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Retrospettive

pubblicato il 1 luglio 2012

500 Club Italia, il sodalizio dei record

Istituito nel 1984, conta ha più di 21.000 iscritti e il raduno di Fiat Nuova 500 più numeroso della storia

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A fare la storia dell’automobile non sono soltanto ingegneri e designer, piloti e dirigenti illuminati, ma pure gli estimatori delle loro opere. Coloro che con la loro passione mantengono vive nel tempo le vicende di un modello o di un marchio che altrimenti rischierebbero di perdersi in un oblio senza ritorno. Un’opera di preservazione della memoria fondamentale per comprendere il passato e costruire un futuro migliore, ma pure per rendere più gioioso il presente scrivendo nuove pagine della storia dei motori, forse meno note, ma ricche di significato. Come quelle del Fiat 500 Club Italia, sodalizio nato quasi per caso e oggi entrato nel Guinness dei primati.

IL PRIMO RADUNO CON DANTE
Correva il 1983 quando Comune e Proloco di Garlenda decidono di creare una manifestazione per attirare nella piccola località dell’entroterra della Liguria di ponente un po’ del turismo che affolla le spiagge della vicina Alassio e delle altre città balneari. Nasce così l’idea di rendere omaggio alla Fiat Nuova 500, da otto anni fuori produzione dopo quasi un ventennio trascorso nelle catene di montaggio e ancora nel cuore di molti automobilisti della Penisola, compresi molti degli abitanti del borgo della Val Lerrone che ancora la possiedono e la utilizzano. Tra i promotori Domenico Romano, sindaco di Garlenda, che approva l’organizzazione di un raduno riservato ai possessori del “Cinquino” che ha luogo il 15 luglio 1984 nel campo sportivo del comune in provincia di Savona. A partecipare sono una trentina di appassionati e un ospite d’eccezione, Dante Giacosa, uno dei maestri della scuola motoristica nazionale e “papà” di numerosi modelli entrati nella leggenda, compresa la Nuova 500 del 1957.

GLI AMICI DELLA 500
La riconoscenza di Dante, che definisce l’iniziativa “inusitata ed encomiabile”, fornisce nuova vitalità al ristretto gruppo di promotori. Un entusiasmo che cresce con l’incontro di Ronald e Annelies Hoeven, due turisti olandesi di passaggio in riviera che segnalano la presenza di un club nei Paesi Bassi riservato alla 500 fondato nel 1980. Il desiderio di incontrare gli appassionati olandesi è immediato e non passa molto tempo che Domenico è in viaggio con l’amico Giuseppe Nespolo per il Nord Europa. Un pellegrinaggio che, di fatto, segna la nascita degli “Amici della 500”, il club che si aggiunge alla Proloco nella promozione dell’evento che già alla seconda edizione raggiunge quota 100 iscritti. E’ l’inizio di un’ascesa repentina di presenze e notorietà che nel 1986 porta a Garlenda più di 300 possessori del “Cinquino” e alcuni volti dello spettacolo, dai rinomati Gianfranco Funari e Sandra Milo agli emergenti Piero Chiambretti e Simona Ventura, fresca Miss Muretto. Ad aderire è pure la dirigenza del marchio di Torino con la partecipazione dell’allora vicepresidente Fiat Giovanni Nasi.

L’ASSOCIAZIONE DEI “CINQUINI”
La passione per la 500 continua a crescere in Italia e all’estero. Ad alimentarla sono soprattutto due episodi, il primo Tour Europa del 1987 che vede partire da Geleen, in Olanda, oltre 100 vetture, e l’uscita del primo libro dedicato alla creatura di Giacosa curato da Romano Strizioli. Un volume che, presentato alla trasmissione Rai condotta da Pippo Baudo “Uno su cento”, crea ancora più interesse per la 500 e, indirettamente, per l’evento di Garlenda. La conseguenza è che il campo sportivo diventa insufficiente ad ospitare i “Cinquini” provenienti ormai da tutta Europa costringendo gli organizzatori a trasferirsi nel più ampio Parco Villafranca, ancora oggi sede del meeting. Sono anni di grande fervore, gli “Amici della 500” continuano ad allacciare amicizie con sodalizi ed estimatori presenti sul territorio e avviano la pubblicazione di “4piccoleruote”, il magazine della 500 e dei suoi appassionati che nel nuovo secolo sarà affiancato dal frequentatissimo sito web del club e dalle pagine su Facebook, Twitter, Youtube. Un periodo frenetico che non può che sfociare in una nuova struttura più organizzata e strutturata, il Fiat 500 Club Italia. Il battesimo del nuovo sodalizio avviene il 13 marzo del 1990 con l’elezione a presidente di Gian Paolo De Capitani, entusiasta del “Cinquino” e da sempre presente agli eventi di Garlenda, e a presidente onorario del sindaco Romano. L’intento del Club è chiaro e ribadito nello Statuto: “diffondere e mantenere vivo l’interesse per la Fiat 500 nella sua valenza di fenomeno sociale e di costume; favorire nel comune amore per la Fiat 500 l’amicizia e la solidarietà tra le persone, senza alcuna distinzione di età, estrazione sociale, sesso, nazionalità o razza; creare e promuovere occasioni di incontro e confronto fra gli amatori della Fiat 500; promuovere ed attuare iniziative volte alla conservazione della capacità di circolazione e funzionalità su strada delle autovetture Fiat 500”.

L’ATTIVITA’ BENEFICA E STORICA
La neonata associazione porta ancora più vigore all’attività. In Italia si sviluppano le sezioni locali che promuovono eventi sul territorio in ogni angolo della Penisola. All’estero sono sempre di più le richieste di condivisione, come quelle provenienti dal lontano Giappone dove il mito per l’utilitaria di Giacosa è solidissimo. Nel 1991 gli iscritti sono già più di 1.000, un numero destinato a salire rapidamente di anno in anno. Intanto il Meeting Internazionale di Garlenda diventa sempre più affollato e attrattivo con proposte ludiche sempre più coinvolgenti, tra le quali la festa nel Parco Acquatico “Le Caravelle” di Ceriale. Intanto si intensificano pure le iniziative collaterali, prime tra tutte quelle benefiche come la “Befana al Gaslini” che ogni anno vede una delegazione del sodalizio recarsi nel giorno dell’Epifania all’Istituto Medico Pediatrico Gaslini di Genova per portare piccoli omaggi e grandi sorrisi ai bambini più sfortunati. Una devozione nei confronti dei più piccoli che ha il suo culmine nel 2010, quando il Club è nominato Testimonial di Pace Unicef per la sua intensa attività sociale e umanitaria. E sempre a metà degli anni Novanta ha origine quello che diventerà il Registro Storico di Modello Fiat Nuova 500, sezione che ha il suo momento primario nel 1995 con l’iscrizione della prima 500 all’Automobilclub Storico Italiano da parte Enrico Bo, commissario tecnico del sodalizio ligure. Contributi alla conservazione della memoria arrivano anche dalla federazione all’ASI del club, dalla creazione del Museo multimediale della 500 “Dante Giacosa” e del Premio “Personaggio Fiat 500 Club Italia”. Un riconoscimento che annovera tra i vincitori Dante Giacosa, Giovanni Nasi, Renzo Arbore e Cristina Siletto, giovane ingegnere Fiat a capo, tra l’altro, del “Progetto 199” sfociato nella Grande Punto. E naturalmente, Roberto Giolito, designer dell’attuale 500 e oggi direttore del Centro Stile Fiat & Abarth.

L’ERA DEL GUINNESS
Con l’intensificarsi delle attività crescono pure le presente al raduno di Garlenda. Nel 2005 si stabilisce il nuovo record con 622 biciclindriche provenienti da tutto il mondo. Un primato destinato a durare poco, tanto che l’anno successivo si arriva a quota 754, quanto basta per formare un’enorme scritta “500” all’Ippodromo di Villanova d’Albenga ripresa da una fotografia aerea che farà il giro del mondo. Un incontro, quello del 2006, che fa entrare il sodalizio nel Guinness World Record grazie al serpentone senza fine di “Cinquini” che invade le strade tra Villanova e Garlenda. E’ il preludio all’apoteosi che sconvolge l’entroterra savonese nel 2007, anno dei festeggiamenti per i 50 anni della creatura di Giacosa e del debutto dell’erede voluta dalla dirigenza Fiat. Una coincidenza unica che convoglia a Villanova d’Albenga ben 1.438 cinquecentisti provenienti da oltre 20 nazioni, un popolo che accoglie con clamore la neonata “nipotina” giunta nel locale ippodromo con un scenografico atterraggio in elicottero.

OLTRE 21.000 ISCRITTI
Se il 2007 è stato l’anno dei record, sono ancora oggi migliaia le 500 e derivate che giungono a Garlenda per l’annuale incontro internazionale. Un numero al quale si devono aggiungere le iscrizioni ai centinaia di raduni annuali che si tengono in tutta Italia, comprese quelli in luoghi di fascino, come le Tre Cime di Lavaredo, Portofino, Capri e Ischia. In crescita costante sono pure la conta degli iscritti, che oggi supera quota 21.000, e delle iniziative. Tra le più recenti citiamo la costituzione di una casa editrice, la 500 Club Italia Edizioni, che tra l’altro ha pubblicato “La favola del Cinquino”, scritto dagli alunni delle scuole elementari e con proventi devoluti all’Unicef, “Fiat 500 - Storia di una passione”, dove Domenico Romano e Stefania Ponzone narrano la vita del sodalizio attraverso simpatici aneddoti e la cronistoria degli eventi, o “Colora la tua mitica 500” dedicata ai piccoli soci. Da segnalare pure il Centro di Documentazione per l’Educazione Stradale inaugurato presso il Museo, la giornata della sicurezza promossa con la Polizia Stradale e le scuole locali e le numerose mostre a tema: da “500, Cars&Comics” dedicata alle auto dei fumetti all’esposizione fotografica “Il cinquino nel paesaggio italiano” fino a quella attualmente in corso dal titolo “500 Contemporary Art Meeting”. Un evento da gustare, possibilmente nei giorni del Meeting di Garlenda, che nel 2012 festeggia la 29° edizione dal 6 all’8 luglio.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Fiat , auto storiche , club


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