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pubblicato il 22 giugno 2012

Salvavita eCall: telenovela europea

L’Unione europea preme ancora per l’introduzione dell’emergency call sulle auto

Salvavita eCall: telenovela europea

È il 2009 quando la Commissione europea lancia un appello agli Stati membri dell’Unione affinché accelerino l’adozione volontaria dell’eCall, la nuova tecnologia di comunicazione a bordo delle auto che potrebbe salvare 2.500 vite l’anno. Ma non se ne fa nulla. Il secondo passo a settembre 2011: la Commissione adotta la prima misura per garantire che entro il 2015 le macchine vengano dotate di eCall; una raccomandazione verso gli Stati membri affinché gli operatori delle reti di telefonia mobile aggiornino le infrastrutture e consentano all’eCall di funzionare in modo efficiente. Però da un anno in qua non si sono visti grossi passi avanti. E ora gli eurodeputati del Parlamento in una proposta di risoluzione approvata il 19 giugno a larghissima maggioranza (58 voti a favore, 4 contrari e 8 astensioni) dalle commissioni Trasporti e Mercato interno chiedono che le vetture siano dotate dell’eCall dal 2015. Stavolta come andrà a finire questa telenovela europea dell’eCall?

IN AUTOMATICO
Quando un’auto ha un incidente grave, il sistema eCall compone automaticamente il 112, il numero unico d’emergenza europeo, e comunica la posizione del veicolo al servizio d’emergenza più vicino. Così (in teoria) vengono dimezzati i tempi d’intervento dei soccorsi, riducendo la possibilità che le ferite si aggravino e salvando la vita di chi, in quel preciso momento, non è in grado di comunicare dove si trova, un po’ per l’impossibilità di dare indicazioni concrete, e un po’ per lo choc successivo al sinistro. Una chiamata eCall può essere attivata anche manualmente, premendo un pulsante all'interno dell'abitacolo.

SUI 100 EURO?
Il problema è che la sua introduzione costerà all'industria automobilistica attorno ai 100 euro a vettura, stimano nell’Unione europea: pur valutando tutti i vantaggi a favore della sicurezza stradale, è chiaro che le perplessità riguardano un eventuale aumento del prezzo dei veicoli, specie oggi che il mercato europeo dell’auto non va a gonfie vele. Attualmente solo lo 0,7% di tutte le macchine nell'Unione è dotato di sistemi automatici di chiamata di soccorso.

COSA PUÒ SUCCEDERE
Il successivo passo del Parlamento europeo a favore dell’eCall dovrebbe arrivare a luglio; entro fine 2012, poi, la Commissione europea potrebbe presentare un progetto di legge. Va anche ricordato, a proposito del numero unico 112, che l’Italia dovrà modernizzarsi rapidamente: siamo a rischio infrazione, perché non lo abbiamo ancora adottato. Nel 2007 è scattato il deferimento dell'Italia da parte della Commissione alla Corte di giustizia europea, che ha fatto seguito a numerosi richiami scritti da parte dell’Unione verso il nostro Paese.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , unione europea


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