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pubblicato il 11 luglio 2012

L'Europa accelera sulle emissioni di CO2

Ma i costruttori sono divisi. ACEA: "Così si svantaggia l'industria europea"

L'Europa accelera sulle emissioni di CO2

Obiettivo confermato: nel 2020 l'intera gamma di un costruttore automobilistico dovrà emettere in media non più di 95 g/km di CO2 passando per l'obiettivo obbligatorio di 130 g di CO2/km nel 2015, altrimenti saranno multe. Lo ha annunciato oggi Connie Hedegaard, Commissaria responsabile per l’Azione per il clima, presentando però una modifica fondamentale al metodo con il quale verrà misurata la CO2 emessa, su cui sinora c'è stato forte disaccordo fra i costruttori. Da una parte ci sono costruttori che vorrebbero si tenesse conto del peso della vettura, dall'altra ci sono Case che vorrebbero si tenesso conto dell'impronta a terra. Il dibattito è in atto da tempo, da quando si è cominciato a parlare di limiti alle emissioni di CO2 che, ricordiamo, non sono ancora in vigore ma lo saranno solo a partire dal 2015.

PESO CONTRO IMPRONTA
I gruppi tedeschi, che producono prevalentemente auto di grossa cilindrata, vorrebbero si considerasse la massa del veicolo. Scegliere l'impronta a terra come parametro per misurare le emissioni di anidride carbonica significherebbe invece favorire quei costruttori che producono prevalentemente vetture più piccole, cioè italiani e francesi, che ad oggi sono quelli più vicini al tetto del 2015. Il problema non è di poco conto, perché a partire dal 2012 i costruttori che non rispettano i propri obiettivi devono versare un'indennità per ogni grammo di CO2 in eccesso di ogni vettura venduta pari a 95 euro, una cifra che moltiplicata per i volumi di vendita continentali si può tradurre in penali a sei zeri e oltre. "Chi produce grandi auto dovrà fare in percentuale lo stesso sforzo", ha sostenuto Connie Hedegaard durante la conferenza stampa di presentazione, "ma vi posso assicurare che la pressione è stata forte per apportare cambiamenti".

BRUXELLES: "I CONSUMATORI CI GUADAGNANO"
Secondo la Commissione Europea per ogni nuova autovettura rispondente alla nuova normativa si risparmieranno in media circa 340 euro di combustibile il primo anno, e un totale stimato di 2.904 -3.836 euro nella vita media di un'autovettura, stimata in 13 anni. Sempre seondo la Commissione, i consumatori potranno risparmiare circa 30 miliardi di euro l'anno di costi del combustibile, e si stima che il raggiungimento degli obiettivi potrebbe aumentare il PIL dell'UE di 12 miliardi di euro l'anno e gli investimenti per l'occupazione di circa 9 miliardi di euro l'anno. Le proposte nel complesso consentirebbero a risparmiare 160 milioni di tonnellate di petrolio – del valore di circa 70 miliardi di euro secondo i prezzi odierni - e circa 420 milioni di tonnellate di CO2 nel periodo fino al 2030.

ACEA: "OBIETTIVO COMPLICATO"
Cauta la posizione dell'associazione europea delle Case, che in una nota ufficiale ha annunciato una attenta analisi sulla fattibilità degli obiettivi proposti dalla Commissione. Per il segretario generale Ivan Hodac quelli stabiliti da Bruxelles "Sono obiettivi davvero difficili, i più difficili al mondo, contrariamente a quanto dicono alcuni più che negli Stati Uniti, Cina o Giappone. Ciò comporterà un aumento dei costi di produzione in Europa, creando uno svantaggio competitivo per l'Europa. Considerando che molti costruttori in questo momento stanno perdendo denaro per l'andamento del mercato europeo, dovrebbero essere stabiliti dei target raggiungibili".

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Tag: Attualità , inquinamento


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