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pubblicato il 12 luglio 2012

Peugeot e Citroen licenziano migliaia di lavoratori in Francia

La sovracapacità produttiva obbliga a tagliare posti di lavoro fino al 2014

Peugeot e Citroen licenziano migliaia di lavoratori in Francia

Non ci si piange addosso, nel mondo dell’auto. O, in altre parole, non si resta con le mani in mano di fronte alla crisi, che se a livello globale è scongiurata, nelle realtà locali dei singoli mercati costringe i costruttori ad operare tagli. Per il Gruppo PSA, alleatosi con General Motors per rendere più efficiente l’organizzazione aziendale, continua l’opera di ristrutturazione iniziata simbolicamente con la vendita della sede del quartier generale a Parigi.

FABBRICHE MALATE DI IPERATTIVITA'
Questa volta si tratta di tagliare migliaia di posti di lavoro nelle fabbriche francesi del Gruppo “malate”, come accade anche per altri costruttori, di sovracapacità produttiva. I numeri parlano di una percentuale di utilizzo degli impianti pari al 76% nella prima metà del 2012, che si traduce in inevitabili perdite nel volume d’affari per i marchi Citroen e Peugeot. Il raggiungimento del punto di pareggio (o brek even point) è previsto per la fine del 2014. Come costruttore generalista, PSA è molto esposto agli effetti della recessione economica europea, particolarmente evidente nel sud del continente e per le auto di piccole dimensioni, ossia nel mercato che più interessa i marchi del Leone e del Double Chevron.

LE AUTO "RISTRUTTURATE"
Fra gli interventi previsti la chiusura dell’impianto di Aulnay entro il 2014, con conseguente licenziamento di 3.000 lavoratori, coinvolgerà la produzione della Citroen C3, che sarebbe realizzata solo più nel sito di Poissy, che assembla anche la DS3 e la Peugeot 208. Così facendo verrebbero riassorbiti circa metà degli esuberi, assistendo l’uscita dall’azienda dei rimanenti. Per quanto riguarda la fabbrica di Rennes, dove nascono la Peugeot 508 e la Citroen C6, è necessaria una ristrutturazione adeguata al calo nella domanda di grandi berline da parte dei clienti, per calibrare opportunamente la produzione della prossima generazione di ammiraglie francesi e di conseguenza reimpiegare verso altre mansioni 1.400 dei 5.600 addetti. Il tutto per una riduzione dei costi stimata in 1 miliardo di euro.

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Tag: Attualità , produzione


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