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pubblicato il 4 luglio 2012

Carissimi Comuni, la pacchia è finita

Con il federalismo fiscale, addio agli Enti locali scialacquoni

Carissimi Comuni, la pacchia è finita

Altro che consulenze d’oro, strani giri di appalti, stipendi di lusso, e gettoni di presenza per sedute straordinarie notturne: per i carissimi (nel senso di costosissimi) Comuni italiani, la pacchia è finita. Così vuole lo spending review (il taglio alle spese; si va a caccia di 4,2 miliardi di risparmio) del Governo Monti e, soprattutto, questo è l’obiettivo del Copaff, la commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale presieduta dal professor Luca Antonini, che mette nel mirino pure i costi delle Polizie locale (peraltro un po’ vittime anch’esse delle gestioni allegre degli amministratori).

SOLDI CHE VOLANO VIA
Ma quali sono i Comuni che buttano via più denaro pubblico (di tutti noi contribuenti e automobilisti, multati e no) per gestire la Polizia locale? In attesa della documentazione ufficiale, secondo le indiscrezioni i Comuni che vanno da 20.000 a 500.000 abitanti, ossia quelli medi, sono molto cicale. Mentre i piccoli Comuni (under 10.000 anime) presentano tutti una spesa storica inferiore al fabbisogno standard teorico. Da oggi, la regola da seguire sarà molto semplice: a livello centrale, Roma fisserà i fabbisogni standard dei Comuni e delle Province, utili ai fini dello spending review, come approvati dal Copaff; così il supercommissario Enrico Bondi incaricato dei tagli potrà avere una situazione meno drammatica da gestire. Si pensi che solo nel 2010 la spesa degli Enti locali ha sfondato i 77 miliardi di euro, ossai il 5% del Pil. La strada che l’Esecutivo dei tecnici sta seguendo è più o meno questa: un questionario per i Comuni (sulla Polizia locale) e uno per le Province (sui servizi del mercato del lavoro) somministrati agli Enti locali nel gennaio 2011 (nel 2009 i Comuni hanno sborsato addirittura 2,5 miliardi per la Polizia locale, pari al 7,87% della spesa corrente, mentre le Province hanno speso 698 milioni sui centri per l’impiego, pari all’11,49% della spesa). Dopodiché, le statistiche vengono girate prima alla Ragioneria dello Stato e quindi al Consiglio dei ministri. Il tutto dovrà avere l’ok della Conferenza Stato-città e del Parlamento attraverso la Bicamerale per il federalismo e le commissioni competenti in materia finanziaria. E i tempi? I tagli alle spese dei Comuni devono avvenire per il 2013 in buona parte, con la conclusione del processo per il 2017.

CHI SGARRA PAGA
Se il Comune o la Provincia sfora il budget standard individuato a livello centrale, è automatica l'imposizione di un piano di rientro in tre anni. Così, dovrà fare attenzione Cosenza, il capoluogo più spendaccione con i Vigili urbani, e anche Grezzago (Milano) dove l’esborso è pari a 30 volte il costo standard individuato. Fra le Province, con il relativo ai servizi per l’impiego, la maglia nera va alla provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Ma i tagli sulla Polizia locale e sui servizi per l'impiego sono l’inizio della dieta: vanno eliminati altri “zuccheri pesanti” come l'amministrazione generale, i servizi sociali, i trasporti. Un’opera di risparmio e moralizzazione.

MULTE A TUTTO SPIANO
Mettendo il naso nei bilanci degli enti locali, è anche emerso che i Comuni della Liguria sono in testa alla classifica delle multe, delle sanzioni, dei sequestri e della rimozione dei veicoli, nonché delle attività investigative svolte dalla Polizia locale. Se a livello nazionale il valore medio della multa è pari a 274 euro ogni mille abitanti, in Liguria si schizza a 618,7 euro. La Toscana non scherza con 354 euro ogni mille abitanti, seguita dalla Lombardia con 312 euro. Ancora ai Comuni della Liguria il record delle rimozioni forzate dei veicoli: 12,1 euro per ogni mille abitanti, contro i 10 euro di Milano e Roma, e i 5,7 euro della media nazionale. Al di là delle cifre, se almeno i quattrini incassati con le multe fossero investiti in sicurezza stradale, l’automobilista potrebbe anche accettare questi salassi; il fatto è che a livello di asfalto e infrastrutture siamo messi malissimo, come denunciato anche di recente. No, proprio i conti non tornano.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Attualità , multe


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