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pubblicato il 13 ottobre 2006

Potenze ridotte per i neopatentati?

Potenze ridotte per i neopatentati?

Il tragico incidente di Brescia che la settimana scorsa ha coinvolto e ucciso dei giovani amici alla guida di un auto sportiva (una Maserati Coupè), ha riaperto un tema spinoso: è giusto che i neopatentati possano condurre dei veicoli così (probabilmente) al di sopra delle loro capacità di guida?

In questi giorni è stata rilanciata un'inchiesta di qualche mese fa de "Il Centauro", Testata ufficiale dell'Associazione dei Sostenitori e degli Amici della Polizia Stradale. Secondo l'Asaps appunto, ci sono troppi modelli di auto e moto che, per potenza e velocità, possono diventare pericolosi se condotti da chi non ha una sufficiente esperienza di guida.
Una tesi supportata da un'analisi dei listini di Quattroruote: dei 54 Costruttori presenti sul mercato italiano ben 46, pari all'85,1%, producono modelli che eguagliano o superano la velocità massima di 200 Km/h. Di queste Case, 42 eguagliano o superano i 220 Km/h, il 77,7%. Sono invece 36 le marche che toccano e superano i 230, percentuale 66,6%. Quota 240 viene raggiunta da 33 marche pari al 61,1%. La soglia psicologica dei 250 Km/h è poi toccata e superata ancora da 25 Costruttori su 54, vale a dire il 46,2%.

L'Asaps sostiene che "Auto di oltre 200 cavalli che raggiungono e superano i 250 -300 km/h, moto da 180 cavalli (potenza che sino a 10 anni fa era desiderabile per un Capirossi in pista) che in prima marcia vanno 130 Km/h e da 0 a 100 in 3 secondi, sono vere armi improprie date in mano a giovani con una scarsa preparazione di base...".

Sempre secondo l'Asaps "dovrebbero essere organizzati corsi di guida sicura per la conduzione dei mezzi più potenti, con prove selettive e interventi sugli aspetti concettuali del vero e sottostimato rischio della velocità orizzontale". Tutto questo prevedendo una sorta di borsa di studio a consegna ritardata: una parte del costo dei corsi, pari al 50%, andrebbe restituita dallo Stato e dalle Assicurazioni solo dopo 5 anni trascorsi senza che il giovane conducente sia incorso in incidenti stradali.

Proposte nobili, ma a nostro avviso di difficile attuazione per costi e complessità burocratiche.

Per ora non ci rimane che appellarci alla razionalità e al buon senso di ogni automobilista, neopatentato o "esperto" che sia, ricordando altresì che non solo con auto da 200 all'ora si rischia la vita se non si usa la testa.

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