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Mercato

pubblicato il 17 luglio 2012

Immatricolazioni, il primo semestre va bene a pochi

In Italia si vendono solo auto coreane, low cost rumene e lussuose inglesi. Male le connazionali e inesistenti le elettriche

Immatricolazioni, il primo semestre va bene a pochi

Superbollo, IPT, crisi economica che si aggrava. E' in questo contesto che si sta muovendo il mercato dell'auto e i risultati del primo semestre 2012 mostrano una nuova geografia del settore. L'auto di lusso, presa di mira dai controlli della finanza e tar-"tassata" dallo Stato, sta vivendo un momento di recessione, fatta eccezione per qualche marchio. La riforma dell'IPT ha spostato verso nord le immatricolazioni delle auto a noleggio. Le famiglie hanno sempre meno risparmi e potere d'acquisto e le case auto che riescono ancora a conquistarle sono quelle, come Dacia, che offrono un buon compromesso qualità-prezzo. Rientra in questo quadro anche il Gruppo Hyundai (composto dai brandHyundai e Kia), che ha aumentato la quota di mercato dal 3,31% del 2011 al 4,87% e si prefigge l'obiettivo di migliorare ancora. Pure Jaguar-Land Rover gode di ottima salute, con "piccoli" numeri sempre positivi che dimostrano invece l'esistenza di una fascia di clientela medio-alta ancora disposta a spendere. Altri brand precipitano al di sotto della media di mercato. Da gennaio a giugno 2012 le auto immatricolate in Italia sono state 814.179 contro le 1.014.299 dell'anno scorso (-19,73%). I gruppi che sono riusciti a mantenersi a galla sono pochi e sicuramente inferiori di numero rispetto a quelli che hanno ceduto più del 20%. Vediamo di seguito qual è la situazione nel dettaglio, soffermandoci anche sul prodotto.

CHI VA CONTROCORRENTE
Per meglio comprendere il significato dei numeri contestualizziamo i risultati positivi dei marchi e dei gruppi più virtuosi, facendo riferimento a chi occupa le prime tre posizioni in termini di auto vendute: l'elenco dei marchi vede Fiat (168.038 unità immatricolate da gennaio a giugno 2012, con una perdita del 20,56% rispetto al 2011 e una quota di mercato attuale del 20,86%), Volkswagen (68.126 immatricolazioni, -18,01%, quota del 8,12%, ) e Ford (59.002 vetture, -33,97%, quota del 7,25%) in cima alla lista, "ordinata" per volumi di vendita. A guadagnare terreno, tuttavia, sono altri. Procedendo in ordine di unità immatricolate, iniziamo con Hyundai, che segna un +6,45% con 25.407 auto vendute nel primo semestre 2012, corrispondente ad una fetta di mercato pari a 3,12%. Seguono Chevrolet, rispettivamente con +12,17%, 19.807 unità e 2,43% di quota, Dacia (+14,76% | 15.624 | 1,92%), Kia (+47.25% | 14.217 | 1,75%), Land Rover (+35,54% | 6.785 | 0,83%), Jeep/Dodge (+1,30% | 3.826 | 0,47%) e Jaguar (+7,65% | 774 | 0,10%). Applicando la stessa logica all'analisi dei gruppi, facciamo riferimento ai gruppi Fiat, Volkswagen e PSA (vi rimandiamo al paragrafo successivo per i relativi numeri), che con i propri brand occupano i primi tre posti nei volumi di vendita, ma perdono quote di mercato. Sorridono solo il gruppo Hyundai (39.624 immatricolazioni | +18,20% vendite | 4,87% quota di mercato) e il gruppo Jaguar-Land Rover (7.559 | +32,03% | 0,93%). Il mercato premia dunque l'auto fatta in Corea, dove abbiamo di recente visitato proprio i luoghi dove nascono le orientali che piacciono. In Corea del Sud si produce d'altro canto la Chevrolet Spark (assemblata tuttavia non solo in Asia), modello su cui si basano i numeri positivi del marchio americano grazie alle 3.380 versioni a GPL della citycar consegnati da gennaio a giugno 2012. Bene nel semestre anche le Dacia Duster (secondo SUV più venduto in Italia, come abbiamo constato durante la presentazione della multispazio Dokker) e Sandero, che hanno convinto 2.571 e 2.483 automobilisti in sei mesi. L'ottimo risultato di Jaguar-Land Rover, infine, dà ragione alle iniziative di marketing dei due marchi britannici che promuovono l'auto di lusso in un contesto di recessione come quello attuale.

CHI RESTA A GALLA
I gruppi auto che nel primo semestre 2012 hanno subito il calo minore sono meno di dieci. Volvo è a quota -19,91% con 8.735 auto immatricolate, mentre nel 2011 erano 10.906. Porsche è il costruttore che ha perso meno (-5,69%), ma i suoi numeri sono contenuti: 2.137 auto (2.266 nel 2011). Ha perso l'11,02% il Gruppo Daimler, con smart che è riuscito a resistere (12.578 unità; -9,78%) e Mercedes che ha ceduto l'11,65% (24.319 immatricolazioni). Quasi sullo stesso livello il Gruppo BMW (-13,60%). Da solo il brand di Monaco di Baviera ha incassato un -17,87% (23.268 immatricolazioni) e MINI si è mantenuto attorno alle 10mila auto consegnate (10.343; -2,13%). Andiamo quindi a vedere Audi, che tra gennaio e giugno ha immatricolato in Italia 29.636 vetture. Qui la flessione è stata del 16,56% e i numeri diventano ancora più interessanti se si pensa che Mercedes ha da poco lanciato la nuova Classe A e che Audi sta per dichiarare i prezzi della nuova A3, mentre la nuova BMW Serie 1 ha riallineato il proprio listino alla concorrenza spietata di Stoccarda. Nel complesso il Gruppo Volkswagen ha ceduto il 18,98%, immatricolando 108.244 auto. Di più ne ha immatricolate solo il Gruppo Fiat (240.736), che si è mantenuto sul filo del rasoio con un -20,12%. Al suo interno il marchio che ha perso di più è stato Maserati (-76,6%) seguito da Ferrari (-56,40%). Solo Jeep/Dodge è positivo (+1,30%). Alfa Romeo ha perso il 31,32%, Fiat il 20,56% e Lancia/Chrysler il -10,63%. Sul versante francese il Gruppo PSA ha immatricolato 80.239 auto (-15,19%), con entrambi i brand in discesa, e il Gruppo Renault ha perso il 16,64% (51.902 auto immatricolate) con Dacia in controtendenza: +14,76%.

I MARCHI IN VIA DI... "ESTINZIONE"?
Tra i gruppi che hanno perso più del 20% ce ne sono alcuni che si sono pericolosamente avvicinati al -100%. Saab, il marchio svedese ormai fallito, ha segnato un -96,32% e Great Wall è andata persino oltre: -98,76%. DR Motor, la cui solidità finanziaria è stata recentemente messa in discussione per via di Termini Imerese, ha segnato un -77,05%; Tata un -76,90% e Maserati un -76,06%. E' la conferma che l'auto di lusso, specie quella italiana, sta soffrendo nel proprio paese. Ferrari ha perso in Italia il 56,40%, ponendosi ad un livello molto simile a quello di marchi come Daihatsu (-57,58%) e Honda (-52,03%). Anche Infiniti, il brand di lusso Nissan, ha arretrato parecchio (-63,25%), mentre Lexus (Gruppo Toyota) ha ceduto il 9,02%. Aston Martin ha registrato una flessione del 30,77%, mentre viaggiano tra il -30 e il -40%, oltre ad Alfa Romeo (-31,32%), Seat (-31,64%), Opel (-32,12%), Ford (-33,97%), Suzuki (-35,29%), Lada (-36,21), Ssangyong (-37,11%), Mazda (-44,75%) e Mitsubishi (-46,08%).

L'AUTO ELETTRICA IN ITALIA
Dell'auto elettrica in Italia se ne parla, ma spesso è sottinteso che sia un argomento lontano, relegato a un futuro remoto dall'inadeguatezza delle infrastrutture di ricarica e dal prezzo d'acquisto ancora elevato dei modelli già presenti nel listino. Ricordando che nel 2013 potrebbero entrare in vigore gli incentivi all'auto elettrica anche in Italia - pur non essendo probabilmente sufficienti a far decollare le vendite -, diamo un'occhiata a quanti veicoli ZEV sono stati immatricolati nei primi sei mesi del 2012. Per capire l'entità dei numeri in gioco, teniamo a mente che il modello più venduto in assoluto del mercato italiano nel periodo di riferimento è la Fiat Panda, con 65.317 immatricolazioni. Le 107 Citroen C-Zero consegnate, in confronto, esemplificano quanto sia ancora marginale in Italia la diffusione di questo tipo di trazione. A seguire troviamo la Peugeot iOn (80 unità vendute), la Nissan Leaf (40), la smart fortwo ED (29), la Renault Fluence (18), la Mitsubishi i-MiEV (7), la Fiat 500 (3 esemplari, come quello che abbiamo provato sulle strade di Roma), la Fiat Qubo (1) e la Think City (1).

Autore: Eleonora Lilli, Giuliano Daniele

Tag: Mercato , immatricolazioni


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