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pubblicato il 26 giugno 2012

Pirelli P Zero Corsa System, a Valencia con tre supercar

McLaren MP4-12C, Lamborghini Aventador e Porsche 911 in pista con l'ultima versione dei P Zero nati 25 anni fa

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La Ferrari ha vinto il Gp d'Europa sul circuito cittadino di Valencia. Fernando Alonso è in testa al mondiale di Formula 1 con una gara prodigiosa che lo ha portato sul gradino più alto del podio dall'undicesima posizione in griglia di partenza. Una rimonta clamorosa su un tracciato dove è sempre stato quasi impossibile sorpassare. Lo spagnolo, rasentando i muretti, ha effettuato undici sorpassi in pista (senza contare quelli ai pit stop): il merito di questo miracolo va riconosciuto alle gomme Pirelli che permettono strategie di gara molto diverse, regalandoci Gp spettacolari e combattuti come non si vedevano da tempo.

25 ANNI DEL P ZERO
La Pirelli a Valencia ha celebrato una ricorrenza importante: i 25 anni del P Zero. Una sigla che identifica una gomma che in realtà è diventato un brand. Sono P Zero gli pneumatici della Formula 1, che in versione stradale hanno ottenuto 240 omologazioni. Abbiamo avuto la riprova di come la tecnologia del Motorsport venga trasferita alle supercar: P Zero, infatti, è la gomma Pirelli Ultra High Performance, punta di diamante del segmento premium. Lanciato nel 2007, il nuovo P Zero è stato costantemente sviluppato in collaborazione con le principali Case automobilistiche che l’hanno scelto per equipaggiare i modelli più sportivi e prestazionali. Non è corretto parlare di un unico P Zero per il primo equipaggiamento, ma di uno pneumatico matrice da cui sono derivate le numerose versioni speciali, appositamente sviluppate per le singole vetture.

LE DUE PISTE DI VALENCIA
E Valencia è diventata un'occasione speciale, se non unica: alla cornice meravigliosa della F.1, è stato abbinato il test sul tracciato Riccardo Tormo (quello della MotoGp, tanto per intenderci) per provare in pista le caratteristiche del P Zero Corsa System su tre supercar: McLaren MP4-12C, Lamborghini Aventador e Porsche 911, vale a dire le tre regine che hanno usufruito del lavoro congiunto tra i ricercatori Pirelli e i progettisti, al pari di quello che avvenne nel 1987 per la F40 Ferrari quando il P Zero è nato.

SULL'AVENTADOR CON LA SAFETY CAR
Il tracciato è quello esterno fra le configurazioni possibili, visto che l'infield è stato bagnato per le prove del P Zero Blue. Fa molto caldo, ma un venticello mitiga la temperatura e rende accettabile il clima. Saliamo sulla Lamborghini Aventador dopo che i tecnici della Casa di Sant'Agata Bolognese ci hanno spiegato le caratteristiche di questa bomba. Davanti a noi c'è una Gallardo con un istruttore che ci fa da utile safety car (sia per indicare l'andamento della pista, sia per limitare gli eccessi...).


UNA BOMBA DA 700 CV
L'Aventador ruggisce al tocco del nostro piede sull'acceleratore e sprigiona la sua potenza di 700 CV con una progressione esaltante: in fondo al rettilineo, che si percorre in sesta, c'è una staccata impegnativa con svolta a sinistra. La Lamborghini resta incollata a terra, ma chiede strada per esprimere le sue caratteristiche: saliamo sul cordolo esterno e con si scompone. Si apprezza la struttura del P Zero che riesce a contenere la deformazione del profilo anche a velocità elevatissime (fino a 370 km/h). La pista è racchiusa in una sorta di stadio: le tribune fanno da cornice a tutto il perimetro e deve fare un certo effetto correrci quando sono piene. Non ci facciamo distrarre da altri pensieri perché siamo già al tornantino in leggera salita: la frenata è imperiosa, mentre l'inserimento ci porta con una certa facilità al punto di corda.

P ZERO CORSA SYSTEM ASIMMETRICO
Disponiamo del P Zero Corsa System che è la gomma più sportiva della gamma stradale Pirelli nata nel 2010 grazie alla partnership con Lamborghini: la Casa milanese ha studiato questo pneumatico per la Gallardo LP 570-4 Superleggera, abbinando all’evoluzione del precedente direzionale il nuovo Asimmetrico. Il P Zero Corsa System ha un battistrada direzionale per l’anteriore e asimmetrico per il posteriore. Questa scelta ritarda sul bagnato il fenomeno dell’acquaplaning alle gomme semi-slick: il disegno direzionale ha incavi longitudinali utili a espellere l’acqua dall’impronta della copertura, mantenendo la precisione di sterzata e la tenuta in curva. Il disegno asimmetrico, invece, per l’ampia superficie di contatto e la maggiore rigidità, migliora l’handling. L'Asimmetrico grazie ai tasselli a spalla piena garantisce le prestazioni su asciutto anche nelle condizioni di guida più estreme. E che non si tratti di chiacchiere lo scopriamo nell'ultimo curvone a sinistra che scavalla una schiena d'asino in contropendenza, prima di immettersi sul rettilineo d'arrivo: la Aventador
sguscia agile e sicura verso il dritto dove si possono scaricare le marce fino al limitatore senza mai accusare pattinamenti di potenza, ma la velocità non è mai quella che le sarebbe davvero concessa perché la safety car svolge al meglio il suo compito.

SULLA MCLAREN MP4-12C
Al gustoso antipasto della Lamborghini fa seguito l'opportunità di guidare in libertà la McLaren Mp4-12C. La Casa di Woking non impone la safety car, ma un tutor sul sedile del passeggero. Scegliamo Alvaro Parente, il pilota portoghese per anni protagonista della GP2 e che ora è impegnato nel FIA GT1 con l'Hexis Racing che fa correre la McLaren in versione GT3. Saliamo su quella con guida a destra, nel più classico stile british. Non avendo la leva del cambio a sinistra (ci sono i paddle al volante), non si rileva nella guida alcuna differenza rispetto al salito. Quando si chiude la portiera a pantografo si scopre la silenziosità nell'abitacolo al minimo. Alvaro ci racconta che è possibile guidare in varie configurazioni passando dalla stradale a quella sportiva. Lasciamo a lui la facoltà di gestire i manettini, per concentrarci sulla pista, la vetture e le... gomme.

STESI IN TERRA COME SU UNA MONOPOSTO
Si è praticamente sdraiati per terra, come se si fosse su una monoposto, e si apprezza da subito l'ergonomia del posto guida che deve essere stato studiato a lungo, perché basta far scivolare il sedile in avanti per trovarsi nel... guscio ideale. Il V8 fa sentire i 600 cavalli e le cambiate con la doppia frizione sono precise anche se non velocissime in modalità stradale. A Woking hanno pensato la vettura per renderla usufruibile anche nel traffico e nelle lunghe percorrenze. Il primo giro trascorre in fretta per capire dove mettere le ruote e, soprattutto, per trovare i punti di frenata.

UNA SUPERCAR SINCERA
L'impressione immediata è di guidare la supercar e non di essere portati: questo dà una sensazione di sicurezza che incentiva ad alzare gradualmente il ritmo. La McLaren monta il motore in posizione posteriore-centrale: assicura un ottimo inserimento in curva con un ridotto angolo di sterzo, per cui non è affatto faticosa da condurre, ma esige una pulizia di guida se si vuole essere redditizi, anche se dispone del Brake Steer system che annulla il sottosterzo “pinzando” il freno della ruota posteriore interna in staccata.

P ZERO CON NANO-COMPOSITI
Il P Zero Corsa System utilizza speciali nano-compositi nelle mescole del battistrada e del tallone, che assicurano contemporaneamente alla vettura guida confortevole e prestazioni sportive. Il disegno del battistrada, grazie ai tre ampi incavi longitudinali, garantisce l'aderenza e un buon comfort acustico, mentre il profilo asimmetrico consente un’usura regolare.

CURVONE DA FARE IN PIENO
Il punto più impegnativo di Valencia è il curvone nella parte centrale che si può affrontare in piena accelerazione (se si ha cuore) a cui fa seguito una violenta staccata da seconda marcia per la curva a sinistra che immette nella successiva destra di raccordo. La McLaren tanto più tiene, tanto maggiore è la velocità con cui si riesce ad affrontare il curvone: è una vera goduria che solo le macchine da corsa sanno regalare. Il curvone in appoggio ha anche un leggero dosso a rendere più difficile la percorrenza di questo tratto molto tecnico. Arriviamo alla staccata con una velocità sicuramente elevata e freniamo poco oltre i birilli che sono stati messi ai lati dell'asfalto per segnalare il punto di sicurezza.

UN DRITTO NELLA... GHIAIA
Il muso si schiaccia sull'anteriore, ma il retrotreno continua a spingere: mentre la staccata non è ancora finita, proviamo a dare un leggero colpo sullo sterzo per azzardare un inserimento quasi sulla linea bianca che delimita la pista, ma Parente fulminio ci indica che è meglio tirare dritto. È un attimo: raddrizziamo le ruote e puntiamo sulla via di fuga in ghiaia. Le Pirelli P Zero assecondano i movimenti con prontezza di reazione ed è in queste situazioni di emergenza che si scopre se una gomma garantisce le mirabilie che ti promettono. Evitiamo il possibile testacoda: eccellente la tenuta laterale sia della McLaren che delle Pirelli e saltellando sul dune della via di fuga cerchiamo di riprendere la pista.

CHE GRIP IN MANCANZA DI ADERENZA!
Non ci azzardiamo a frenare (ci pianteremmo in modo inglorioso nella sabbia!), ma accompagniamo la McLaren con delle pompate sul pedale con il piede sinistro, perché cali la velocità che resta comunque alta. Tagliamo ancora il nastro d'asfalto, e siamo già all'uscita della esse della pista, e ripiombiamo inevitabilmente nella ghiaia dopo che Parente ci ha indicato di non azzardare il ritorno sull'asfalto. La manovra, infatti, avrebbe potuto provocare un capottamento, se la vettura si fosse intraversata: mentre si avvicina pericolosamente la barriera di gomme, giochiamo contemporaneamente di sterzo e acceleratore per uscire dalla situazione intricata. La McLaren asseconda l'azione alla perfezione e le P Zero Corsa System trovano la necessaria aderenza per aggrapparsi ad un fondo da fuoristrada. La Mp4-12C ritrova la... rotta e torniamo sul tracciato prima dell'ultimo curvone, sparando sassi dai passaruota come se avessimo una mitragliatrice.

UNA PROMOZIONE SUL CAMPO
In realtà Alvaro si era dimenticato di inserire l'assetto sport, per cui la McLaren era rimasta nella modalità comfort, sicuramente troppo morbida per un approccio davvero racing! Abbiamo scoperto quale è stata la perfetta reazione della vettura di Woking in condizione estrema, scoprendo poi quanto sia assettata con la mappatura più spinta. L'esperienza di anni di corse ci ha messo al riparo dal fare dei danni e rimediare una brutta figura: è bastato tornare ai box e far togliere la ghiaia che avevamo arato nella via di fuga perché la Mp4-12C potesse tornare a girare con lo stesso treno di gomme Pirelli che abbiamo maltrattato e... apprezzato!

Autore: Franco Nugnes

Tag: Accessori , pneumatici


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