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Retrospettive

pubblicato il 8 luglio 2012

Subaru, 40 anni integrali

La storia del sistema AWD dalla Leone del 1972 ai modelli attuali, passando per i mondiali rally

Subaru, 40 anni integrali
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Negli anni Settanta la trazione integrale è strettamente riservata alle fuoristrada. A spezzare la tradizione è un piccolo costruttore giapponese le cui origini risalgono al 1917, quando Chikuhey Nakajima fonda l’azienda per la produzione di aerei Aircraft Research Laboratory con sede a Gunma, città a 70 km da Tokyo. Un’attività che si interrompe bruscamente nel 1945 con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale per riprendere nel periodo post bellico con il nome di Fuji Sangyo e, successivamente, di Fuji Heavy Industries. Abbandonato il settore aeronautico, la nuova società sfrutta l’esperienza accumulata negli anni per realizzare motocicli e carrozzerie per autobus. Nel 1954 arriva la prima auto, la P-1, in seguito denominata con il nome di un gruppo di corpi celesti nella costellazione del Toro: le Pleiadi, Subaru in giapponese.

SUBARU LEONE, LA PRIMA AWD
Al primo modello, contraddistinto da scocca portante, sospensioni anteriori indipendenti e ammortizzatori oleopneumatici a doppio effetto, seguono altri esemplari di interesse. Come la 360 del 1958, piccola vettura pensata “per la gente” che riscuote un ottimo successo, e la 1000 del 1966, un’auto che segna una prima svolta nella produzione del marchio con le sei stelle per la presenza della trazione anteriore e del motore a cilindri contrapposti, il boxer, disposto in senso longitudinale. La seconda rivoluzione che segnerà il futuro di Subaru arriva nel 1972, anno nel quale la casa nipponica introduce sul mercato la Leone Station Wagon con trazione integrale che, di fatto, segna l’inizio della storia dell’AWD (all wheels drive) delle Pleiadi. La meccanica riprende quella della 1000 con l’aggiunta di un dispositivo 4WD semplice e leggero. Si tratta di un sistema privo di differenziale o giunto centrale che consente di inserire la trazione posteriore con un innesto meccanico azionato manualmente tramite una leva.

L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA
La proposta piace agli automobilisti, in particolare a quelli che per lavoro devono affrontare di frequente viaggi in zone innevate o di montagna, ma che non necessitano delle doti off road offerte dalla più costose e scomode fuoristrada. A incrementare la domanda è pure il nascente settore legato delle attività sportive da praticare nel tempo libero, come lo sci o la pesca, che richiede veicoli in grado di muoversi in sicurezza su fondi scivolosi o fangosi. Un successo che induce i responsabili di Gunma a estendere l’offerta pure alle varianti berlina e hatchback della Leone, nonché a proseguire nella strada integrale. Al modello “felino” seguono la Brat del 1977, un pick-up con meccanica identica all’antesignana che riscuote un buon successo negli Stati Uniti grazie al listino ridotto e all’elevata praticità, e la 1800 del 1980. Una berlina che arricchisce il sistema 4WD con una seconda leva addetta all’inserimento delle ridotte. Altra novità di rilievo arriva quattro anni più tardi, con la Justy dotata di attuatore pneumatico che permette di inserire la trazione 4x4 con la semplice pressione di un tasto.

INIZIA L’ERA PERMANENTE
Con la seconda metà degli anni Ottanta l’evoluzione del sistema integrale delle Pleiadi subisce una forte accelerazione tecnologica. La prima novità di rilievo arriva nel 1987 con la XT Coupé, “la prima Subaru progettata per accelerare il tuo battito cardiaco” come afferma la pubblicità dell’epoca. Si tratta di una sportiva dalle linee squadrate e filanti. Ma più che l’estetica a stupire è la presenza di un sistema integrale permanente con differenziale centrale per la ripartizione della coppia tra asse anteriore e posteriore e con possibilità di blocco con un attuatore elettromeccanico. Uno schema che migliora ulteriormente il comportamento dinamico del veicolo incrementando tenuta di strada e sicurezza attiva. A suscitare interesse, in particolare oltreoceano, è pure la possibilità di scegliere la XT anche con un cambio automatico. Un salto tecnologico notevole che, però, è destinato ad essere superato in breve tempo con l’arrivo del Symmetrical AWD.

LA TRAZIONE DIVENTA “SYMMETRICAL”
Con il debutto della Legacy nel 1989 comincia l’era contemporanea della storia AWD di Subaru. Sul nuovo modello, infatti, è installato per la prima volta il sistema di bloccaggio del ripartitore centrale di tipo variabile grazie all’adozione di un giunto viscoso. Una soluzione che consente di variare in automatico la percentuale di coppia trasmessa ai due assi in funzione dell’aderenza rilevata e, di conseguenza, di elevare ulteriormente la sicurezza attiva in ogni condizione. Da allora il Symmetrical è esteso ai nuovi modelli di gamma, come l’Outback del 1995 e la Forester del 1997, e costantemente perfezionato dando vita ad altri schemi, quali il VTD (Variable Torque Distribution) pensato per i modelli sportivi. In questo caso il differenziale centrale è abbinato a una frizione multidisco a controllo elettronico che varia la ripartizione standard (45% davanti e 55% dietro) in base alle esigenze. Altra interpretazione dell’AWD è rappresentata dal MP-T (Active Torque Split), concettualmente simile al precedente, ma che favorisce la facilità di guida e la stabilità fornendo maggiore coppia all’asse anteriore (di norma il 60%). Più evoluto è il Multi-mode DCCD (Driver’s Control Center Differential) che permette di combinare piacere di guida ed esigenze sportive. Introdotto con l’Impreza WRX STi del 2005, prevede una frizione elettromagnetica a dischi multipli e un differenziale meccanico a slittamento limitato per ripartire la coppia nel rapporto desiderato. A renderlo attrattivo è la possibilità di regolare manualmente il dispositivo su più livelli, incluse le tre impostazioni standard programmate che prevedono percentuali di distribuzione tra le ruote anteriori e posteriori di 36-64, 41-59 o 50-50.

LE VITTORIE NEL WRC
Se i sistemi AWD di Subaru sono apprezzati dai quasi 12 milioni di automobilisti che le hanno guidate, a dargli notorietà internazionale sono le competizioni degli anni Novanta. A cominciare dal Rally Safari del 1990 dove le debuttanti Legacy RS ottengono un 6° posto assoluto e una vittoria di categoria nel Gruppo N, quello riservato alle vetture “di serie”. Il primo successo “assoluto” arriva nel 1993 con Colin McRae in Nuova Zelanda, ma la vera leggenda delle Pleiadi comincia alla gara seguente, il Rally di Finlandia dove debutta l’Impreza “555”, variante da corsa del noto modello sviluppata con il contributo del team inglese Prodrive. Le due vetture in gara sono affidate ai piloti di casa Markku Alen e Ari Vatanen, con quest’ultimo che chiude la “1000 Laghi” con un lusinghiero secondo posto. A salire sul gradino più alto del podio è Carlos Sainz in Corsica nel 1994, stagione che lo spagnolo chiude alle spalle dell’imbattibile Toyota Celica Turbo 4WD di Didier Auriol. La rivincita di Subaru arriva appena 12 mesi più tardi. Ed è un trionfo. Il marchio giapponese conquista il titolo costruttori e i primi due posti nella classifica piloti, con Colin McRae che precede Sainz di appena 5 punti. Una stagione da incorniciare con 5 vittorie su 8 gare e il monopolio dell’intero podio negli ultimi due appuntamenti in calendario. L’alloro nel mondiale costruttori è replicato nel 1996 e, con la WRC97, nel 1997, mentre i titoli piloti sfumano di poco. Il ritorno al vertice della graduatoria finale individuale arriva nel nuovo millennio con la WRC2001 derivata dalla nuova Impreza. Con al volante Richard Burns, conquista il mondiale in modo rocambolesco giungendo terzo all’ultima gara e grazie al ritiro dei più agguerriti rivali. Un finale thriller che si ripete nel 2003, quando Petter Solberg (4 vittorie e 3 podi nella stagione) con la WRC2003 si impone al Rally di Gran Bretagna, ultimo appuntamento del campionato, precedendo di 43,6 secondi la Citroen Xsara di Sébastien Loeb. Una vittoria che vale il titolo mondiale piloti proprio davanti al binomio Loeb-Citroen che ancora oggi continua a dominare i rally. Se il marchio francese è imbattibile nel Gruppo A del WRC, Subaru continua a regnare nelle classifiche del Gruppo N dove in nove anni, dal 2003 al 2011, conquista sei titoli iridati di categoria.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Subaru , auto giapponesi , auto storiche


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