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pubblicato il 6 luglio 2012

Truffe: l’Isvap striglia le Compagnie

L’organo di controllo esorta le Assicurazioni a vigilare sulle frodi

Truffe: l’Isvap striglia le Compagnie

Dalle Compagnie fantasma (le Assicurazioni false) ai sinistri fantasma (incidenti mai avvenuti) il passo è breve. Il mondo della Rc auto è in pieno allarme, come evidenzia l’Isvap, l’Istituto di vigilanza sulle Compagnie: l’Authority infatti entra a gamba tesa, come raramente aveva fatto in passato (o forse come non mai), sulle Società, invitandole addirittura a essere più attente in materia di truffe. E qui il paradosso ha del clamoroso: proprio le Assicurazioni che da anni lamentano i costi delle frodi in Italia, proprio le Imprese che chiedono un’Agenzia anti truffe nel nostro Paese, proprio quelle Aziende che giustificano le tariffe Rca salate con gli incidenti inventati o gonfiati, vengono messe in riga dall’Isvap in materia di sinistri fantasma.

TUTTO IN DISCESA
Entrando nei dettagli tecnici, l’Isvap - considerato il rilevante numero di segnalazioni che sta ricevendo dai consumatori - con lettera del 4 luglio è intervenuto presso le Imprese in relazione al fenomeno dei sinistri fantasma, richiamando la necessità di svolgere adeguati controlli volti a contrastare tali tentativi. Di che trattasi? Di incidenti mai accaduti, addebitati a ignari consumatori, che le Compagnie pagano ai presunti danneggiati, nell’ambito della procedura di risarcimento diretto, sulla base di richieste di rimborso spesso assistite da dichiarazioni testimoniali in odore di frode. Quindi, i furbetti fanno una constatazione amichevole falsa, con testimoni fasulli. L’assicurato, la vittima, viene a conoscenza del sinistro solo al momento del ricevimento dell’attestato di rischio che riporta l’applicazione del malus. Così la sua classe di merito schizza in altro di due gradini, la tariffa Rca va alle stelle e l’attestato di merito si sporca. Mentre il furbetto incassa il rimborso. Un doppio disastro: per l’automobilista innocente, e per il sistema Rca, giacché ogni truffa fa salire i costi assicurativi e riscalda i prezzi Rca.

CHE BEFFA
Talvolta l’assicurato, avvertito dalla propria Impresa del sinistro del quale sarebbe responsabile, pur avendo disconosciuto il sinistro, subisce la penalizzazione del contratto: sapete perché? Perché l’Assicurazione ha comunque già provveduto a pagare la controparte. L’Isvap ha più volte richiamato le Compagnie e da ultimo con la nota del 4 luglio a riaprire i casi di segnalazione da parte dei consumatori su sinistri fantasma, restituendo la parte del premio pagato per il malus non dovuto. Le Assicurazioni vengono sollecitate ad attivarsi tempestivamente nei confronti degli assicurati e dell’Impresa di controparte, potenziando i sistemi di controllo della gestione di tali sinistri per evitare che i comportamenti fraudolenti di alcuni si scarichino impropriamente sui consumatori onesti. Un richiamo, quello dell’Isvap, che suona stranissimo: pare quasi che le Compagnie subiscano passivamente questa situazione, per poi limitarsi semplicemente ad alzare i prezzi Rca.

I GUAI DELL’INDENNIZZO DIRETTO
Il cuore del problema sta comunque nell'indennizzo diretto, introdotto nel febbraio 2007 (è la Compagnia della vittima dell’incidente a risarcire il cliente, e non quella del responsabile del sinistro). Avrebbe dovuto abbassare i costi legati ai contenziosi, e invece le tariffe Rca salgono di continuo, così come le frodi, non ultimo i sinistri fantasma. Anzi, l’indennizzo diretto è proprio il motivo per cui le truffe aumentano (i sinistri fantasma sono sempre esistiti, sia chiaro). Infatti, l’Impresa “Gestionaria”, che ha ricevuto la richiesta di risarcimento dal presunto danneggiato, gestisce e liquida il sinistro, recuperando il forfait in Stanza di compensazione. Dopodiché, la Compagnia “Debitrice” addebita il sinistro “fantasma” e il relativo malus al proprio assicurato, nonostante il disconoscimento del sinistro da parte di quest’ultimo. Solo in rari casi la Debitrice prova a resistere alle pretese utilizzando gli strumenti previsti dalla Legge e dalla Convenzione d’indennizzo. Così la “Gestionaria” liquida quindi il sinistro e percepisce il forfait che viene addebitato dalla Stanza di compensazione alla Debitrice. La Debitrice applica il malus al proprio assicurato e il conseguente aumento di premio. Un meccanismo perverso, che ora molti automobilisti onesti, vittime delle truffe, stanno maledicendo.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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