addetti ai lavori dell'automotive, stampa specializzata e concessionari in particolare, che si sono immediatamente schierati sulla difensiva. L'oggetto del contendere è molto importante: le emissioni dei motori Diesel provocano davvero il cancro? Poco tempo fa l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ovvero la massima autorità globale in campo sanitario, ha stabilito sulla base di una ricerca condotta dal dipartimento della salute USA che in effetti un legame causa-effetto c'è. Il settore dell'automotive rivendica però gli enormi progressi compiuti nel campo della limitazione alle emissioni e risponde che quello dell'OMS è un eccesso di allarmismo. Chi ha ragione? Noi di OmniAuto.it vogliamo provare a fare chiarezza mantenendoci equidistanti dalle due posizioni, entrambe condivisibili per alcuni aspetti, errate per altri.

COSA DICE L'OMS
Innanzitutto va chiarita una cosa: l'OMS non ha condotto alcuna ricerca. La ricerca intitolata "Diesel Exhaust in Miners Study" è stata portata avanti dal National Cancer Institute (NCI) dal National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH), due agenzie governative americane. L'International Agency for Research on Cancer (IARC), che invece fa parte dell'OMS, è l'agenzia che l'ha giudicata attendibile. Fra i compiti della IARC c'è quello di stabilire quali sono le sostanze cancerogene, che vengono divise in liste diverse base alla loro pericolosità per la salute umana. Le emissioni dei motori a gasolio dal 1988 si trovavano nella seconda lista in ordine di pericolosità, la "Gruppo 2A", quella delle sostanze "probabilmente cancerogene". Adesso sono nella lista "Gruppo 1", cioè quella delle sostanze sicuramente cancerogene. Perché sarebbero cancerogene? Perché secondo la ricerca su 12.315 minatori che hanno lavorato dal 1947 al 1997 per almeno un anno in miniere in cui si utilizzavano macchine con motore Diesel, 198 sono morti di cancro al polmone e 562 sono oggi ammalati. Di questi, alcuni respiravano una concentrazione di inquinanti da Diesel pari a quella oggi mediamente presente in città fortemente inquinate come Los Angeles, Città del Messico ma anche Milano. E' importante sapere che si tratta dello studio epidemiologico più ampio mai realizzato in questo campo. Dunque, le emissioni dei motori Diesel non sono diventate certamente cancerogene dall'oggi al domani, ma solo dopo una osservazione che copre un arco temporale di quasi 50 anni e sulla base di diversi studi, non solo su quello degli studiosi americani.

COSA NON DICE L'OMS
All'OMS sono state attribuite una serie di affermazioni che invece non sono state mai pronunciate. La prima è che sotto accusa sono i motori delle automobili: no, lo studio ha riguardato invece esclusivamente motori industriali a gasolio. Le auto dunque non c'entrano nulla? No, perché per quanto enormemente migliorati in termini di emissioni nocive, il risultato della combustione del gasolio nei motori di oggi è sempre una miscela di oltre 400 componenti dei quali alcuni nocivi. Lo studio, infatti, ha accertato sì una correlazione fra emissioni e cancro, ma non la quantità di gas di scarico che si deve respirare per ammalarsi di tumore, aspetto che verrà approfondito in futuro. E' anche vero che la quantità di queste sostanze potenzialmente velenose si è enormemente ridotta nei motori di ultima generazione e che un Diesel Euro 6 è molto più pulito rispetto a un Euro 0, ma ciò non autorizza ad affermare che sia perfettamente innocuo, semplicemente perché la prova scientifica non c'è. Lo dice la stessa OMS: "Sulla base di questo studio, i ricercatori non possono stimare con certezza i rischi dall'esposizione a livelli bassi". Poche emissioni non significa nessuna conseguenza per la salute, come molti commentatori hanno affermato, anche per un altro motivo: il parco circolante anche solo di una piccola città non è e non potrà mai essere composto interamente da vetture di ultima generazione per il semplice motivo che non possono essere sostituite tutte nello stesso momento. E anche ipotizzando una "pogrom" di massa delle vecchie auto, rimarrebbero comunque in circolazione le navi, i carrelli elevatori, i generatori di corrente, i trattori, insomma tutte quelle macchine che utilizzano un motore a gasolio.

CODACONS: PERCHE' SI, PERCHE' NO
Secondo noi la richiesta del Codacons di sequestrare tutte le auto a gasolio della provincia milanese non è sensata perché sarebbero alla fine i cittadini a pagare per le presunte inadempienze dei loro amministratori che, e per certi versi a ragione, sono per il Codacons responsabili dell'inquinamento delle nostre città. Se l'associazione dei consumatori voleva far parlare di sé è sicuramente riuscita nel suo intento. Un mese fa, quando alcuni media fra cui noi la pubblicarono, di questa notizia si parlò ben poco.

FEDERAUTO: PERCHE' SI, PERCHE' NO
Eccessiva secondo noi è anche la reazione della federazione dei concessionari, Federauto, che attraverso il suo presidente Filippo Pavan Bernacchi afferma che "In un momento di gravissima crisi di mercato non sentivamo certo il bisogno dell'ultima comunicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha dichiarato che le emissioni dei motori a gasolio sono cancerogene. Ricordo che già in passato quest'ente, per altri aspetti meritorio, ci ha abituati ai suoi proclami apocalittici che, in molti casi, si sono rivelati delle vere e proprie  bufale". Ci permettiamo di far notare a Pavan Bernacchi che fa benissimo il mondo scientifico a strafregarsene delle conseguenze economiche delle sue scoperte, e speriamo che sia sempre così perché il fine ultimo della ricerca in campo medico è la tutela della salute dell'uomo e non la tutela di un interesse economico di parte. Dice bene invece, sempre secondo noi, quando risponde al Codacons proponendo sarcasticamente di sequestrare "anche alcool e sigarette, potenzialmente dannosi, o i telefoni cellulari. O, poiché gran parte del particolato proviene dagli impianti di riscaldamento a gasolio, sequestriamo anche quelli". Tecnicamente non si può fare.

ECCO COSA DICE L'OMS DELL'INDUSTRIA DELL'AUTO
Ecco quello che afferma lo IARC nel suo comunicato sui motori: "Sulla base delle valutazioni della scienza, i governi e gli altri 'decision-maker' hanno oggi una valida base sulla quale migliorare gli standard delle emissioni dei motori Diesel e continuare a lavorare con i produttori di motori e carburanti verso il raggiungimento di questi obiettivi. Un'attenzione crescente per l'ambiente negli ultimi 20 anni ha portato a una azione regolatoria in Nord America, Europa e in tutto il mondo con standard di emissioni sempre più stringenti. C'è infatti una forte reciprocità tra standard e tecnologia: gli standard guidano la tecnologia e le nuove tecnologie rendono possibile migliorare gli standard. Nel caso dei motori Diesel, questo ha richiesto la diminuzione del contenuto di zolfo nei carburanti, cambiamenti nella progettazione dei motori in modo da bruciare il gasolio nella maniera più efficiente e una riduzione delle emissioni attraverso il controllo dei gas di scarico". Altro che attacco, da queste parole pare proprio che l'OMS riconosca in toto gli sforzi dell'industria automotive. Del resto, come si sarebbe potuto arrivare all'efficienza e alla pulizia dei motori di oggi se non ci fosse stato lo stimolo della ricerca medica a dettare la direzione verso la quale andare? E' un processo continuo che si chiama progresso. E, per nostra fortuna, non si può fermare.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , inquinamento


Top