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Mercato

pubblicato il 4 luglio 2012

Marchionne ribadisce: "In Italia c'è uno stabilimento in più rispetto alle necessità"

L'ad esamina la situazione di mercato e prevedere altri due/tre anni a questi livelli

Marchionne ribadisce: "In Italia c'è uno stabilimento in più rispetto alle necessità"

Sergio Marchionne alla presentazione della Fiat 500L ha ribadito che se il mercato italiano chiuderà l'anno, come si stima, a quota 1,4 milioni di auto, "ovvero i livelli del 1979, uno degli impianti italiani dovrebbe essere chiuso". Lo aveva già detto in passato spiegando che la produzione di vetture nel nostro Paese è molto legata alla domanda di auto proveniente dall'estero, soprattutto dagli USA. Qui in Europa, secondo Marchionne, "il mercato rimarrà a questi livelli per i prossimi 24-36 mesi". Confermato poi l'investimento a Mirafiori per un piccolo SUV con i marchi Fiat e Jeep, l'ad ha ricordato che la fabbrica serba di Kragujevac dove è prodotta la Fiat 500L dal 2013 assemblerà la vettura anche per gli Stati Uniti.

LA PRODUZIONE DI FIAT ALL'ESTERO
"Uno dei vantaggi che ha la Fiat è la volontà da un punto di vista dell'azienda di usare degli asset produttivi che abbiamo in Europa per essere usati da clienti americani o altrove - ha detto Marchionne -. Per esempio la proposta di Mirafiori era quella di usare lo stabilimento per produrre Jeep a livello di utilizzo internazionale". Ma "per fare tutto ciò dobbiamo offrire delle condizioni di produttività ai clienti americani che sono l'equivalente di quelli che sono in America. Abbiamo appena annunciato il terzo turno a Jefferson dove continuiamo a incrementare la nostra capacita' produttiva del sistema americano e stiamo arrivando ai limiti di quello che sarà capace di produrre. Con quello che abbiamo in America adesso, con gli stabilimenti messicani e canadesi possiamo arrivare a 2 mln e 800mila vetture e quindi raggiungere il target che avevamo stabilito per il 2014. Oltre a quella soglia là non abbiamo capacità. Il problema che abbiamo noi è che fino a quando non riusciamo a trovare un accordo per mantenere un livello di tranquillità industriale in Italia per poter produrre vetture nel nostro Paese e usare questo asset anche per esportare, diventa molto difficile guardare gli stabilimenti italiani come risposta ad un mercato europeo. Se quella è la domanda, c'è almeno uno stabilimento extra e quindi bisognerebbe tagliare uno dei 4 produttori di auto che abbiamo in Italia. Se riusciamo a indirizzare questa capacità verso l'America il problema scompare. Ma per arrivare a quel livello lì dobbiamo avere la tranquillità di gestire gli stabilimenti. Non posso fare discorsi su 145 persone di reintegro, non possiamo fare scegliere chi produce vetture ad altri. Il diritto di fare impresa rimane alla Fiat".

IL MERCATO ITALIANO E' DIFFICILE ANCHE PER I PREZZI
Sull'Italia Marchionne non ha dubbi: è un "mercato estremamente difficile". "Il problema - ha spiegato - non sono soltanto i volumi ma i prezzi". Per la Punto "abbiamo analizzato i margini sulle nuove vetture anche nel segmento B che sono state lanciate di recente, con i prezzi che ci sono in giro adesso in Europa posso garantire che sarebbe un grandissimo fallimento fare una nuova Punto adesso. C'è una guerra al ribasso. Va molto bene per i clienti ma non va bene per i produttori. Bisogna essere estremamente cauti".

PRODURRE QUANDO LO RICHIEDE IL MERCATO
Marchionne ha quindi ribadito l'importanza di produrre con "tranquillità industriale", secondo il manager per tornare in attivo occorre "produrre quando lo richiede il mercato senza avere problemi, come si fa nel resto del mondo. Non è un problema di tassazione - dice Marchionne - . E' un problema di condivisione di obiettivi che sono molto chiari: raggiungere livelli di competitività che sono per lo meno paragonabili a quelli delle altre parti del mondo. Se vogliamo inventarci altri standard possiamo anche farlo, ma non si può usare la cassa della Fiat" per fare queste cose.

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Tag: Mercato , produzione , torino


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