dalla Home

Test

pubblicato il 27 giugno 2012

Lancia Flavia, tu vuò fà l’americana

Comoda e con stile personale, punta sul comfort e su un listino all inclusive concorrenziale

Lancia Flavia, tu vuò fà l’americana
Galleria fotografica - Lancia FlaviaGalleria fotografica - Lancia Flavia
  • Lancia Flavia - anteprima 1
  • Lancia Flavia - anteprima 2
  • Lancia Flavia - anteprima 3
  • Lancia Flavia - anteprima 4
  • Lancia Flavia - anteprima 5
  • Lancia Flavia - anteprima 6

“Tu vuò fà l'americano”, cantava Renato Carosone nel 1956, anno nel quale Lancia cercava fortuna oltreoceano con l’Aurelia GT 2500 “America” Convertibile. Mezzo secolo dopo sono gli Stati Uniti a fornire al marchio fondato da Vincenzo la decapotabile per l’Europa con la reinterpretazione in stile Lancia della Chrysler 200 Covertible, la Flavia. Un nome illustre che negli anni Sessanta affascinò gli italiani con le sue versioni firmate dai migliori designer dell’epoca, dalla coupé di Pininfarina alla “Sport” di Zagato e alla cabriolet di Vignale. Versione scoperta che rimane l’unica superstite della gamma moderna che sfida le open air del segmento D del Vecchio Continente, su tutte l’Audi A5, la BMW Serie 3, la Mercedes Classe E e la Volvo C70.

CABRIO EXTRA LARGE
Il modello definitivo non si discosta molto dalle show car viste a Francoforte 2011 e Ginevra 2012 dalla chiara impronta USA con i suoi ingombri extra large: 1,48 metri di altezza, 1,84 di larghezza e 4,95 di lunghezza, 25 in più della più grande delle rivali, quella con la “Stella”. Volumi non semplici da distribuire nelle giuste proporzioni, ma che i designer sono riusciti rendere armonici con linee semplici e dettagli raffinati che conferiscono al modello una sobria eleganza. Come il classico scudo Lancia cromato che domina il frontale insieme ai proiettori avvolgenti e ai piccoli, ma pregiati, fendinebbia nascosti nelle prese d’aria inferiori. Riuscita la linea laterale, resa leggera e filante dalla nervatura orizzontale e dai cerchi in lega da 18”, apprezzabile soprattutto nella configurazione open air, mentre con il telo a coprire il cielo appare più evidente l’eccessiva lunghezza del baule. La coda è resa snella dal taglio sottile dei fari a LED raccordati da un inserto cromato e dalla storica scritta Flavia, evidente omaggio all’antenata. Da notare l’insolita posizione delle luci di retromarcia, nascoste all’altezza del terminale di scarico.

L’ABITACOLO E’ LANCIA
Se fuori c’è molta America, dentro a dominare è la tradizione stilistica italiana, con alcuni particolari, come il classico orologio analogico con fondo bianco, di chiaro design nostrano. Un elemento che crea un positivo contrasto con il moderno display da 6,5” del sistema Uconnect Media Center con navigatore satellitare, connettività Bluetooth, comandi vocali e hi-fi Boston Acoustics Sound System. Un impianto con sei altoparlanti che abbiamo apprezzato per le qualità acustiche e per il disco fisso da 40 GB che, dicono in Lancia, può contenere fino a 6.700 brani per viaggiare per due settimane senza mai ascoltare le stesse note. Un data base ampliabile grazie alla possibilità di connettere tramite le porte USB e AUX altri dispositivi elettronici.
A completare la plancia sono rivestimenti morbidi in tono scuro che si contrappongono al bianco della selleria in pelle e le numerose cromature, comprese quelle del volante e dei tre elementi circolari del cruscotto. Con il primo che si fa apprezzare per l’impugnatura piacevole al tatto e i comandi di radio, cruise control e telefono integrati, e il secondo per lo stile classico che lascia poco spazio ai display digitali che, tra l’altro, riportano le informazioni del computer di bordo. Meno lodevoli i materiali impiegati per alcune parti a minore contatto tattile, quale la parte bassa delle porte o quelle laterali della consolle.

SPAZIOSA DAVANTI, MENO DIETRO
Al piacere degli occhi si aggiunge quello conferito dai comodi sedili riscaldabili, con regolazione longitudinale e verticale elettrica (l’inclinazione dello schienale è manuale) e appoggiatesta “attivi”. Con un passo di 2,76 metri, lo spazio non manca, soprattutto davanti dove i passeggeri possono usufruire di 1,07 metri per le gambe e 1,43 alle spalle. Più deludente, in proporzione alle dimensioni, sono i due posti posteriori, al quale si accede con più fatica di quanto ci si attenderebbe e dove i centimetri per le gambe rischiano di scomparire se davanti si siede un cestista. In compenso, la seduta è profonda e lo spazio in larghezza abbondante. Ridotto, sempre in relazione alla lunghezza, pure il vano bagagli in grado di ospitare 198 litri con capote aperta e 377 con telo chiuso. Valori modesti se si pensa che la A5 Cabrio lunga “appena” 4,63 metri ha valori di 320-380 litri e la Classe E arriva a 390 litri. Il “problema” è dell’ingombrate capote elettrica che impiega 28” per aprirsi tenendo premuto il pulsante sul tunnel. Per contro, il meccanismo è impeccabile e l’insonorizzazione è notevole, merito pure della cura aerodinamica che riduce al minimo i frusci anche a velocità elevate. Una qualità che si gradisce viaggiando open air, possibilmente con l’utile frangivento che si applica in pochi minuti appena dietro i sedili anteriori che, però, costringe a rinunciare ai due posti posteriori.

PIU’ COPPIA CHE CAVALLI
Che la Flavia non è pensata per correre, ma per godersi il panorama con il massimo benessere lo dimostra la scelta del motore, un 4 cilindri da 2,4 litri con testata a 16 valvole con doppio variatore di fase in grado di erogare 170 CV a 6.000 giri/minuto. Non molti per muovere 1.856 kg di massa, soprattutto se accoppiato a un cambio automatico tradizionale a 6 velocità. Una trasmissione con una velocità di cambiata modesta se confrontata con i sistemi a doppia frizione come lo stesso TCT dell’Alfa Romeo Giulietta, lentezza che permane, pur meno evidente, anche con modalità sequenziale che consente di selezionare i rapporti manualmente spostando a destra o sinistra la leva del cambio. In ogni caso spingendo fino ai 6.500 giri del limitatore si può arrivare a 195 km/h e scattare da 0 a 100 km/h in 10,8”. A farsi apprezzare è piuttosto l’elasticità di marcia conferita dai 220 Nm a 4500 giri/minuto di coppia massima e dall’erogazione progressiva dei cavalli.
I consumi, considerata massa e meccanica, non possono che essere alti. I dati di omologazione sono di 13,6 l/100 km in città, di 7,0 sulle strade extraurbane e di 9,4 nel ciclo misto. Nella nostra prova di oltre 150 km abbiamo rilevato una media di 7,3 l/100 km viaggiando a velocità modesta in autostrada (110-120 km/h), valore che è salito rapidamente verso i 12,5 l/100 km salendo nelle collina dell’entroterra. L’impressione, comunque, è che rimanere sotto i 10 km/l è impresa improba e che difficilmente si faranno più di 8 km/l. Proporzionate ai consumi sono le emissioni di CO2 che si attestano a 221 grammi/km.

L’ASSETTO E’ EQUILIBRATO
A confermare l’impostazione dedita al comfort è la taratura morbida degli ammortizzatori che consente di assorbire in modo efficace le asperità del terreno. Una scelta che non impedisce di avere momenti di guida divertenti grazie al volante preciso e reattivo e al buon assetto generale conferito dalle sospensioni con schema McPherson nell’anteriore e Multilink nel posteriore. Una dinamica da gustare soprattutto sugli ampi curvoni autostradali piuttosto che su strade ricche di curve strette dove massa, lunghezza e la taratura soft riducono l’agilità di guida. La sensazione, comunque, è che tenuta di strada e stabilità rimangono sempre ben al di sopra dei livelli di sicurezza attiva auspicabili, merito pure dell’efficienza dell’impianto frenante dotato di ABS di ultima generazione e della presenza dei consueti sistema elettronici di controllo di stabilità e trazione. Meno lodevole la visibilità, in particolare a tetto chiuso a causa del lunotto piccolo e della ampia copertura in tela laterale.

COSTA POCO ED E’ “ALL INCLUSIVE”
Proposta con un allestimento unico, la Flavia offre poche possibilità di scelta che, di fatto, si limitano ai colori di carrozzeria, interni e capote. Unico optional, per altro “obbligatorio”, è la vernice metallizzata o extraserie (1.000 euro) al quale, in realtà, si aggiungono i dispositivi della linea accessori che, tra l’altro, comprendono cerchi di diverso disegno, l’illuminazione interna a LED blu, bulloni antifurto, sensori parcheggio anteriori e posteriori, porta bici e borse e abbigliamento in “tinta”. Il resto praticamente fa parte della ricca dotazione di serie che include, oltre a quanto già citato, quattro airbag (anteriori multistage e laterali), attacchi Isofix, climatizzatore automatico (ma non bi-zona), sensore crepuscolare, sistema di rilevamento pressione pneumatici e specchietti riscaldati e regolabili elettricamente. Il tutto a 37.900 euro, importo concorrenziale rispetto alle contendenti che hanno listini ben più elevati considerato la più economica Volvo parte da 39.300 euro e che per Audi, BMW e Mercedes si superano facilmente i 42.000 euro. Certo il trio tedesco e la scoperta svedese appaiono più attrattive per finiture, qualità degli assemblaggi e motorizzazioni, nonché per la gamma più ampia comprensiva delle più richieste versioni a gasolio. Rimane il fatto che la Flavia offre a chi non ha velleità sportive un modello di classe ideale per rilassanti viaggi open air a un prezzo inferiore di almeno 4-5.000 euro. Che di questi tempi non sono pochi.

Scheda Versione

Lancia Flavia
Nome
Flavia
Anno
2012 - F.C.
Tipo
Premium
Segmento
medie
Carrozzeria
Cabriolet
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
VAI ALLA SCHEDA

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Test , Lancia , auto italiane


Top