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pubblicato il 6 luglio 2012

De Tomaso è fallita

La sentenza di Livorno è un primo passaggio. Ora si aspettano gli sviluppi a Torino, mentre i lavoratori protestano

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Nel 2011 dovevano arrivare sul mercato tre modelli De Tomaso, ciascuno prodotto in 3mila unità l'anno, con un punto di pareggio indicato in 800 esemplari per modello venduti ogni anno. Invece siamo nel 2012 e il marchio che Gian Mario Rossignolo ha tentato di far rivivere è fallito senza aver mai prodotto una sola auto. Niente Deauville, niente SLS, anche se tutto era pronto, persino il listino, che avrebbe dovuto essere compreso tra i 90.000 e i 130.000 euro. Edoardo Filippo Rossignolo, Vice Presidente dello Sviluppo Prodotto De Tomaso, aveva detto ad OmniAuto.it durante il Salone di Ginevra 2011 che le ambizioni erano soprattutto rivolte verso i mercati esteri, come la Cina, ovvero verso quei mercati che stanno andando bene. Eppure neanche questo è bastato all'azienda per andare avanti. E se dalla De Tomaso non arrivano commenti ufficiali sulla sentenza del Tribunale di Livorno che ne annuncia il fallimento, c'è chi polemizza per i posti di lavoro persi e chi per il denaro pubblico ricevuto in questi anni.

L'operazione originale prevedeva un investimento immediato di 53 milioni di euro, che sarebbero diventati 120 nell'arco di tre anni e Rossignolo, attraverso la IAI (Innovation in Auto Industry), aveva rilevato il ramo dell'azienda Pininfarina garantendo l'occupazione a 900 dipendenti. Claudia Porchietto, assessore al Lavoro della Regione Piemonte, ha commentato la sentenza del giudice del Tribunale di Livorno - a cui ora seguirà la pronuncia del Tribunale di Torino - con queste parole: "Certamente non è mai un momento positivo quando viene decretato il fallimento di un'azienda, ma sono convinta che da un male in questo caso possa aprirsi una fase nuova quando avremo un quadro completo dal punto di vista giudiziario sarà prioritario chiedere la convocazione di un tavolo istituzionale al Mise per lavorare insieme al futuro dei dipendenti dell'ex De Tomaso: le grandi parti lese di tutta questa vicenda. La Regione Piemonte continuerà l'impegno a tutela dei lavoratori e dei livelli occupazionali. Non ci siamo mai fermati in precedenza e questa sentenza ci stimola a moltiplicare gli sforzi auspico però che da subito inizi un periodo di lavoro sinergico tra tutti gli attori istituzionali e le parti sociali, senza strumentalizzazioni, per trovare soluzioni concrete". Intanto i sindacati ricordano l'importanza di garantire continuità occupazionale e cercano soluzioni per i lavoratori.

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Tag: Mercato , produzione


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