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pubblicato il 9 agosto 2012

Dossier Auto e Salute

Hai sonno in auto? Guidi peggio di un ubriaco!

Il colpo di sonno in auto, nemico subdolo e micidiale

Hai sonno in auto? Guidi peggio di un ubriaco!

Mettersi al volante con un debito di sonno ossia aver dormito poco o male, è come guidare dopo aver bevuto quasi un litro di vino in un'ora a digiuno: il professor Francesco Peverini, direttore scientifico della "Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno", è perentorio. Con l'aggravante, aggiunge il professore, "che alcol e droghe si accertano tramite analisi del sangue e test specifici, mentre la sonnolenza non può essere verificata su strada". È quanto emerge da una ricerca che la Fondazione sta realizzando nell'ambito di una partnership scientifica con Mercedes Italia sul fronte della sicurezza stradale. Il professor Peverini spiega ad OmniAuto.it che "in Italia almeno due milioni di persone soffrono di Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (condizione definita anche Osas)". Risultato: “Per i soggetti che ne sono affetti, il sonno è poco ristoratore ed efficace. Quindi, diventa causa di una sonnolenza subdola, latente e improvvisa, molto pericolosa per chi guida”. Ma il vero guaio sta altrove: “Il 95% di chi ne soffre non è consapevole di avere tale disturbo. Per loro, secondo gli studi, il rischio di incidente sul lavoro o alla guida aumenta notevolmente, schizza al 3,71, più che doppio rispetto all'1,68 causato dal consumo di alcol o droghe. E qui si torna al paradosso iniziale: guidare assonnati è peggio che guidare ubriachi.

CAMPANELLI D’ALLARME
Come capire se durante il sonno "andiamo in apnea?" I segni distintivi principali si possono sintetizzare con 3 S: sonnolenza (Sleepiness), russamento (Snoring) e storia di apnee riferite dai familiari (Significant other report of sleep apnea episodes). Infatti, spesso è solo il partner ad accorgersi di quanto accade durante il sonno. Immediata conseguenza dell'interruzione del respiro e della sua faticosa ripresa è la frammentazione del sonno stesso, con riduzione delle fasi più profonde specifiche del riposo (fase 3 - sonno Rem), che vengono compromesse. La sonnolenza diurna ne è l'immediata conseguenza.

PERCENTUALI DRAMMATICHE
Solo negli Usa, il 17% degli incidenti autostradali mortali sono causati dal colpo di sonno (fonte, National Highway Traffic Safety Administration). Per quanto riguarda il nostro Paese, le statistiche non sono certe perché i verbali delle Forze dell’ordine attribuiscono alla velocità o genericamente alla distrazione l’origine del sinistro grave. In realtà, la Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno stima che almeno un incidente stradale su cinque sia causato da un colpo di sonno. L'indice di mortalità è superiore alla media giornaliera per tutto l'arco di tempo che va dalle ore 8 di sera alle 7 del mattino, raggiungendo il valore massimo intorno alle 4 di notte (5,7 decessi ogni 100 incidenti). La scienza medica ha gli strumenti per diagnosticare il rischio di essere vittima di apnee notturne attraverso accertamenti semplici e non invasivi, come la polisonnografia; e anche un’accurata anamnesi e specifici test possono indirizzare il medico a sospettare la presenza di OSAS.

TRUCCHI BOOMERANG
Invece, sono assolutamente inefficaci le contromisure empiriche che gli automobilisti adottano per scongiurare i colpi di sono al volante, purtroppo ancora ampiamente proposte come "modi per restare svegli alla guida": buttarsi acqua in faccia, mettere il viso fuori dal finestrino, rimpinzarsi di caffè, parlare, ascoltare musica a volume altissimo. Morfeo, dopo pochi istanti, torna più prepotente di prima e senza alcun preavviso. “Fermarsi e concedersi un breve sonno in auto (di almeno 30 minuti) è l'unico antidoto per combattere la sonnolenza alla guida”, ci ha spiegato il professor Peverini. Magari in un’area di servizio. Ma occhio: il classico pisolino http://www.omniauto.it/magazine/19939/il-colpo-di-sonno-giustifica-una-sosta-in-corsia-demergenza lo fa solo poco più del 4% degli intervistati. Gli altri danno spazio inutilmente alla fantasia, mettendo assieme diversi espedienti, senza grandi risultati: il 54% si ferma e si accontenta dei classici due passi; il 52% alza il volume della radio; il 47% apre il finestrino e il 45% prende un caffè. Né serve muoversi mentre si è al volante (27%), mangiare caramelle (32%), bere limonata o altre bevande (26%). Addirittura, c’è chi ritiene (5%) che sia addirittura utile guidare più velocemente per imporsi maggiore attenzione contro la sonnolenza... Per saperne di più: www.polisonnografia.it.

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Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute


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