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pubblicato il 3 luglio 2012

Grandi opere, grande corruzione?

La Corte dei conti: infrastrutture, con la corruzione costi +40%

Grandi opere, grande corruzione?

Un appalto per costruire una strada in Italia, teoricamente da un milione di euro, cresce fino a 1,4 milioni: il motivo? La corruzione. Non è un discorso da bar, con gli avventori che fanno a gara a chi la spara più grossa; ma una statistica altamente drammatica appena sfornata dal procuratore generale della Corte dei conti, Salvatore Nottola, in occasione della presentazione del Giudizio di parificazione sul Rendiconto generale dello Stato del 2011: la corruzione fa salire i costi delle Grandi opere del 40%.

“LIEVITAZIONE STRISCIANTE”
La denuncia di Nottola è netta e precisa: "Il fenomeno corruttivo è dato dagli ingiusti costi che esso provoca all'economia e dalla necessità di individuazione dei possibili rimedi sia per la prevenzione sia per la reintegrazione del patrimonio". Il risultato - ha spiegato ancora il procuratore generale della Corte dei conti - è che “i costi sono immediati o diretti, costituiti dall'incremento della spesa dell'intervento pubblico: c'è una lievitazione dei costi strisciante e una lievitazione straordinaria che colpisce i costi delle Grandi opere, calcolata intorno al 40%”. Ma alla fine, secondo Nottola, “il danno indiretto, e forse più grave, è quello inferto all'economia nazionale, perché la corruzione allontana le imprese dagli investimenti: è stato calcolato che ogni punto di discesa nella classifica di percezione della corruzione provoca una perdita del 16% degli investimenti dall'estero". Ecco il guaio collaterale: l'Italia attualmente è al 69° posto su 182 Paesi in quanto a percezione della corruzione: un danno d’immagine terribile, con gli investitori stranieri che stanno alla larga dallo Stivale.

DISEGNO DI LEGGE
A tale proposito, proprio in queste ore è arrivato al Senato il Disegno di legge anticorruzione che ratifica le due convenzioni di Strasburgo: obiettivo, potenziare la lotta alla corruzione penale e civile e che introduce, tra gli altri provvedimenti, il reato di corruzione privata.

INVESTIMENTI
Una relazione pesante, quella della Corte dei conti, che ovviamente stride un po’ con l’obiettivo del ministro dello Sviluppo econonico, Corrado Passera, il quale punta fortissimo sulle Grandi opere: nelle settimane scorse ha detto che si deve mirare "all'apertura dei cantieri, lavori grandi, medi e piccoli: lavoriamo per risorse pubbliche ulteriori, abbiamo individuato 25 miliardi di nuovi interventi e lavoriamo per trovare le risorse. Complessivamente possiamo movimentare lavori per 70-80 miliardi, circa 20 miliardi all'anno per cassa". Con un occhio pure alle banche: "Incontreremo il sistema bancario perché siamo convinti della disponibilità ad anticipare 20-30 miliardi che in un momento come questo possono fare la differenza".

PROBLEMA EVASIONE
Al di là della questione strade e infrastrutture, il presidente di Sezione della Corte dei Conti, Luigi Mazzillo, ha spiegato che lo "zoccolo duro" dell'evasione fiscale è stato "appena scalfito" dall'azione di contrasto agli evasori. messa in atto dal Governo Monti: “Bisogna consolidare i risultati dell'attività repressiva, monitorando i comportamenti successivamente tenuti da parte di chi è stato sottoposto a controllo. Vanno premiati e aiutati i comportamenti adesivi e vanno evitate le esasperazioni dei controlli formali e le trappole della minuta e vessatoria regolamentazione che vi sono associate". Insomma, questo il monito lanciato dalla Corte dei conti, evasione fiscale e corruzione “sono anzitutto una grande sfida”. Resta da vedere se l’Italia ce la farà a vincerla.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Attualità , infrastrutture


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