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pubblicato il 9 luglio 2012

Auto: mazzata definitIVA?

L’aumento dell’Iva è solo rimandato

Auto: mazzata definitIVA?

Sospensione dell'incremento dell'Iva sino a fine giugno del 2013: lo prevede l’ultima versione del Decreto sulla spending review, la revisione delle spese, partorito dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento garantirà risparmi da 4,5 miliardi nel 2012, che diventeranno 10,5 nel 2013 e 11 nel 2014. Da qui stanziati due miliardi (uno nel 2013 e uno nel 2014) per la ricostruzione post sisma in Emilia, Lombardia e Veneto. Il Decreto numero 95 “Disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati” è nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale del 6 luglio, e approderà alla Camera il 31 luglio. "Prevediamo nelle prossime settimane - ha detto il premier Mario Monti - un altro provvedimento sulle agevolazioni fiscali, la revisione strutturale della spesa e i contributi pubblici sulla base delle analisi effettuate da Amato e Giavazzi". Ma dal primo luglio 2013 che succederà? Fra le varie ipotesi, da quella data l'Iva potrebbe essere aumentata al 23% e al 12% per i primi sei mesi, cioè fino a al 31 dicembre 2013; dopodiché potrebbe scendere di un punto da gennaio 2014. Quindi, dal 21 al 23, e poi al 22%.

GRILLI
C’è un problema: la clausola di salvaguardia del Decreto “Salva Italia” prevedeva che, per sanare il deficit pubblico, l'Iva sarebbe potuta salire ancora di fino al 23% da ottobre 2012. Vittorio Grilli, viceministro all'Economia, ha dichiarato che l'Esecutivo dei tecnici mira a evitare del tutto l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto, trovando nelle prossime misure altri 6 miliardi". Ma c’è da festeggiare per il rinvio del rincaro dell’Iva? Di sicuro no, specie per il settore auto. La speranza era che arrivassero tagli massicci per i costi della politica, senza giungere neppure a ipotizzare l’Imposta sul valore aggiunto di ogni fase della produzione, scambio di beni e servizi. L’incremento dell’Iva di due punti percentuali (un’enormità; occhio, non del 2%, che è ben altra cosa) influirebbe negativamente sul mercato delle macchine in Italia, già provato per via di una crisi che si protrae da mesi. Andando a toccare - fra i mille rincari - i listini dei veicoli, i pezzi di ricambio, il prezzo dei carburanti. Col serio rischio di ripercussioni sui livelli occupazionali nel nostro Paese: i fornitori esteri, già qualche mese fa, hanno fatto capire che potrebbero lasciare lo Stivale se non riuscissimo a tirarci fuori dalle sabbie mobili di un mercato auto asfittico.

AUTO BLU
Al di là dell’Iva, sempre a proposito di macchine, per i ministeri e gli enti sono stati eliminati eccessi di spesa per 1,5 miliardi nel 2012 e 3 miliardi a partire dal 2013. Taglio del 50% rispetto al 2011 per i fondi relativi al parco auto.

DUBBI
Ci spiace sconfinare nel qualunquismo, ma la riflessione è inevitabile. La spending review ha tagliato parecchio (e ci mancherebbe, altrimenti si chiamerebbe in altro modo). Ma i commis di Stato continueranno ad aumentarsi gli emolumenti senza remore? I signori della politica centrale e locale si attribuiranno ancora e sempre i privilegi da nababbi? Ci sono migliaia di enti pubblici, con relativi consigli d’amministrazione, da tagliare: perché non si fa nulla in quella direzione? La nostra impressione è che manchino le sforbiciate all’alta dirigenza, e alle Regioni. Per dirla tutta, deputati, senatori e impiegati dei due rami del Parlamento, nonché i consiglieri regionali, escono dalla spending review più rafforzati che mai, nonostante un debito pubblico da paura: è giusto?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , tasse


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